titolo.erasmi.gif (2359 byte)

Inserisci il tuo sito in Mediasan online, il tuo motore di ricerca italiano

|Home|Monografie|Attualità|Lavoro|Quesiti|Contatti|Controllo Qualità|I nostri amici disabili|Dicono di noi|I nostri amici|

Ritorna alla Home

pagina precedente

[barrasix.htm]

powered.tecnomedia.gif (2355 byte)

Le monografie della Mailing List
Pubblicata 20 aprile 2001

Monografia reperita in: www.notiziariogiuridico.it

 

VALORE DEL PRECEDENTE GIUDIZIARIO E RIVOLUZIONE INFORMATICA


di Marco Pistis

Studio legale Sutti




INDICE

CAPITOLO PRIMO

I SISTEMI INFORMATIVI

1 L'informatica giuridica. L'ambito informativo.
2 I sistemi informativi.
3 I batch.
4 I dialogic systems.
5 Gli ipertesti.
6 I sistemi integrali e integrati.
7 L'indicizzazione totale.
8 Gli operatori logici.
9 Flessibilità morfologica della ricerca informativa.
10 La flessibilità di tipo semantico.
11 I campi informativi.
12 L'interattività.
13 Tecniche di espansione e restrizione.
14 Gli indici di efficienza.

CAPITOLO SECONDO

STARE DECISIS E MODELLO ANGLOSASSONE

1 Il precedente giudiziario nel modello anglosassone.
2 La teoria moderna negli Stati Uniti.
3 Le sentenze.
4 Breve panorama istituzionale.
5 Le Corti.

CAPITOLO TERZO

I SISTEMI INFORMATICI DI REPERIMENTO DELLE SENTENZE NEGLI STATI UNITI.

1 La pubblicazione delle sentenze.
2 Le banche dati online.
3 Westlaw.
4 Lexis-Nexis.
5 La ricerca.
6 Il terzo passo.
7 La scelta.
8 I motori di ricerca.
9 Ancora sul Web.
10 Un esempio per tutti: Versuslaw.
11 VersusLaw: un esempio di ricerca in banca dati.
12 WestDoc.
13 FindLaw.
14 Cornell University.
15 Un caso pratico.
16 Considerazioni finali.

CAPITOLO QUARTO

IL PRECEDENTE GIUDIZIARIO IN ITALIA

1 Il precedente giudiziario in Italia.
2 L'articolo 65 dell'ordinamento giudiziario.
3 Overruling: l'efficacia nel tempo e ius superveniens.
4 Considerazioni.

CAPITOLO QUINTO

I SISTEMI INFORMATICI DI REPERIMENTO DELLE SENTENZE IN ITALIA

PARTE PRIMA:IL CED

1 Introduzione.
2 I canali di ricerca e la sintassi di base.
3 Le regole sintattiche.
4 La tecnica del mascheramento e del troncamento.
5 Comandi di visualizzazione dei documenti.
6 La ricerca per dati lessicali.
7 Gli archivi della giurisprudenza.
8 I canali $PT e $PK.
9 Altri operatori logici.
10 La ricerca normativa.
11 L'analisi spettrale.
12 Easy Find.

PARTE SECONDA: IL WEB ITALIANO

1 Breve introduzione.
2 Consulta on line.
3 La Corte di Giustizia delle Comunità Europea.
4 I siti giuridici italiani.

CAPITOLO SESTO

CONSIDERAZIONI CONCLUSIVE: DUE SISTEMI A CONFRONTO

1 I reports. Considerazioni di tipo comparativistico.
2 Importanza delle raccolte.
3 Alcune regole tecniche.




--------------------------------------------------------------------------------

CAPITOLO PRIMO

I SISTEMI INFORMATIVI

1 L'informatica giuridica. L'ambito informativo.

Con informatica giuridica si intende abitualmente l'uso dei calcolatori elettronici ad integrazione dello studio del diritto. Questa disciplina nasce verso la metà degli anni '40 negli Stati Uniti ad opera di Lee Loevinger, noto giurista con attitudini manageriali. Il primo articolo di informatica giuridica viene pubblicato dallo stesso Loevinger in una rivista giuridica del Minnesota e si intitola: Jurismetrics: The Next Step Forward.
Un articolo dello stesso Loevinger sul futuro che ci attende viene pubblicato nel 1996 dal The John Marshall Journal of Computer & Information Law dal titolo The Invention and Future of the Computer.
Se però per informatica giuridica intendiamo i rapporti esistenti tra diritto e scienze formali allora la sua nascita può essere ricondotta ben più indietro nel tempo. La storia del diritto, infatti, fin dai suoi albori, vanta una contrapposizione tra teorie formaliste e teorie realiste.
La parte che più ci interessa dell'informatica giuridica, comunque, ai fini della nostra trattazione, è quella che riguarda l'archiviazione e il reperimento delle informazioni giuridiche attraverso quelle enormi biblioteche informatiche che prendono il nome di banche dati. Inizialmente ci si concentrò principalmente sulle informazioni di tipo legislativo, ma in un secondo tempo, grazie all'apporto fondamentale dei sistemi di common law, prese una piega fondamentale anche la catalogazione delle sentenze. Tale approccio, che risulta essere uno dei più importanti settori di questa scienza prende il nome di legal information retrieval.
Tale ambito studia la registrazione su supporti magnetici delle informazioni giuridiche e consente una rapida ricerca dei dati unita alla possibilità di un incredibile capacità di contenimento degli stessi.
Le prime banche dati giuridiche nascono negli Stati Uniti.
Intorno alla metà degli anni sessanta, comunque, anche in Europa inizia ad avvertirsi l'idea dell'utilizzo di calcolatori nell'ambito del diritto.
La differenza fondamentale tra i sistemi di civil law e quelli di common law porta anche a differenze strutturali nel campo dell'informatica giuridica.
Dal punto di vista tecnologico (che meno ci interessa ai fini della nostra trattazione) il percorso dell'informatica giuridica può essere suddiviso in tre periodi: il primo possiamo definirlo quello dei mainframe, gigantesche fonti di informazione magnetica a cui sono uniti, spesso via cavo, terminali stupidi; il secondo periodo, chiamato delle intranet, perché le informazioni viaggiavano verso un numero limitato di persone; il terzo periodo possiamo considerarlo quello telematico vero e proprio in cui le informazioni viaggiano su larga scala, praticamente accessibili a tutti.
Se comunque dovessimo offrire una definizione di sistemi informativi potremmo asserire che sono quelli che partendo da una conoscenza di base indotta forniscono informazioni al riguardo di tale conoscenza. Essi sono anche chiamati sistemi isomorfi poiché non esiste differenza alcuna tra dati in entrata e dati in uscita.
Tali sistemi sono rappresentati appunto dallo sviluppo delle banche dati ed in tal senso si parla di ambito giurimetrico-informativo.

2 I sistemi informativi.

Come detto in precedenza la caratteristica peculiare di quasi tutti i sistemi informativi è quella dell'isomorfismo dei dati in entrata con quelli in uscita. Esiste quindi, ed è inevitabile che sia in questo modo, una corrispondenza morfologica tra input e output.
I sistemi informativi hanno anche altre caratteristiche comuni che sono quelle della totale indicizzazione dei dati, quello della logica interposizione degli stessi, della possibile flessibilità strutturale degli input combinata con la flessibilità dei dati in ricerca.
I sistemi informativi sono passati, a partire dagli anni cinquanta fino ai giorni nostri, attraverso quattro stadi di evoluzione:
- il primo stadio è rappresentato dai batch ed ha inizio verso la fine degli anni cinquanta per terminare con l'inizio degli anni settanta;
- il secondo stadio è quello dei dialogic systems che va dagli inizi degli anni settanta fino alla fine degli anni ottanta;
- la generazione dell'hypertext comincia quindi verso la fine degli anni ottanta fino ai giorni nostri;
- esiste ora una generazione di sistemi informativi integrali e integrati.

Il primo stadio è rappresentato da banche dati enormi gestite da potenti (per i tempi) mainframe quasi sempre collegati a terminali stupidi.
Il secondo stadio può essere rappresentato da varie possibilità di sistemi informativi: esistevano ai tempi sistemi di ricerca basati quasi sempre su di un linguaggio di interrogazione non accessibile ai più (linguaggi non amichevoli). Essi si basavano principalmente su una ricerca morfologica in cui non vi poteva essere spazio per la rilevanza dell'informazione. Successivamente furono creati sistemi che riuscivano ad orientarsi verso una possibilità di ricerca basata sulla rilevanza dell'informazione ricercata. Verso la fine degli anni ottanta furono creati i primi sistemi ad interrogazione amichevole (ovvero basati su di un linguaggio più semplice ed accessibile ai più) quale era ad esempio il sistema EasyFind.
I batch ed i sistemi basati su metodi di interrogazione non amichevole sono tipici del periodo precedente la rivoluzione informatica di massa. I sistemi basati su metodi di interrogazione amichevole o sugli hypertext sono invece tipici del periodo dell'informatica diffusa e dei Sistemi Operativi basati su interfacce grafiche (le prime versioni di Windows ad esempio).
I sistemi integrati sono tipici dei Sistemi Operativi a base grafica (da Windows 95 in poi per intenderci, comprendendo quindi le versioni recenti di Linux e di OS/2).

3 I batch.

I batch, ovvero i sistemi informativi basati su di un mainframe collegato principalmente a terminali stupidi, furono i primi ad essere realizzati. Essi, pur circondati da numerosi limiti, possedevano già le caratteristiche tipiche dei sistemi informativi automatizzati ovvero: la totale possibilità di indicizzazione delle informazioni, la perfetta combinabilità logica, attuata con operatori di tipo and, or, not ed una completa flessibilità sia a livello di struttura del documento che a livello di ricerca.
Il grande problema di questo tipo di sistemi risiedeva però nella non dialogabilità tra utente e sistema. Tali elaboratori si basavano infatti su sistemi operativi totalmente privi di interfacce grafiche e in cui le informazioni viaggiavano sul modello calcolatore-terminale.
Essi gestivano infatti le loro informazioni su di un complesso (almeno per il tempo) calcolatore detto mainframe a cui erano collegati dei terminali comunemente detti "stupidi". I mainframe risiedevano in grandi centri di raccolta delle informazioni in cui erano gestiti sia i programmi che i dati.
A quel tempo il passaggio delle informazioni tra utente remoto e mainframe avveniva o tramite la normale linea telefonica o attraverso linee dedicate.
La macchina utilizzata dagli utenti remoti era niente di più di un monitor che permetteva di inviare le domande e di visualizzare le risposte del mainframe. La tecnica di ricerca utilizzata che, ripeto, aveva numerosi limiti, avveniva per blocchi separati e all'utente non era consentita alcun tipo di interattività.
In effetti l'ambito dell'informatica giuridica che per primo si sviluppò fu proprio quello documentario. Le prime banche dati giuridiche documentarie contenevano però principalmente status per quello che riguardava il modello di common law e leggi per ciò che concerneva il mondo del civil law. Le informazioni di tipo giurisprudenziale, che più ci interessano a livello della nostra trattazione, arrivarono con un poco di ritardo. I vantaggi che si potevano enumerare erano veramente molti rispetto ai metodi tradizionali di archiviazione dei documenti e principalmente:
- maggior disponibilità di spazio;
- incredibili capacità di contenimento dei dati;
- possibilità di accedere alle informazioni anche da località distanti dalla presenza fisica della biblioteca;
- maggiore velocità di estrazione delle informazioni;
- semplificazione della ricerca attraverso l'utilizzo degli operatori.

La grande rivoluzione ebbe inizio negli Stati Uniti durante gli anni sessanta e le prime banche dati furono appunto realizzate con il sistema dei batch, ovvero dei blocchi. Il metodo a blocchi, come già detto, non permetteva una interazione tra utente e mainframe. Le informazioni erano immesse nel sistema in blocchi separati e non vi erano quindi possibilità di affinamento della ricerca.
Ogni domanda nuova doveva quindi essere formulata in una nuova query (essa era rappresentata di solito dall'insieme di parole che si intendevano ricercare) e bisognava attendere ogni nuova risposta. L'affinamento della ricerca richiedeva quindi molto più tempo di quanto non ne serva oggi con i sistemi più moderni.
Il LITE fu il primo sistema di reperimento batch delle informazioni di rilevanza era dell'Air Force Accounting and Finance Center degli Stati Uniti. La sua nascita risale ai primi anni 60 fino a che nel 1973 cambiò volto e prese il nome di FLITE.
Bisogna attendere i soliti sei anni di ritardo per vedere apparire qualcosa di simile a tali sistemi informativi in Europa. Vengono quindi creati in Europa il CREDOC, il CEDIJ ed il CELEX.
In quello stesso periodo la IBM comincia la sperimentazione del Document Processing System, comunemente chiamato DPS. In Italia l'Istituto per la documentazione giuridica di Firenze fu il primo ad utilizzare questo programma.
Le informazioni erano immesse nel sistema seguendo dei campi logici ai quali era possibile accedere attraverso operatori di ricerca di tipo semplice quali and, or, e not. Ovviamente trattavasi di un sistema batch non conversazionale per cui non era assolutamente possibile correggere il tiro della ricerca.

4 I dialogic systems.

Quando iniziarono a comparire sulla scena prima statunitense e poi europea i primi esempi di sistemi interattivi in cui era possibile un dialogo tra utente e macchina il panorama ne risultò stravolto.
La possibilità di "conversazionalità" tra utente e macchina consentiva le ricerche per gradi successivi. L'utente era finalmente in grado di lavorare per risultati intermedi; tali risultati potevano poi essere riaffinati per nuove ricerche più dettagliate. Il problema risiedeva ancora nel linguaggio non amichevole che tali sistemi utilizzavano e che ne rendevano l'accesso veramente arduo ai neofiti.
In Italia il primo esempio di sistema di questo tipo fu introdotto dal Centro Elaborazione Dati della Corte di Cassazione e prese il nome di Italgiure Find.
Tale sistema caratterizzato da un linguaggio di interrogazione assolutamente non amichevole ebbe lunga vita in Italia. Anzi si tratta del metodo italiano di ricerca di sentenze più usato e la banca dati è finora la più maestosa realizzata in Italia. Se la dovessimo comunque paragonare alle banche dati statunitensi, ad esempio, farebbe sorridere.

I sistemi interattivi più evoluti inoltre prevedevano la possibilità di avvalersi dell'uso dei vettori in modo da dare maggiore flessibilità alla ricerca stessa.

In questo modo la macchina riesce a fare una valutazione di tipo pertinenziale ed in tal modo la rilevanza dell'informazione elaborata permette di ampliare i campi di ricerca.
In pratica tali programmi riuscivano algoritmicamente a calcolare la frequenza delle parole cercate all'interno di un documento o di una serie di documenti e su questo fattore basavano il loro giudizio di rilevanza.
Ovviamente la macchina basava la sua ricerca esclusivamente dal punto di vista morfologico e non concettuale. Le parole erano considerate segni e l'elaboratore rilevava quanto volte quel determinato segno era presente in quel documento o in quel fascio di documenti. Vi è quindi la presunzione da parte dell'utente che il segno corrisponda al significato ovvero che il confronto tra il piano morfologico-sintattico e quello semantico-concettuale risulti appianato o scompaia.
Ma la vera svolta avviene negli anni ottanta, che sono gli anni della rivoluzione informatica comunemente detta "di massa". I costi dei processori diminuiscono vertiginosamente e contemporaneamente l'avvento dei dischi rigidi e dei dischi compatti permettono l'accesso degli elaboratori al grande pubblico. Parallelamente si sviluppano le prime interfacce grafiche, i professionisti iniziano a lavorare in ambiente Mac mentre gli studenti si dileggiano con Windows.
E' ora possibile la gestione locale di un grande numero di informazioni e questo rappresenta la fine del terminale stupido. Le informazioni provenienti da sedi remote ora possono essere "lavorate" a livello locale. Si passa alla diffusione dell'informazione basata sul modello integrato, si passa quindi dal modello del Mainframe a quello individuale-telematico.
Tali modelli si fondano sui sistemi operativi detti a finestre, sulla possibilità di interfaccia tra utente e macchina, sul linguaggio amichevole dei sistemi operativi stessi che porterà anche alla modificazione dei programmi di ricerca.
Un esempio di evoluzione in questo senso è rappresentato dal sistema di ricerca Easyfind del Centro Elaborazione Dati della Corte di Cassazione che, basandosi sulle stesse stringhe del sistema Italgiure Find le commuta e le semplifica rendendole più accessibili. Vedremo in seguito che tale risultato nella realtà non sarà raggiunto ma, in ogni caso, Easy Find rappresenta un tentativo di rendere più amichevole il sistema di consultazione del CED.

Ma in Italia la grande rivoluzione è rappresentata dall'avvento dei dischi compatti e dalla possibilità di archiviare un enorme numero di informazioni nello spazio di un CD ROM. Da noi la rivoluzione viaggia su di un piano diverso, le case editrici preferiscono lanciarsi in questo senso invece di cercare di creare delle banche dati consultabili in rete.
Simone, Giuffrè, Zanichelli, De Agostini, ecc. mettono a disposizione dell'utente le informazioni contenute nei loro prodotti di carta esclusivamente in formato CD ROM. Mentre gli Stati Uniti si dedicano alla creazione di banche dati on line noi rimaniamo indietro.
La consultazione dei CD ROM è estremamente semplificata. La ricerca è amichevole ed avviene per parole, per date e tramite gli schemi di classificazione tradizionali.
E' a questo punto però opportuno sottolineare che, fino ad oggi, neppure negli Stati Uniti sono stati portati avanti esperimenti di rilievo per offrire un contesto di tipo concettuale alla ricerca.
Nella maggior parte dei casi, è bene sottolinearlo, si tratta sempre di una ricerca di tipo morfologico, coi grandi limiti che tutto questo comporta.
Si assiste quindi ad una moltiplicazione del numero di informazioni disponibili ma anche ad una regressione qualitativa. Si passa dalla sostanza alla forma e poi l'utente deve discernere cosa sia pertinente dal punto divista concettuale e cosa no.

5 Gli ipertesti.

Uno dei primi a sostenere che la ricerca informativa documentale dovesse basarsi sulla teoria dell'associazionismo concettuale fu lo studioso stetunitense Vannevar Bush.
Vannevar Bush nacque ad Everett l'11 Marzo del 1890 da Richard Perry ed Emma Linwood. Nel 1913 si laureò al Tufts College ed in seguito divenne istruttore di matematica(1914-1915) e di ingegneria elettrica (1916-1917) nello stesso college.
In seguito divenne membro del MIT, dove si occupava soprattutto dei sistemi di lettura dei microfilm. Nel 1930, insieme ad altri colleghi, Bush sviluppò il prototipo dell'analizzatore differenziale, un calcolatore capace di svolgere equazioni differenziali di sesto grado. Nel 1938 iniziò ad avere i primi contatti con il presidente Roosevelt, il quale gli chiese di migliorare la salute nazionale creando nuove imprese che potessero dare lavoro ai disoccupati e di elevare il livello di vita generale della Nazione. Bush rispose al Presidente con la proposta di creare una Fondazione Nazionale per la Scienza e, nel 1945 inventò il memex e scrisse il suo famosissimo saggio As we may think.
In quest'articolo Bush osservava che l'esplosione di informazioni disponibile in tutti i campi rendeva necessaria la creazione di strumenti capaci di selezionare in maniera efficiente l'informazione di volta in volta rilevante e di collegare fra loro porzioni separate di informazione.
Bush è morto nel 1974. Ha visto nascere i primi calcolatori ma non ha fatto in tempo a vedere come gli ipertesti, e soprattutto la grande ragnatela rappresentato dal World Wide Web, rendano possibili, in maniera semplice e intuitiva, quelle operazioni di associazione e di collegamento ipertestuale fra le informazioni che il Memex aveva prefigurato.
Egli si scaglia contro i tradizionali sistemi di indicizzazione. Quando dati di qualsiasi genere vengono immagazzinati, sono schedati alfabeticamente o numericamente e le informazioni sono reperibili, se lo sono, a patto di addentrarsi in classi e sottoclassi, mediante un percorso complesso e dispendioso. Si devono conoscere le regole e non si può avere sotto mano che un documento alla volta. L'incredibile quantità di documenti disponibile in tutti i campi rendeva invece essenziale la disponibilità di strumenti capaci di selezionare in maniera efficiente l'informazione di volta in volta rilevante, e di collegare fra loro porzioni separate di informazione.
Secondo Bush ciò cui si doveva tendere era qualcosa che imitasse i meccanismi associativi della mente umana. La sua proposta è quella di una macchina (il Memex appunto) capace di automatizzare questo lavoro di gestione associativa (oggi si direbbe ipertestuale ) dell'informazione, come se fosse un'estensione del cervello umano.
Da qui l'origine dell'ipertesto. Il paradigma dell'ipertesto diventerà poi infatti una chiave fondamentale dell'incredibile successo del linguaggio HTML (Hypertext Markup Language) prima e del World Wide Web poi. La sua costruzione non lineare, anarchica, fuori dai limiti e orientata verso l'oggetto avrà profonde implicazioni per lo sviluppo di Internet e della società stessa.
Vannevar Bush e Ted Nelson devono essere visti rispettivamente come il nonno ed il padre dell'ipertesto. Ma il concetto, che era stato usato anche nell'antica letteratura religiosa, compare ad esempio nel Talmud. Con i suoi commenti ai commenti del testo principale e le sue annotazioni, nonché con i suoi riferimenti ad altri passaggi dello stesso Talmud esso può essere non a torto considerato un esempio di ipertesto.
Concettualmente l'ipertesto forma associazioni chiamate link tra parti di informazioni dette nodi. Questa caratteristica forma a ragnatela gli darà quindi il nome di Web che gli affidarono i ricercatori del CERN.
Fu infatti presso il CERN, più precisamente presso the European Particle Physics Laboratory che nacque quello che verrà chiamato World Wide Web. Gli scienziati di questo laboratorio proposero un progetto rivolto allo sviluppo di un sistema di ipertesti atto a mettere in grado gli scienziati di tutto il mondo di scambiarsi informazioni.
Nel novembre del 1990 il programma di sviluppo era pronto e Tim Berners-Lee cominciò a lavorare sul prototipo. Il World Wide Web era nato e le informazioni concernenti la sua esistenza cominciavano a circolare su alcuni newsgroup su Internet. Da lì in poi lo sviluppo, come tutti sanno, fu rapidissimo.
Il dominio giuridico è formato principalmente da leggi e sentenze e commenti alle stesse. Per quello che ci interessa ai fini della nostra trattazione, le sentenze in ipertesto possono richiamare altre sentenze citate e da queste ad altre sentenze o commenti e così via. Il documento ipertestuale è divisibile in un numero infinito di testi collaterali o subordinati a seconda delle scelte dell'utente.
Ma la rivoluzione non è completata: I sistemi telematici e virtuali integreranno queste caratteristiche ed offriranno la possibilità di fare quella che verrà definita navigazione associativa.

6 I sistemi integrali e integrati.

Ma forse è il caso di fare ancora un passo indietro.
Il passaggio dall'informatica riservata a poche persone ed al mondo delle Intranet a quella di tipo diffuso e telematico è dovuto a due fattori. Il primo consiste nello sviluppo tecnologico dell'hardware, sia per le macchine che per i sistemi di comunicazione, ed il secondo allo sviluppo di linguaggi universalmente riconosciuti.
Infatti anche quando esistevano le possibilità tecnologiche per comunicare a distanza tra vari utenti non esisteva un linguaggio che permettesse di comunicare realmente.
Negli anni ottanta, con l'avvento dei personal computer vengono realizzate le prime intranet e le cose cominciano a cambiare.
L'integrazione si svilupperà in maniera capillare solo negli anni novanta.
Ad un primo stadio vi sarà esclusivamente una connessione di tipo "fisico" tra reti nazionali ed internazionali e solo successivamente si passerà alla cosiddetta trasmissione con commutazione per cui non sarà più necessario che gli utenti siano fisicamente collegati tra loro. Le stesse connessioni infatti possono essere usate da utenti diversi con finalità diverse ed alla ricerca di informazioni differenti.
Ad un livello successivo sarà addirittura possibile la comunicazione tra macchine differenti, attraverso un linguaggio universalmente riconosciuto.
Il protocollo di trasmissione (IP) garantisce garantisce l'invio delle informazioni ed il protocolo di comunicazione (TCP) riaggrega le informazioni trasmesse in maniera disorganica.
Un quarto stadio consentirà l'utilizzo di programmi comuni su piattaforme multiutente, che si possono utilizzare in rete. Oltre al già citato World Wide Web, destinato a soppiantarle tutte, ne dobbiamo citare altre tre: la electronic mail (e-mail), il File Transfer Protocol (FTP), Telnet ed il servizio di Newsgroup.

I due sistemi che hanno inciso maggiormente nello sviluppo dei sistemi informativi sono stati Telnet e, ovviamente, il World Wide Web.
Essi hanno segnato il passaggio dal tipo di connessione tra calcolatore e terminale remoto alla connessione di tipo rete-calcolatore.
Telnet permette di collegarsi ad ogni utente della rete. Questo programma permette di avere virtualmente a disposizione qualunque informazione in possesso di una qualunque delle macchine connesse in rete attraverso però esclusivamente il linguaggio specifico del calcolatore al quale si è connessi. Esso rende la macchina pari ai terminali remoti stupidi permettendo però nel contempo una disponibilità pressoché illimitata di informazioni.
Ma la grande rivoluzione, come già accennato, è rappresentata dal World Wide Web che consente la consultazione di un archivio ipertestuale di informazioni a capienza illimitata. Esso rapresenta la quintessenza delle banche dati in cui i documenti sono identificabili da una etichetta che li distingue gli uni dagli altri. Tali documenti sono le Web page e le etichette sono gli indirizzi delle stesse. La connessione tra una pagina e l'altra avviene, come già specificato, attraverso link ipertestuali grazie ai quali è possibile spaziare nel mondo dell'informazione telematica.
Il linguaggio che si usa per la redazione di tali pagine è appunto l'HTML (Hypertext Markup Language) ed il protocollo di trasmissione di tali informazioni è l'HTTP (Hypertext Transfer Protocol).
Internet non è quindi da considerare in una visione statica che la riconduce al solo Web, ma è da vedersi come un insieme di strumenti, a cui in futuro presumibilmente se ne aggiungeranno molti altri, che la rendono l'ultimo e il più innovativo strumento di comunicazione.
Una caratteristica fondamentale dei sistemi informativi moderni consiste nella possibilità di reperire informazioni presso un numero pressoché infinito di calcolatori. L'utente internet moderno reperisce ed offre informazioni e la differenza calcolatore-terminale o macchina-utente passivo è quasi sparita.
Il World Wide Web, comunque, non poteva essere considerato una vera e propria banca dati in quanto le informazioni sono reperibili solo dal momento in cui si conosce l'esatta ubicazione della pagina che contiene il documento che si sta cercando.
Per questo motivo sono stati sviluppati degli strumenti che aiutano l'utente nella ricerca delle pagine che contengono i documenti che si necessitano: tali strumenti sono i cosiddetti motori di ricerca.
Essi ricercano, quindi, non solo le pagine, ma anche all'interno delle stesse il documento che si intende visionare. I motori di ricerca hanno quindi trasformato il World Wide Web in una vera e propria banca dati globale.

I motori di ricerca altro non sono che metasistemi di reperimento che si occupano in un primo momento di indicizzare le informazioni strutturandole in un metaindice di ricerca. E' poi attraverso questi stessi indici che è possibile reperire i documenti che presentano un certo dato. Abbiamo quindi un indice strutturato nel calcolatore del gestore del motore che diventa un archivio virtuale di consultazione per ogni utente remoto connesso alla rete.

Esistono poi motori di ricerca che limitano la propria conoscenza ai siti e non ad ogni pagina e motori di ricerca che offrono tutte e due le possibilità. Esistono motori di ricerca settoriale, divisi per argomento, motori di ricerca liberamente consultabili e motori a pagamento.

I motori di ricerca basano la propria indicizzazione sulle funzioni tipiche di ricerca dei sistemi informativi di tipo classico: essi utilizzano quindi operatori logici, alcune tecniche di ricerca morfologica con possibilità di troncamento dei segni, e strategia per rilevanza coi limiti che abbiamo evidenziato per i sistemi "non intelligenti".

Gli attuali motori di ricerca possiedono in realtà parecchi limiti riguardo alla conversazionalità. Essi permettono unicamente una ricerca di tipo non concettuale sulla quale bisognerà lavorare ancora parecchio. Gli sforzi futuri dovranno essere intesi a rendere gli strumenti di ricerca maggiormente interattivi ed in grado di esprimere una rilevanza per concetti e non solo per segni. I vantaggi, in campo giuridico, che se ne potrebbero trarre sarebbero enormi.

7 L'indicizzazione totale.

Analizziamo il primo dei principi di ricerca su cui si basano i sistemi informativi.
L'indicizzazione dei documenti non è una cosa sconosciuta fino all'avvento dell'informatica. L'indicizzazione è la rappresentazione di un'informazione attraverso uno dei suoi elementi formanti.
I metodi classici di indicizzazione (per indice, per argomento, per data, ecc.) erano però tutti metodi di indicizzazione di tipo parziale poiché l'accesso alle informazioni era garantito solo attraverso dei dati estremamente limitati.
Con i sistemi di indicizzazione informatici, invece, tutti gli elementi che costituiscono l'informazione possono essere indicizzati: si parla appunto di indicizzazione totale.
Il vantaggio che deriva da questa possibilità è enorme se si pensa alla facilità con cui sarà possibile la ricerca di documenti.
Il limite è rappresentato dalle polisemie e dalle sinonimie del linguaggio ordinario che inevitabilmente si ripercuoteranno nella ricerca se la stessa sarà condotta, come spesso avviene, utilizzando il linguaggio ordinario.
La polisemia è quel fenomeno per il quale alla stessa parola in differenti contesti vengono assegnati significati diversi (la pesca frutto e la pesca sport ad esempio).
La sinonimia è quando due parole differenti, ovvero due differenti segni morfologici hanno uguale significato. Sia la polisemia che la sinonimia sono fenomeni studiati dalla scienza che si occupa della semantica della lingua.
Vanno a complicare ulteriormente le cose, inoltre, tutta quella serie di fenomeni grammaticali che prendono il nome di flessionalità delle lingue, ovvero il diverso significato che assumono le parole in base alle coniugazioni o alle declinazioni.
Per arginare le problematiche che si originano da questi fattori i motori di ricerca si avvalgono di tecniche particolari di ricerca dette di espansione o di restrizione.

8 Gli operatori logici.

Nella ricerca informatica è inoltre possibile la combinazione degli elementi di ricerca attraverso degli operatori logici.
Gli operatori logici più importanti sono:

l'operatore and;
l'operatore or;
l'operatore not.
L'operatore and pone la condizione per la quale i dati ricercati siano congiunti e dipendenti. La condizione si dice verificata quando entrambi i dati sono veri, che tradotto significa che devono essere contenuti nel documento entrambi i segni uniti dall'operatore.
Se operiamo una ricerca documentale di questo tipo, ad esempio: con purchase AND agreement il nostro motore ricercherà tutti i documenti che contengono sia la parola purchase che la parola agreement. Nell'algebra di Boole si parlerà di prodotto logico. Tale fenomeno, noto anche all'insiemistica, prende in essa il nome di intersezione di insiemi.

L'operatore or pone la condizione per la quale i dati ricercati siano disgiunti e indipendenti. La condizione si dice verificata quando almeno uno dei dati è vero, che tradotto significa che almeno uno dei segni divisi dall'operatore deve essere contenuto nel documento.
Se operiamo una ricerca di questo tipo, con purchase OR agreement il nostro motore ricercherà tutti i documenti che contegono almeno una delle due parole. In termini booleani si parla di somma logica di operandi; nell'insiemistica questo fenomeno prende il nome di unione tra insiemi.
L'operatore not pone invece una condizione di esclusione. La condizione è verificata in assenza del dato immesso.
Un esempio di ricerca di questo tipo potrà essere: NOT purchase e il nostro motore ricercherà tutti i documenti in cui non sia presente la parola purchase.
In algebra booleana parleremo di esclusione logica di operandi.
E' importante poi sottolineare che tali operatori logici possono essere combinati tra loro.
Un esempio è dato dalla combinazione and not: purchase NOT agreement ricercherà tutti i documenti che contengono il dato purchase ma che nello stesso tempo non contengono il dato agreement.
Questi operatori logici hanno permesso di limitare i danni prodotti dai fenomeni semantici della polisemia e della sinonimia e da quelli di tipo grammaticale di cui sopra.
L'operatore OR è uno strumento di espansione nel senso che permette di ampliare il campo di ricerca richiamando tutti i sinonimi di un termine che altrimenti non verrebbero ricercati.
Gli strumenti AND e NOT sono invece strumenti restrittivi e servono per limitare i polisensi. Il termine laundry se ricorre vicino a money avrà un diverso significato rispetto a quando ricorre vicino al termine clothes.

9 Flessibilità morfologica della ricerca informativa.

Nei sistemi informatici i dati possono essere immessi nella loro forma morfologica completa oppure possono essere troncati.
In tal caso è possibile effettuare una ricerca utilizzando alcune radici o temi linguistici grammaticali.
In questo senso:
- locazione;
- locazion;
- locaz;
- loc.

Dal punto di vista informatico i sistemi di tipo non cognitivo neppure si rendono conto di questa troncatura. Essi ricercheranno i segni che dal punto di vista eclusivamente morfologico combaceranno con quelli documentali. La troncatura può per questo motivo avvenire in qualsiasi punto della parola.
Tale tecnica viene talvolta definita, in maniera impropria, ricerca concettuale a livello morfologico. In realtà, come spiegato poc'anzi, trattasi di una ricerca non concettuale.
Tale ricerca è per l'operatore anche uno strumento di espansione molto importante e consente di limitare i problemi di ordine morfologico-grammaticale a cui abbiamo accennato.
Se noi compiamo una ricerca per forme tronche con il segno morfologico "somministr" avremo un risultato di questo tipo:
- somministrazione;
- somministratore;
- somministrativo;
- somministrativa;
- somministrative;
- somministrativi;
- somministrato;
- somministrati;
- somministrabile;
- somministrabili;
- somministrante;
- somministranti.

Possiamo anche effettuare una ricerca di questo tipo ma ad estensione limitata utilizzando "somministrN" dove N sta per il numero di lettere totali della parola.
In ogni caso queste cose appariranno chiare più avanti nella trattazione, quando forniremo esempi reali di ricerca condotta con questi metodi. E' infatti opportuno sottolineare che ogni programma di gestione delle banche dati differisce in qualche modo nella composizione delle stringhe. Il sistema utilizzato da Lexis, ad esempio, nell'utilizzo degli operatori booleani, sarà differente da quello utilizzato dal CED.

10 La flessibilità di tipo semantico.

Per passare ad una ricerca di tipo concettuale, ovvero per trovare un calcolatore che possa essere capace di distinguere tra i vari significati dovremo pesumibilmente attendere ancora parecchio tempo.
Le moderne macchine basano la loro ricerca sul significante, ossia sulle forme, sui meri segni morfologici. In futuro bisognerà che gli studiosi inizino seriamente a preoccuparsi della ricerca di tipo semantico.
Gli studi odierni, ancora molto indietro, si basano su quelli che vengono chiamati thesauro o dizionari semantici. In realtà le macchine che utilizzano tale tipo di programma non sono in grado di discernere tra i significati ma effettuano una ricerca di tipo mirato, particolarmente indicizzata, indirizzata secondo quanto previsto dal suo ideatore.
Essi sono comunque molto utili e rappresentano un passo in avanti nel campo della ricerca. All'interno di tali dizionari molti termini sono indicizzati e sono relazionati in modo tale che a partire da un termine si possa ampliare la ricerca verso altri termini legati a questo. Tali sistemi sono appunto costruiti da esperti di diritto per cui risentono dell'impostazione di tipo linguistico che tale soggetto vi ha impresso.
Avremo quindi relazioni su base gerarchica, in cui un termine assunto ricomprende un altro o ne è ricompreso da un altro. Per questo tipo di relazione, ad esempio, il termine contratto ricomprende gerarchicamente la locazione.
Abbiamo anche relazioni basate sulla sinonimia. Per esempio vendita e alienazioni.
Sarà facile a questo proposito rilevare come nel ricondurre un determinato segno morfologico ad un significato sia fondamentale l'apporto dell'ideatore. Immaginiamo per esempio le differenze strutturali che si avrebbero se negozio giuridico e contratto fossero considerati sinonimi.
Avremo anche relazioni per vicinanza di significati. A questo proposito si potrebbero davvero relazionare contratto e negozio giuridico.
Il thesaurus rimane comunque nel campo della ricerca morfologica, per cui viene attribuito un valore semantico esclusivamente sulla base della mente che ha costruito tale rete di significati.
Tali strumenti possono essere ricompresi quindi tra quelli di tipo estensivo della ricerca poiché ampliano, talvolta in maniera considerevole, il campo di ricerca. Essi sono utilissimi per cercare di arginare, come più volte specificato, i problemi derivanti dalla varietà del linguaggio ordinario.

Alcuni esempi di estensione, impropriamente definita semantica, possono essere legati a:
- sinonimia (vendita e alienazione);
- quasi-sinonimia (affitto e locazione);
- contrapposizione (legale e illegale);
- gerarchia (negozio giuridico e contratto);
- vicinanza di significati o identità di categorie giuridiche (appalti e somministrazione).

11 I campi informativi.

Spesso i documenti sono suddivisi per insieme di informazioni in canali o paragrafi detti campi di informazione. Un dato può quindi essere ricercato nell'intero documento o all'interno di un singolo campo. E' anche possibile, inoltre, ricercare più dati all'interno del medesimo campo.

Per esempio possiamo avere:
- "30/10/2000" nel campo "data";
- "sentenza" nel campo "tipo di documento";
- "criminal law" nel campo "matter";
- "Loevinger" campo "autore";
- ecc.

Potremmo poi avere due dati da ricercare all'interno del medesimo campo: "locazione" e "immobili" nel campo "abstract" per esempio.
La ricerca per campi è considerata una tecnica di restrizione in grado di aumentare, quindi, gli indici di precisione.

12 L'interattività.

Abbiamo già svolto considerazioni sul fatto che nei sistemi batch la connessione di tipo mainframe-terminale stupido non permetteva alcun tipo di interattività tra macchina ed utente remoto.
Coi moderni sistemi è invece possibile introdurre un minimo di dialogo e la ricerca può essere affinata per fasi successive ed è garantita la possibilità di retrocedere ai livelli precedenti di ricerca.
Anche in questo caso, come nel caso della ricerca cosiddetta concettuale, dobbiamo considerare che il termine interattività è utilizzato in maniera impropria o comunque limitata. Anche in questo caso tale affermazione deve essere uno stimolo alla ricerca di sistemi di ricerca realmente interattivi.
I recenti sistemi conoscono due tipi di interattività: una logica ed una rigida.

Nell'interattività di tipo rigido il sistema è formato ad una dipendenza di tipo logico tra i vari stadi della ricerca mentre l'interattività di tipo libero consente l'assoluta indipendenza delle ricerche.
Se utilizziamo un sistema rigido avremo quindi una ricerca di questo tipo: ricerchiamo i documenti contenenti la parola "locazione". Sui mille documenti ritrovati effettuiamo una seconda ricerca con la parola "finanziaria". Ritroveremo duecento documenti. Possiamo osservare che i risultati della seconda ricerca dipendono dai risultati della prima.
Questo inconveniente può essere evitato coi sistemi che utilizzano i sistemi di tipo libero.
In questo caso effettueremo due ricerche separate, una per "locazione" ed una per "finanziaria". Troveremo i mille documenti relativi a "locazione" e diecimila documenti relativi a "finanziaria". Combinando le due ricerche otterremo i duecento documenti di cui sopra.

13 Tecniche di espansione e restrizione.

Per maggiore chiarezza sarà forse opportuno ribadire in cosa consistono le tecniche di espansione e le tecniche di restrizione.
Sono considerate tecniche di espansione tutte le funzioni proprie dei linguaggi di interrogazione che consentono di ampliare il target della ricerca. In altre parole esse consentono di ampliare il numero di documenti ottenibili in consultazione.
Al contrario le tecniche di restrizione della ricerca sono quelle funzioni del linguaggio di interrogazione che permettono di limitare il campo della ricerca e conseguentemente di far diminuire il numero di documenti ottenibili in consultazione.
Di quali siano queste tecniche ne abbiamo già diffusamente discusso.

14 Gli indici di efficienza.

La capacità di un sistema informativo di reperire esclusivamente le informazioni pertinenti viene calcolata attraverso degli indici detti appunto di efficienza.
Tali indici sono: il richiamo, la precisione, il silenzio ed il rumore.
L'indice di richiamo è rappresentato dal rapporto tra il numero di documenti presenti nell'archivio ed il numero degli stessi cha abbiano qualità di pertinenza.
L'indice di precisione consiste invece nel rapporto tra il numero di documenti reperiti ed il numero di documenti reperiti pertinenti.
L'indice di silenzio è rappresentato dal numero di documenti pertinenti presenti nell'archivio che non sono stati estrapolati nella ricerca.
Il rumore indica il numero di documenti non pertinenti che sono stati reperiti, è quindi rappresentato dal rapporto tra i documenti non pertinenti reperiti e tutti i documenti reperiti.
Le tecniche di espansione della ricerca aumentano evidentemente l'indice di richiamo e producono parecchio rumore. Le tecniche di restrizione, d'altro canto, aumentano l'indice di precisione ma, come rovescio della medaglia, si può andare incontro al fenomeno del silenzio.
Un buon ricercatore deve tenere conto di tutte queste caratteristiche ed affinarsi alle tecniche più indicate a seconda del tipo di ricerca che deve compiere.
Ad esempio, se il ricercatore è a conoscenza di numerosi documenti contenenti le informazioni che gli interessano, farà ragionevolmente uso delle tecniche di restrizione.
Tutte queste informazioni saranno utilissime una volta che dovrete operare un ricerca di tipo giuridico, sia che usiate la banca dati di West Law, sia che usiate un piccolo motore di ricerca giuridica italiano.





CAPITOLO SECONDO

STARE DECISIS E MODELLO ANGLOSASSONE

Prima di passare all'argomento centrale del libro, ovvero le banche dati nei loro risvolti pratici, mi è parso opportuno offrire una breve panoramica del sistema di common law. Tutto ciò al fine di poter comprendere l'importanza fondamentale che hanno le raccolte di giurisprudenza negli Stati Uniti. Esse racchiudono la maggior parte del lavoro del giurista, impegnato in una ricerca sempre più semplificata ad opera dei nuovi strumenti di elaborazione dei dati.

1 Il precedente giudiziario nel modello anglosassone.

Quella che viene additata come la grande differenza tra i modelli di civil law e quelli di common law è racchiusa nel brocardo, stare decisis e non quieta movere. Tale massima fa assumere al precedente giudiziario un valore vincolante, valore vincolante, che come si vedrà in seguito, non è assoluto ma temperato da numerose eccezioni alla regola.
Bisogna oltretutto sottolineare il fatto che la regola di seguire i precedenti giudiziari è una regola appartenente a tutto il diritto, anche quello codificato e si riferisce alla pratica di giudicare in maniera simile casi simili. La regola stare decisis assume un valore differente e rappresenta l'obbligo per il giudice di seguire la linea costante delle decisione assunte a valore di precedente. E' ovvio che un tale obbligo, per il giudice continentale, appare quantomeno desueto e presuppone l'obbligo di seguire il precedente anche quando tale giudizio possa apparire ingiusto o iniquo.
D'altro canto il principio in questione è stato il modo attraverso il quale i giuristi anglosassoni hanno cercato di ottemperare ad una delle più importanti esigenze di giustizia: la certezza del diritto.
Certezza del diritto che in continente si è pensato di conseguire attraverso una codificazione maniacale di ogni regola e che gli anglosassoni hanno cercato di attuare attraverso una statuizione che rendesse i precedenti inattaccabili dai giudici successivi.
Il panorama si sta però evolvendo in differenti direzioni, le eccezioni al principio in questione si moltiplicano e le varie applicazioni territoriali del common law stanno prendendo aspetti molto differenti, in riferimento soprattutto al mondo americano e a quello inglese.
In America si è imposto infatti un atteggiamento di tipo scettico nei confronti del precedente giudiziario; tale atteggiamento è rimasto di sostanziale riverenza, invece, nel diritto inglese. A questa differenza sono dovute le diverse evoluzioni del modello americano nei confronti di quello dell'ex madrepatria.

In ogni caso, nella fase cosiddetta classica le regole viaggiano, indicativamente, di pari passo.

La contrapposizione fondamentale con cui si attua la regola di stare decisis è quella tra ratio decidendi ed obiter dictum.

La ratio decidendi viene vista come la <<ragione giuridica della decisione>>, la <<regola generale senza la quale il caso sarebbe stato deciso diversamente>>.
La holding (questo è il termine con il quale viene comunemente chiamata la ratio decidendi) come principio sottostante il giudizio che regola le parti è qualcosa di più del giudizio stesso; esso solo, il principio, è in grado avere <<forza di legge>>.
In contrapposizione alle holding vengono messi gli obiter dicta. I dicta sono quei principi che non ricadono nella sfera della ratio decidendi e che non assumono il valore di authorities. Essi possono avere un compito valutativo o persuasivo a seconda del prestigio della Corte che li emette, ma nulla più.
Appare chiaro che la ratio decindendi dovrà essere estrapolata dal caso pratico che si intende far assurgere a precedente; questo sarà dunque il complicato compito della Corte, compito che si attua attraverso un procedimento in due fasi: una prima fase che consisterà appunto nello scartare tutti i dicta ed una seconda fase di tipo deduttivo che consisterà nell'applicare il principio di diritto alla nuova fattispecie. Solo al termine di questa seconda operazione sarà operativo il principio stare decisis e tale precedente assumerà il valore di legge.
I dicta non assumono valore autoritativo perché non sono la parte essenziale del ragionamento della Corte e non possono dunque avere portata generale.
Da questa prima contrapposizione tra holding e dicta ne deriva una seconda tra decision e opinion. L'opinion viene generalmente considerata come l'insieme delle parole che i giudici utilizzano per rendere la decisione ma non necessariamente queste parole sono rese in forma scritta. La decision può essere estratta anche in mancanza di uno scritto o può essere variata dal giudice successivo nel caso l'opinion non venga messa per iscritto o nel caso la stessa non sia congruente con la ratio decidendi.
La opinion rappresenta, comunque, una prova della decisione ed in linea di massima sarà congruente con la decision sottostante. E' bene comunque ricordare che il valore di precedente riferito al principio stare decisis si riferisce alla decision e non alla opinion. E' la decision, in sostanza a fare precedente. E di questo bisogna assolutamente ricordarsi quando si conduce una ricerca giuridica.
Appare dunque chiaro da quanto detto sopra che anche la decisione non pubblicata nei law reports mantiene comunque il valore di precedente, non potendo influire mere circostanze di fatto sul valore della decision. Almeno per ciò che concerne la teoria classica in quanto vedremo che nella realtà dei fatti un precedente assumerà valore in funzione delle caratteristiche dei law reports. Da qui la crescente importanza delle raccolte di giurisprudenza, importanza andatasi intensificando a seguito della rivoluzione informatica.
La Corte, inoltre, nell'estrapolare la ratio decidendi dovrà seguire il caso particolare, non potrà, quindi, affermarsi su questioni al di fuori del caso che sta esaminando.
Una volta terminata questa complicata operazione ed estrapolata dal contesto la ratio decidendi, nasce il valore giudiziario del precedente, in applicazione della regola dello stare decisis.
I giuristi anglosassoni, dunque, svolgono un procedimento di tipo inverso ai giuristi continentali per arrivare alla formulazione delle regola. Essi passano, attraverso un procedimento induttivo, dal particolare al generale. Si occupano di un caso particolare per ricavarne una regola di portata generale. Da qui la maggior importanza delle raccolte di giurisprudenza, che sono a cardine di tutto il lavoro del giurista anglosassone.
E' chiaro comunque che la regola dovrà riferirsi al caso particolare. Sarà dunque sufficiente per la Corte successiva sostenere la differenza di fattispecie per non avere l'obbligo giuridico di uniformarsi alla decisione precedente.
Ma oltre al potere di distinguere è riconosciuto, in linea di massima, alle Corti anche il potere di discostarsi da una decisione precedente non distinguibile: tale potere viene chiamato overruling.
Questa possibilità, in netta contrapposizione con quello che afferma il principio di stare decisis è uno dei punti cruciali della disciplina del diritto anglosassone. Fino a che punto è dunque concesso ai giudici discostarsi dal precedente?
Tutti gli autori concordano tale potere in caso di decisioni palesemente assurde o ingiuste o in caso di errori palesi. E' comunque impossibile per il giudice inferiore forgiarsi di tale potere nei confronti di una decision di un giudice superiore. Egli potrà far presente nella propria opinion tali vizi e rimetterla al giudice superiore oppure potrà cercare di operare attraverso il potere di distinguere.
Esistono comunque alcuni divieti assoluti, su cui tutti gli autori concordano, di superare il precedente. Tali divieti operano principalmente nell'area della proprietà, dei contratti e della procedura.
E' universalmente riconosciuta una maggiore possibilità di overruling nella law of torts, nella good faith o per i doveri nei confronti del trustee o nella public policy.
Il principio di stare decisis può avere una portata orizzontale ed una portata verticale. Nel primo caso ci si riferisce agli obblighi delle Corti di seguire i propri precedenti e con portata verticale ci si riferisce all'obbligo gravante sulle Corti gerarchicamente inferiori di seguire i precedenti delle Corti superiori.

2 La teoria moderna negli Stati Uniti.

Negli Stati Uniti la teoria classica viene soppiantata da una moderna teoria del precedente.

Attraverso le nuove possibilità di discostarsi dall'obbligo di seguire i precedenti alcuni autori hanno sostenuto un riavvicinamento notevole tra le teorie giuridiche di tipo romanista e quelle di tipo continentale. In realtà, al di là delle regole pratiche, è la differente mentalità del common lawyer a distinguere nettamente i due sistemi. E' la matrice culturale, puù che quella normativa a fare la differenza; tale matrice, più culturale appunto che normativa, ha fatto sì che anche i vantaggi delle possibilità informatiche siano stati recepiti in differente maniera nei due sistemi.
La moderna dottrina del precedente non si esaurisce più nella dicotomia ratio decidendi-obiter dictum.
Differenti operazioni possono essere infatti compiute dal giudice in alternativa o in aiuto del principio generale; esse sono l'harmonizing, il criticizing, il limiting, il questioning.
Il giudice successivo può armonizzare un caso facendo scomparire le differenze che potrebbero essere atte a distinguere le varie fattispecie. Si può inoltre criticare un caso nell'opinion sentendosi comunque legati a seguire il precedente, oppure si può usare un criterio restrittivo di interpretazione limitando la ratio decidendi. O si può semplicemente mettere in dubbio un caso esponendo riserve senza intaccare il valore del precedente stesso. Tutti questi metodi vengono citati nelle moderne raccolte informatiche, al punto che si possono ricercare casi criticati in relazione ad una determinata sentenza.
A disposizione dei giudici vi è inoltre un istituto che ha minato in maniera non indifferente l'assolutezza del valore del precedente. Esso è incarnato nella possibilità per i giudici dissenzienti di formulare una dissenting opinion, ossia uno strumento di critica alle decisioni della maggioranza. Tali dissenting opinion possono essere ricercate all'interno della stessa sentenza e possono essere di un qualche aiuto nella ricerca di una opinion differente. Le banche dati sotto forma di ipertesti hanno di molto facilitato la ricerca in questo senso.

E' chiaro, come attraverso questi istituti stiano venendo meno le contrapposizioni classiche e come il giudice di common law stia diventando più consapevole del proprio potere di "creare" la legge.
La tecnica della anticipatory overrulling viene sviluppata e seguita negli Stati Uniti dove, come sappiamo, è seguita meno pedissequamente la regola di stare decisis. Essa coinvolge la regola del precedente nella sua portata verticale, che come abbiamo visto, rappresenta l'obbligo del giudice inferiore di seguire il precedente della Corte superiore.
La presenza negli Stati Uniti della Corte Suprema complica il panorama. I giudici inferiori, infatti, hanno scalfito la teoria classica del precedente fondata sulla contrapposizione fra ratio decidendi ed obiter dicta. Essi infatti non possono discostarsi dal precedente della Corte Suprema ed addirittura si sentono vincolari anche nei confronti degli obiter dicta della stessa.
In ogni caso, almeno fino agli anni cinquanta anche la Corte Suprema si sentiva in qualche modo influenzata dal principio di stare decisis pur avendo sempre considerato le Corti inferiori assolutamente vincolate alle proprie decisioni. Nella maggior parte dei casi, però, la Corte non cambia opinione in maniera esplicita ed immediata, preferendo alla demolizione una continua erosione.
Il principio dell'anticipatory overrulling detto anche anticipatory stare decisis consiste dunque nel fatto che: <<una Corte inferiore può rifiutarsi di seguire un precedente della Corte Suprema qualora risulti ragionevolmente certo, sulle basi delle pronunce giudiziarie dei componenti di questa, che la Corte Suprema non seguirà più quel dato precedente>>.
Anche questo aspetto è da tenere in grande considerazione nell'atto della ricerca di qualche opinion. Sarà sempre e comunque fondamentale verificare gli orientamenti della Corte Suprema prima di agire. In rete le sentenze e gli orientamenti della Corte Suprema sono facilmente ricercabili, vedremo in seguito come.
E' chiaro che questo fenomeno è molto presente nella realtà della Corte Suprema statunitense obbligata a confrontarsi con temi politici scottanti e destinati a cambiare in lassi di tempo anche brevi.

Un'ulteriora scalfitura alle regole del common law classico arriva inoltre da un altro innovativo principio sviluppatesi sempre negli Stati Uniti. Si tratta del concetto di perspective overruling che consiste nella possibilità per il giudice successivo di cambiare il precedente regolando però il caso stesso secondo la regola sorpassata.
Tale regola è nata appunto da alcune decisioni di Corti americane alla fine dell'ottocento le quali statuivano, in caso di overrulling la necessità di garantire le aspettative della parte che si sentiva tutelata dalla regola di stare decisis.
Oggi la tecnica di perspective overrulling viene utilizzata da tutte le Corti con la consapevolezza dell'importanza di non ledere, in tal modo, la certezza del diritto che si manifesta nell'aspettativa dei consociati al che le regole statuite vengano poi seguite dalle Corti e con la possibilità di venire a conoscenza prima di eventuali cambiamenti.
La dicotomia fra ratio ed obiter appare, almeno in america, non più fondamentale.

3 Le sentenze.

Visti i caratteri salienti del diritto anglosassone risulta chiaro che anche le sentenze ne risulteranno informate. Notevoli sono, da questo punto di vista le differenze con il diritto continentale.
Punto cruciale e base di partenza di tutto il common law risultano quindi essere i law reports, che sono raccolte di giurisprudenza ordinate in vari modi e destinate, come già sottolineato, a rivestire un ruolo di primaria importanza nello sviluppo di un diritto, quale quello anglosassone, in cui gli scritti dei giudici la fanno da padroni. Da qui la grande attenzione con cui le case editrici dei reports americani hanno accolto i nuovi mezzi di raccolta delle informazioni.
Le opinions risultano essere molto dettagliate ed attente ai legami dei passaggi logici della decisione destinata, come sappiamo, spesso, ad oltrepassare di molto i limiti del giudicato così come intesi da noi.
Gli inglesi poi affidano ad ognuno dei giudici la compilazione di una opinion mentre gli americani si rimettono ad un unico giudice appositamente designato, salva la possibilità, anche oltreoceano, di redigere un'opinione dissenziente.

4 Breve panorama istituzionale.

Fa parte del bagaglio culturale di una persona di media cultura in fatto che gli Stati Uniti posseggano una Costituzione. La maggior parte delle persone sono altresì consapevoli del fatto che negli Stati Uniti la custodia e la salvaguardia dei diritti contenuti nel Bill of Rights sono affidati ad un organo chiamato Supreme Court.
E' anche opportuno ricordare, per offrire un quadro breve ma esaustivo del sistema statunitense che si tratta di un'organizzazione di tipo federale. Esisteranno, quindi delle leggi federali e soprattutto delle Corti federali alle quali, le Corti dei vari Stati, dovranno uniformare le proprie decisioni. I compiti delle Corti federali riguarderanno principalmente il diritto pubblico in quanto in linea di massima il diritto privato è di competenza statale. La Costituzione però regola, con la clausola della diversity jurisdiction, i rapporti di diritto privato tra cittadini di diversi stati affidandone la competenza alla Corte Federale.
In ultima analisi il sistema giudiziario americano si divide tra Corti statali e Corti federali: le seconde possono conoscere solo delle questioni per cui è prevista la loro competenza o nei casi di diversity jurisdiction. Alla Corte federale si può arrivare anche dalle Corti statali ma solo in caso di violazione di un diritto federale, costituzionalmente protetto o meno. Al termine di questa piramide dalla base molto ampliata vi è la Corte Suprema federale che funge da ultima istanza per la giurisdizione federale e per le questioni statali in sede di diversity jurusdition.

5 Le Corti.

Abbiamo dunque osservato come negli Stati Uniti esista una sorta di dualismo tra Corti federali e Corti statali e come le ultime si sobbarchino la maggioranza del lavoro. Questo a causa dei limiti di valore per la competenza in diversity jusrisdiction e, soprattutto, a causa del minor costo per la richiesta di intervento del giudice statale nella risoluzione delle controversie.
L'organizzazione delle Corti statali varia notevolmente da Stato a Stato, ed i giudici sono diversamente influenzati dal potere politico. Talvolta la nomina avviene direttamente da parte del Governatore e talaltra i giudici vengono eletti.
Normalmente esistono tre gradi di giurisdizione: nel trial courts si analizza sia il fatto che il diritto, nell'appelate courts si conosce solo del punto di diritto. La maggior parte degli Stati si riservano un ultimo grado di giudizio presso una Corte Suprema.
Ogni volta che si ricerca qualche precedente, risulta quindi di fondamentale importanza cercare di capire quali precedenti di quali giurisdizioni si intendono ricercare. La scelta degli archivi informatici e telematici da consultare è anche in conseguenza della giurisdizione presso la quale si intende andare a vedere.

Gli archivi della Corte Suprema si trovano sparsi per il web in parecchi siti e spesso la consultazione è gratuita, mentre, per esempio, se si intende ricercare una opinion di un giudice del Delaware, sarà verosimile far riferimento alle principali case editrici. Per tutto ciò comunque consiglio la lettura del capitolo seguente.
Esistono poi, ovviamente, forme minori di giurisdizione come i justices of peace (imitati anche da noi con risultati che vedremo tra breve) o le municipal courts. Tali giudici, privi quasi sempre di competenza tecnica sono stati molto contestati in ambito penale nel quale, però, dopo una decisione della Corte Suprema federale hanno mantenuto la loro competenza; competenza mantenuta a patto che sia garantito un appello presso un giudice tecnico.
Tali decisioni saranno spesso da ricercare nei siti locali delle città o delle contee oppure sarà opportuno fare riferimento a qualche newsgroup locale.
Tutte le vie sono ottime vie.





CAPITOLO TERZO

I SISTEMI INFORMATICI DI REPERIMENTO DELLE SENTENZE NEGLI STATI UNITI.

1 La pubblicazione delle sentenze.

La prima casa editrice a ricomporre in maniera sistematica le sentenze delle oltre cinquanta giurisdizioni statunitensi fu la West Publishing Company, fondata due secoli fa da John West e promulgatrice di un sistema di pubblicazione denominato National Reporter Sistem.
Un altro sistema di raccolta delle decisioni, che sopravvive ancora oggi fu fondato dalla Lawyer's Cooperative Publishing Company.
Visto il numero delle pubblicazioni effettuate ogni anno in ogni singola giurisdizione, la West Publishing ha ritenuto opportuno introdurre un metodo di indicizzazione delle sentenze, già noto nel common law, denominato Digest.
Il funzionamento del Digest si basa sulla formulazione delle massime rese dallo stesso giudice estensore (le headnotes) divise per materia e raggruppate in ordine alfabetico.
Periodicamente le headnotes vengono pubblicate (diverse volte nel corso di un anno) in un volume del general digest.
Un altro strumento di cui si avvalgono i moderni ricercatori di sentenze è il metodo Shepard.

2 Le banche dati online.

Da tutto quanto detto finora non può non apparire evidente, anche ad un neofita, l'importanza avuta dalla rivoluzione informatica in questo campo.
La facilità con cui si possono reperire sentenze di tutte le giurisdizioni statunitensi, nel volgere di pochi secondi, ha radicalmente mutato il lavoro del giurista d'oltreoceano semplificandolo fino all'inimmaginabile. E mi riferisco soprattutto alle sfruttate possibilità di reperimento delle informazioni via Web, lo strumento che si è rivelato più duttile e più consono alle necessità dei giuristi.
Web ma non solo dunque. Nella trattazione, pur dando preminenza agli strumenti ipertestuali, di facile ed immediata consultazione, non dimenticherò gli altri strumenti a disposizione dei giuristi per la ricerca online. Di aiuto si sono infatti dimostrate numerose liste di discussione. Per ciò che concerne Telnet, ricordo fin d'ora che molte banche dati che garantiscono l'accesso via Web, offrono ai propri clienti la possibilità di una connessione diretta a terminale tramite Telnet o soluzioni Intranet.
Non stupisce comunque che una delle prime case editrici ad inserirsi nel panorama online fu proprio la West Publishing.

3 Westlaw.

Westlaw è una banca dati a pagamento di fondamentale importanza nella case search statunitense. E' di proprietà appunto della West Publishing ed è stata una delle prime aziende a garantire una banca dati online, prima via telnet, e adesso (da tre anni a questa parte) anche tramite World Wide Web.
Quest'anno, precisamente, è il venticinquesimo anniversario della presentazione di Westlaw. Essa cominciò nel 1975 con un servizio riguardante esclusivamente le headnotes fino a diventare una delle aziende principali (assieme a Lexis) su cui fare affidamento per la ricerca del case law americano.
Il loro sito principale è il punto di partenza dal quale si può accedere (a pagamento, secondo vari metodi) ai 13000 database del gruppo, tutti disponibili in immediato dal sito.
La ricerca può essere effettuata tramite citation oppure tramite chiavi di ricerca (key cite); quest'ultima traccia la storia di un caso e ripercorre tutte le citation collegate, comprese le fonti secondarie. Attraverso Westdoc si accede invece alla casistica federale.
Un programma innovativo è Westcheck 4.11 attraverso il quale è possibile estrarre dai programmi di scrittura (Word ma non solo) alcune citation che verranno poi automaticamente ricercate all'interno dei databases.
Gli strumenti a disposizione sono comunque intuitivi e discretamente flessibili, se paragonati ai nostri. Si possono eseguire ricerche in linguaggio naturale (inglese) o anche ricerche booleane.
Westlaw offre inoltre programmi di apprendimento e veri e propri corsi per principianti via telefono, di persona o anche tramite la rete.

4 Lexis-Nexis.

Altra banca dati fondamentale per la ricerca giuridica on-line è quella appartenente al Lexis-Nexis Group. Lexis nasce come banca dati legale, specializzata nella ricerca di sentenze ma poi (formando il Lexis-Group appunto) approda anche in altri settori.
Lexis lavora nel campo dell'informazione in tempo reale e nell'informazione da archivio da 26 anni. Non vanta dunque l'esperienza della West Publishing ma ha rubato alla stessa una consistente fetta di mercato, fino al punto di contenderle il primato.
Lexis fornisce i propri servizi sia via fax, sia attraverso la connessione ipertestuale o dial-up.

I numeri sono incredibili:

2,2 milioni di caratteri disponibili on-line;
2.5 milioni di miliardi di documenti ricercabili;
26,5 milioni di immagini o di files scaricabili;
10.200 database;
14,7 milioni di documenti aggiunti ogni settimana;
1,8 milioni iscritti.
I servizi Lexis cominciarono nel 1973 per aiutare ed incrementare la ricerca di sentenze.
La sede della società è a Dayton, in Ohio e conta 8.000 dipendenti dislocati in più di 60 Paesi.
Nel 1999 fu fondata inoltre la Lexis Publishing che fornisce aiuti, non solo nel campo della ricerca, a piccoli e medi studi ma anche a quelli più grandi e alle università.
La prima fase del progetto è ambiziosa e si dedica alla ridefinizione del sistema di ricerca delle sentenze attraverso una nuova interfaccia terminata nell'agosto del 1999. Essa integra numerosi nuovi strumenti di ricerca, di analisi e di confronto per i giuristi dando nuova efficienza e garantendo una maggiore velocità di risposta.
La Lexis Publishing garantisce l'accesso a numerosissimi archivi statali e federali costantemente aggiornati.
La connessione ipertestuale, inutile dirlo, è quella destinata ad una crescita vertiginosa ed è su di essa che tutte le case editrici si stanno concentrando. Almeno negli Stati Uniti questo fortunatamente accade!
Appartiene sempre alla Lexis-Nexis il sistema di Shepard. Esso è il più famoso sistema di citazioni legali (a livello statale e federale) che utilizza la ricerca basata sulle chiavi (key search). Il suo database contiene più di 146 milioni di citazioni con relativi riferimenti, presi dai 125 milioni di casi che la compagnia ha pubblicato nei suoi primi 25 anni di vita.
Il servizio offre inoltre, manco a dirlo, una serie completa di riviste, di pareri legali e di corsi utili alla ricerca in Rete.

5 La ricerca.

La ricerca su Lexis e su Westlaw presenta efficaci e flessibili strumenti di ricerca che consentono di raggiungere una buona efficienza. Nonostante tutto, talvolta, per disparati motivi può essere più conveniente (anche per necessità economiche), l'uso dei normali motori di ricerca.
La ricerca online, che si usino Lexis e Westlaw o i normali canali (Yahoo, Lycos, ecc.) inizia sempre con una domanda. Il primo passo, infatti, prima di cominciare una ricerca è quella di capire esattamente quello di cui si ha bisogno.
E' fondamentale dunque, inquadrare l'argomento. Qual è dunque la domanda esatta? Necessita di una risposta semplice o di informazioni specifiche? Che cosa si sa già riguardo la domanda? Abbiamo qualche ulteriore elemento che può essere utile nella ricerca, come date, nomi o altre specifiche caratteristiche?
E' anche importante limitare il campo delle informazioni che ci servono in modo da limitare il più possibile l'effetto rumore. Per esempio, stiamo cercando tutti i casi svoltisi negli Stati Uniti concernenti la diffamazione di personaggi pubblici o vogliamo la opinion della sentenza Times contro Tizio?
Un secondo passo è quello di sapere dove andare a guardare (knowing where to look). E questo è differente dal conoscere già la risposta. Ovviamente se si conoscesse già la risposta non sarebbe necessario ricorrere agli strumenti informatici. Questa fase consiste nel riconoscere gli strumenti più appropriati per una migliore ricerca mirata.
Il primo passo della ricerca online è sempre lo stesso qualunque sistema di ricerca si decida di usare.
Invece il secondo passo riguarda proprio la decisione di quale sistema di ricerca adottare. Un ricercatore professionale identificherà tutti i posti in cui sarà più facile trovare una risposta: essi potranno essere Lexis o Westlaw o un qualunque altro sito web.
In ogni caso i navigatori inesperti non devono disperare. Sia Lexis che Westlaw mettono a disposizione guide alla consultazione delle banche dati. Ma la cosa più importante per il ricercatore sarà quella di testare personalmente i vari sistemi al fine di capire quello a lui più congeniale.
Capire il contenuto dei vari motori di ricerca può non essere facile. Quando si compie una ricerca all'interno di Lexis o Westlaw si viaggia in un sistema chiuso. Il sistema stesso offre la distinzione delle ricerche per vari settori e aiuta a dirigersi nella direzione voluta.
La faccenda cambia quando si cerca di trovare una sentenza all'interno del web con l'uso di uno dei numerosi motori di ricerca esistenti.
All'interno del web è possibile trovare di tutto: dalla guida ai primi passi ai siti governativi. Il contenuto del web proviene da milioni di computer sparsi in tutto il mondo che offrono le informazioni più disparate. Questo, ovviamente, rende la ricerca un pochino più difficoltosa ma talvolta anche più divertente ed eccitante. Dunque sapere dove guardare e come guardare è la soluzione di tutti i problemi.

6 Il terzo passo.

La buona notizia è che esistono numerose pubblicazioni che assistono il ricercatore per scoprire dove andare a cercare nel web per ottenere certi tipi di informazioni. Oltre alle guide di tipo cartaceo, inoltre, esistono anche numerosi siti nati e strutturati in modo da aiutare il ricercatore. Di questi ne parleremo al termine della trattazione sulla ricerca.

Nessuno di questi strumenti, però, può essere considerato la soluzione definitiva. Essi sono comunque strumenti che limitano i contenuti a seconda di chi li compila; se si tiene conto,inoltre, che il web è un panorama in continua evoluzione si capisce come non si possa fare completo affidamento su nessuno di questi strumenti. Le guide sono e devono rimanere un buon punto di partenza, ma non bisogna fossilizzarsi su di esse. E' comunque sempre consigliabile, per ogni ricerca, la consultazione di più guide.

Così il secondo passo della ricerca, il sapere cioè dove andare a guardare, ci condurrà al terzo passo della stessa, ovvero la scelta tra le varie opzioni.

Supponiamo per esempio di cercare un caso classico della Corte Suprema degli Stati Uniti, New York Times contro Sullivan. Noi scopriamo che i file di Lexis e la banca dati di Westlaw contengono i casi della Corte Suprema. Dopodiché scopriamo che anche nel web sono presenti i casi della Corte Suprema, per esempio su Findlaw e alla Cornell's Legal Information Institute.

Se tutte queste informazioni fossero uguali avremmo differenti posti in cui trovare le sentenze che cerchiamo; sfortunatamente non sono tutte uguali: ci sono molti altri fattori, per esempio la semplice disponibilità, che influenzano il ricercatore nella sua scelta.

Prima di tutto, quali sono i costi? Oltretutto non è sempre detto che una ricerca sul web sia meno dispendiosa di una ricerca nelle banche dati a pagamento specializzate come Lexis o Westlaw; la ricerca sul web potrebbe necessitare, infatti, di molto più tempo.
Ma ci sono anche altri fattori da considerare. Qualunque formato può andar bene o si necessita di un formato particolare? Sono necessari i key number o la citazione dei casi paralleli? Se si vogliono i key number sarà infatti consigliato rivolgersi a Westlaw anche se di recente Lexis ha introdotto sistemi simili ma non altrettanto efficaci. Sia Lexis che Westlaw danno anche il meglio in funzione dei formati. I testi si possono prelevare con un semplice download, possono essere inviati via fax o spediti via email. Il semplice web non è in grado di offrire tutto questo.
Un altro fattore che potrebbe influenzare la scelta è quello della velocità.
In tale ambito rimangono comunque fondamentali le caratteristiche e le necessità di colui il quale compie la ricerca. Soltanto il ricercatore può infatti determinare quanto sia veloce la propria connessione a Lexis o a Westlaw e quanto questo influisca sul suo lavoro. Sarà egli in grado di valutare quanto la sua connessione ai due sia più o meno veloce e quanto ciò rivesta importanza.
Un altro fattore che potrebbe inoltre influire sulla scelta riguarda il valore della citazione. Ovvero si tratta di determinare se la sentenza sulla quale si dibatte è ancora valida o se per esempio sia stata oggetto di overruled. Nel famoso caso OJ Simpson la conoscenza di un'eventuale overruled avverrebbe con la semplice lettura di un quotidiano. Ma nella maggior parte dei casi è estremamente importante ricavare la decisione, ed altrettanto importante è sapere che la decisione è ancora good law. E' quindi fondamentale che il sistema di ricerca ci offra sia la decisione che la sua convalida.
Lexis e Westlaw offrono, attraverso Shepard's e KeyCite la possibilità di una facile convalida delle decisioni.
La maggior parte degli strumenti di ricerca non offrono la possibilità di una così facile convalida e aggiornamento delle sentenze.
In ogni caso ogni fattore deve essere soppesato alla luce di un'analisi globale. Lexis e Westlaw sono care ma molto efficienti; possono offrire la soluzione in velocità e nei formati desiderati. E' fondamentale considerare la spesa supplementare per il loro uso comparandolo coi vantaggi che si possono ottenere. E questo può solo farlo il singolo operatore in considerazione del proprio budget.

7 La scelta.

In ogni caso la scelta non riguarda propriamente la ricerca, ad esempio, di un isolato caso della Corte Suprema ben definito. Per fare ciò quasi tutti sistemi di ricerca citati fino ad ora possono portare ad un buon risultato.
Il problema della scelta si complica quando il campo di ricerca è più ampio, come il caso di una ricerca su tutti i casi di pubblica diffamazione negli Stati Uniti.
In questo caso il numero di fattori da considerare per la determinazione di quale sistema sia meglio usare si moltiplica.
Prima di tutto, si desidera compiere la ricerca in più di un posto? Se si necessita di una ricerca per tutti i case law degli Stati Uniti sarà allora difficile che le informazioni siano liberamente e uniformemente disponibili sul web. Non tutte le corti pubblicano i loro casi in rete e anche quelle che lo fanno limitano le loro banche dati ai casi da una decina d'anni a questa parte. Inoltre tutte queste informazioni sono sparpagliate in tutto il web.
Anche nel caso infatti che tutti i case law che si desiderano cercare siano presenti sul web, bisognerà effettuare numerose ricerche in differenti siti usando differenti motori di ricerca. Questo potrebbe necessitare ore o anche giorni di lavoro.
Comparando quanto detto con le possibilità offerte da Lexis e Westlaw la scelta appare obbligata. Queste banche dati sono complete, offrono tutto il case law americano, offrono ricerche comparate e ripercorrono addirittura nei secoli la storia delle sentenze americane. Inoltre il linguaggio di ricerca delle differenti banche dati è compatibile sicché è realmente possibile effettuare una sola ricerca.
Lexis e Westlaw sono facili da usare. Gli sviluppatori di questo programmi hanno compreso l'importanza di facilitare all'utente l'accesso alle stringhe di ricerca attraverso un linguaggio il più possibile simile a quello parlato.
Mi duole ammetterlo ma, in questo settore, gli Stati Uniti sono molto avanti rispetto all'Italia e a tutta l'Europa in genere (Gran Bretagna esclusa).

8 I motori di ricerca.

Tutto quanto detto non vale per il web. I motori di ricerca sono stati creati per persone che non sanno come cercare. Essi sono stati creati con la consapevolezza che il ricercatore medio non conosce i mezzi attraverso cui compiere una ricerca sofisticata. Non importa quindi che le risposte siano una o tre milioni.
I moderni motori di ricerca, in ogni caso, in questi ultimi anni hanno fatto della strada anche se la loro funzionalità non può essere lontanamente paragonata a Lexis o a Westlaw.
In ogni caso i motori di ricerca sono veramente tanti ed ognuno racchiude qualche piccola particolarità. Inoltre nessuno potrà mai offrire, in campo legale, la completezza offerta da Lexis o Westlaw.
Esistono comunque eccezioni alla regola generale per la quale i motori di ricerca non sono precisi come Lexis o Westlaw.
GPO Access ha creato un elaborato schema di ricerca estremamente completo e funzionale. Esso permette la ricerca per scudi o per segmenti combinata alla ricerca per parole chiave. In questo caso l'operatore può limitare la ricerca per data o per porzioni di documenti esattamente come per Lexis e Westlaw.
Nonostante queste eccezioni, comunque, i motori di ricerca hanno ancora molta strada da percorrere prima di poter fornire una ricerca precisa ma flessibile.
In ogni caso, se la ricerca è molto specifica e facilmente accessibile potrebbe risultare più conveniente usare il web. Spesso il web può offrire alcune informazioni prima di Lexis e Westlaw, come nel caso di alcune corti che pubblicano immediatamente le proprie sentenze.
Comunque solo il ricercatore è in grado di prendere l'ultima decisione riguardo dove condurre la propria ricerca. Egli solo sarà in grado di soppesare i vari fattori, quali i costi, la disponibilità, la velocità, i formati di consegna dei risultati o qualunque altro fattore possa risultare determinante.
Ma cosa si intende realmente col termine motore di ricerca? Quando la mia mente pensa ad un motore di ricerca, immediatamente mi vengono in mente Altavista, Excite, Yahoo, Lycos. Ovviamente questi sono considerati motori di ricerca, ma il termine racchiude molte altre cose. Motore di ricerca è un programma che ricerca all'interno di una banca dati di informazioni elettroniche caratteri che rispondono ai parametri specificati dal ricercatore.
Alla luce di questa definizione i motori di ricerca appaiono per tutto il web. I maggiori motori di ricerca, quali quelli citati precedentemente, ricercano all'interno di milioni di pagine. Ma dovunque venga collocata la ricerca, e senza riguardo a quanto sia estesa la banca dati ci si trova di fronte ad un motore di ricerca. Sono considerati tali , infatti, anche quelli che ricercano all'interno di un solo sito o di parti di sito. Ma questo già era stato spiegato nel primo capitolo.
Il punto è che non c'è uniformità nel web per quello che concerne i motori di ricerca. Ogni singolo motore di ricerca lavorerà in base a parametri propri e secondo specifiche caratteristiche. Sarà compito del ricercatore individuare tali peculiarità e scegliere quelli adatti alla ricerca.
Il più delle volte non si ha un'ampia scelta riguardo il motore da scegliere. Quando si cerca una sentenza in rete bisogna prima identificare la banca dati presso la quale si potrebbe trovare quella determinata informazione. Una volta trovata la banca dati sarà poi necessario affrontare la ricerca della particolare sentenza.
La ricerca potrà avvenire attraverso una navigazione point and click, vagando cioè con il mouse di menu in menu fino a trovare quello che ci serve; oppure potrà avvenire digitando sulla tastiera, all'interno di appositi spazi, le parole chiave presso cui si vuole condurre la ricerca. Più spesso la ricerca avverrà con l'utilizzo di entrambi i metodi.
Quando si dovesse pensare che le informazioni siano contenute in più di una banca dati sorgerà il problema del motore di ricerca a cui affidarsi. Ognuno, come già detto, ha le proprie peculiarità che può renderlo perfetto per un tipo di ricerca e sconsigliato per altre.
Per esempio, se voi preferite un motore di ricerca che vi permetta di ricercare all'interno dei risultati della prima ricerca dovrete scegliere Infoseek. Se necessitate di un motore di ricerca che vi offra anche tutti i risultati prossimi alla parola ricercata dovrete rivolgervi a Lycos. Se siete disperati e avete bisogno di effettuare una ricerca in semplice inglese provate Excite, non a caso chiamato professore dei motori idioti.
Andate a vedervi la pagina della Law Library Resource Xchange (LLRX) per una veloce comparazione dei servizi e del linguaggio dei maggiori motori di ricerca oppure navigate nel Danny Sullivan Search Engine Watch che riporta le diverse prestazioni dei vari motori.
E' anche opportuno ricordare che Internet può essere un posto pericoloso. La ricerca point and click può far apparire il tutto molto semplice. I motori di ricerca come Excite spesso producono risultati anche utilizzando campi di ricerca non complessi ma la qualità del risultato potrà risultare spesso mediocre ed inoltre, potrebbero creare nel neofita un falso senso di sicurezza. L'effetto rumore potrebbe essere assordante.
Internet fornisce soltanto l'apparenza che tutto ciò sia facile.
La verità, a meno che non si conosca esattamente che cosa si stia cercando e dove si debba cercarla, è che Internet può essere uno strumento molto complesso per la ricerca di materiale di qualità.
Le ragioni sono innumerevoli. Prima di tutto esistono milioni di pagine in cui potrebbero essere contenute le informazioni che si stanno cercando; in secondo luogo non si ha quasi mai la certezza se tali informazioni siano presenti in Rete.
I neofiti potrebbero essere fortunati e trovare immediatamente le informazioni che gli servono oppure potrebbero spendere inutilmente ore ed ore nella ricerca di una cosa che non esiste o nella ricerca di una cosa nei posti sbagliati.
Quando la qualità delle informazioni che si ricercano è alta, è quindi più prudente affidarsi ai centri professionali di ricerca legale. Negli Stati uniti è questa la categoria costituita dai librarians ai quali spesso si affidano gli studi legali. Categoria sconosciuta dai giuristi continentali, che sta incrementando la propria importanza proprio grazie alla Rete. In realtà sarebbe di buon auspicio che una tale ripartizione professionale delle competezze cominciasse ad attuarsi anche da noi.
Essi hanno una conoscenza specifica degli strumenti di Rete e conoscono la differenza tra i vari motori di ricerca. Essi inoltre possono usufruire di un aggiornamento costante; hanno più familiarità con la ricerca e più tempo per migliorare le proprie attitudini sul campo.
La scelta del ricercatore di professione è quindi consigliata, negli Stati Uniti, di fronte ad una ricerca molto complessa per un migliore risultato in termini di qualità ed efficienza.

9 Ancora sul Web.

Il web rimane comunque uno strumento fondamentale. I ricercatori hanno a disposizione differenti opzioni per condurre la propria ricerca su Internet.
E' anche opportuno ricordare che gli abbonati a Lexis ed a Westlaw possono accedere ad entrambi i sistemi direttamente dal World Wide Web; questo rende i due sistemi disponibili da qualunque computer che disponga di una connessione ad Internet e di adeguati browser di navigazione. Tutto ciò elimina la necessità di software speciale e offre la possibilità ai ricercatori di lavorare da quasi tutti i computer sia che ci si trovi a casa che al lavoro o addirittura in viaggio.
Diversa è ovviamente la possibilità offerta dagli stessi sistemi di connettersi direttamente via telnet agli archivi di Lexis e Westlaw con il vantaggio di effettuare ricerche in tempi brevissimi.
Esistono inoltre altri punti di accesso alle informazioni legali a pagamento. Ci sono infatti altre banche dati che offrono la possibilità di effettuare ricerche tramite abbonamento o anche una tantum. E sono molto meno dispendiose delle due più famose. VersusLaw e LOIS offrono, ad esempio, questa possibilità a prezzi relativamente bassi.
In effeti, la stessa Westlaw, offre una opzione economica ai suoi servizi, rappresentata da Westdoc , per i non abbonati che semplicemente non hanno la necessità di un uso continuo o approfondito dei suddetti strumenti.

10 Un esempio per tutti: Versuslaw.

La VersusLaw Inc. con sede a Redmond, Washington, fu fondata da Joe e Ann Acton nel 1985 con il nome di Timeline Publishing Co., Inc.
Solo dal 1992, però, VersusLaw comincia una relazione di tipo informatico con le Corti Federali e le Corti Statali d'appello, con il preciso intento di creare uno strumento di ricerca legale per piccoli studi legali. Inizialmente cominciò con un accesso diretto tramite BBS e supportò le pubblicazioni della Lawyers' Liability Review. Il servizio online fu rivoluzionato nel 1993 e prese il nome di Lawyers Legal Research. Nell'agosto del 1995 il servizio mutò dalla sua origine di BBS e divenne probabilmente uno dei primi siti Web di ricerca contenente sentenze della U.S. Supreme Court e dei circuiti federali e statali delle Corti d'Appello (incluso il distretto di Washington).
Riflettendo sulla nuova direzione presa dall'azienda nel senso della ricerca legale su Internet, la Timeline Publishing cambiò il proprio nome e divenne VersusLaw nell'estate del 1996.
VersusLaw compie un'opera di continuo aggiornamento delle proprie banche dati ed offre i propri servizi a prezzi relativamente contenuti mantenendo la propria direzione nell'assistenza dei piccoli studi legali.

11 VersusLaw: un esempio di ricerca in banca dati.

Quando ci si connette a VersusLaw per condurre un ricerca legale bisogna prima di tutto cliccare su "Search" dalla homepage, e poi completare i seguenti passi:
- Scegliere una giurisdizione per la ricerca.
- Selezionare una query.
- Lanciare il "Search/View the Results".
- Ridefinire la query.
- Stampare o scaricare il documento.

Per quello che riguarda il passo primo è necessario selezionare una categoria. Per esempio, se voi selezionate "Federal Circuits" come vostra categoria, dopo aver premuto "Submit" avrete l'opportunità di selezionare i circuiti specifici su cui vorrete indirizzare la ricerca.
Potrete selezionare o deselezionare una giurisdizione semplicemente premendo nella casella associata.
Con VersusLaw non sarete limitati alla ricerca all'interno di una singola giurisdizione e neppure all'interno di un gruppo di giurisdizioni ma avrete la possibilità di spaziare all'interno di tutta la banca dati.
Il passo due parla di query. La query è una parola o un insieme di parole che voi volete ricercare in un documento. Quando dovete definire una query è importante riflettere sulle parole che una determinata corte potrebbe usare nel definire la controversia su cui state cercando del materiale.
Una volta determinate le parole su cui volete basare la vostra ricerca, dovrete selezionare una query basata sulle parole connesse coi connettori booleani.
In alternativa potrete scegliere di eseguire una ricerca per una frase senza l'ausilio dei connettori booleani.
Una ricerca booleana, come spiegato esaustivamente a suo tempo, richiede che il ricercatore inserisca dei simboli detti operators (connettori o operatori di ricerca) all'interno della query. Un connettore od operatore di ricerca è rappresentato da uno o più caratteri che istruiscono il motore stesso su come le parole devono essere considerate nei documenti da ricercare.
Il nome di ricerca booleana deriva da George Boole, un matematico del diciannovesimo secolo. I tre connettori di ricerca booleana più importanti, che già conosciamo, sono: AND, OR, NOT.

Eccovi degli esempi:

medical AND malpractice

ricercherà tutti i documenti che contengono entrambe le parole summenzionate. Tutti i documenti che contengono quindi sia la parola medical che la parola malpractice. Nel linguaggio di Boole significa che l'assioma per essere verificato deve contenere entrambe le parole.

Medical OR malpractice

ricercherà tutti i documenti che contengono una o l'altra delle parole divise dall'operatore OR. Tutti i documenti trovati attraverso questa ricerca conterranno al loro interno o la parola medical o la parola malpractice.

Medical NOT malpractice

ricercherà tutti i documenti che contengono il termine prima dell'operatore NOT ma non dopo lo stesso. Tutti i documenti trovati attraverso questa ricerca conterranno il termine medical ma non conterranno la parola malpractice.

E' comunque consigliabile non iniziare una ricerca con l'operatore NOT. Per esempio se si comincia con la query NOT malpractice, il motore di ricerca estrarrà tutti i documenti che non contengono la parola malpractice.

In ogni caso se non si utilizza nessun operatore è possibile effettuare una ricerca con l'uso del semplice linguaggio naturale.
Il motore, infatti, in assenza di operatori booleani utilizza il metodo dell'adiacenza (ADJ adjacent), ovvero cercherà i termini contenuti da sinistra verso destra nell'identico ordine propostogli.
Per la ricerca ad esempio di "negligent infliction of emotional distress" sarà sufficiente inserire la frase nella casella di ricerca.
In ogni caso il metodo attraverso il linguaggio naturale non produrrà i frutti sperati se le parole contenute nel documento ricercato non saranno nel medesimo ordine.
VersusLaw offre anche all'interno del suo sito una Operator Chart con una lista degli operatori booleani disponibili e del loro funzionamento.
Una volta stabilita la vostra query sarà sufficiente inserirla nell'apposita casella di ricerca e cliccare su "Submit". E' anche possibile specificare il lasso di tempo in cui devono essere ricercati i documenti.
Come abbiamo detto il terzo passo consiste nel cliccare sulla casella "Search/View the results". E' sempre possibile interrompere la ricerca cliccando sull'icona "Stop" del vostro Web Browser.
Al termine della ricerca verrà visualizzata la cosiddetta Hit List. Nella parte in alto della finestra verrà rivisualizzata la vostra query in modo da aiutarvi a comprendere da che tipo di domanda provengono i risultati ottenuti ed in modo da aiutarvi, in seguito, alla ridefinizione della query.
Al di sotto troverete appunto una lista di tutti i documenti rinvenuti. Esistono due differenti tipi di Hit List. Il nuovo stile comprende le banche dati dei singoli stati e quelle federali da cui il documento proviene ed una case citation.
La Hit List vecchio formato contiene i seguenti elementi: la banca dati di Stato o Federale da cui il documento proviene, la data del documento (la data di inizio della contestazione, che potrebbe o non potrebbe coincidere con la data in cui il documento fu trasmesso dalla corte), e il nome delle parti.
Se non esistono documenti contenenti la query il motore vi risponderà con il messaggio "0 documents found (0 returned) for Search Query: "

E' opportuno sottolineare anche che il documento con il maggior gradi di rilevanza rispetto alla domanda di ricerca sarà visualizzato nella parte alta della lista. In maniera decrescente saranno visualizzati i documenti con minor grado di rilevanza ma questa non è ovviamente una indicazione di rilevanza legale. Sarà ben possibile che il documento più importante per la vostra ricerca risulti posizionato nelle parti basse della lista.
Il nome della corte da cui proviene la decisione è abbreviato. Le Corti Statali contengono un codice di abbreviazione di due lettere, che è lo stesso codice di abbreviazione (il famoso zip code) dello Stato a cui appartengono.
L'abbreviazione per il circuito federale inizia con una "C" per "circuito" e poi indica la corte: C07 indica il settimo circuito, CDC indica il circuito di Washington e CFC indica il Federal Circuit. La Corte Suprema è abbreviata SCT.
Per visualizzare un documento sarà sufficiente cliccare sul nome dello stesso all'interno della Hit List.
Le parole utilizzate per la vostra ricerca, i cosiddetti search terms, saranno segnalati in grassetto nel documento. Se cercate un altro termine particolare potrete inoltre usare, all'interno del documento stesso, la funzione di ricerca del vostro Web Browser.
Il quarto passo da compiere è un passo solo eventuale ma molto probabile: si tratta della ridefinizione della query.
Dopo aver esaminato i documenti, infatti, si possono apprendere ulteriori elementi rilevanti per la ricerca che si sta compiendo o si può capire che la query era troppo generica e che la maggior parte dei documenti ritrovati sono irrilevanti.
La vostra prima query, in questo modo, potrà essere cambiata includendo od escludendo alcune parole alla luce di nuove considerazioni. Sarà poi sufficiente cliccare nuovamente sul Submit per effettuare una nuova ricerca.

12 WestDoc.

WestDoc appartiene al West Group per la ricerca di documenti dalla banca dati WestLaw via Internet. Questo servizio permette di ricercare facilmente diversi tipi di documenti (non solo case law ma anche articoli di riviste ad esempio) da WestLaw quando si conosce la citation. Si può anche ricercare un caso di cui si conosce il nome di una delle parti o il docket number.
La ricerca tramite questo servizio è molto più difficoltosa rispetto a quello che abbiamo potuto osservare con VersusLaw e spesso è più difficile arrivare al risultato voluto.
In ogni caso i prezzi sono molto vantaggiosi, sia che si decida per un abbonamento, sia che si decida di effettuare una ricerca singola e di optare per il pagamento tramite carta di credito. Per la ricerca di un singolo documento, in assenza di sottoscrizione, è opportuno sottolineare che il costo non sarà addebitato fino all'effettivo scaricamento del documento. Per cui se ci si trova davanti ad una lista di documenti ci si vedrà addebitare la somma solo quando verrà operata una scelta. Si può accedere a WestDoc anche attraverso la password fornita dall'abbonamento a WestLaw.
Se non si è clienti WestLaw e si intende usufruire del servizio, bisognerà prima registrarsi seguendo le informazioni che ci vengono fornite dal sistema.
Si possono usare le citation di WestLaw per ricercare delle massime o delle decisioni che non sono presenti nei report (unreported citation).

Per ricercare un documento in un solo passo si deve cliccare su "Find a Document by Citation" e scrivere gli estremi della citation stessa dopodiché un nuovo clic su "Go".
Si possono usare la maggior parte delle citazioni parallele e la spaziatura non rappresenta un problema nella ricerca.
E' anche possibile ricercare un documento a partire da una determinata pagina desiderata.
Per ricercare un documento dal titolo, cliccare su "Find a document by title". Dopodiché bisogna scrivere almeno il nome di una delle parti e selezionare la giurisdizione (qui intesa come jurisdiction dei vari Stati). Per ricercare ad esempio un caso del nono circuito tra la Apple e la Microsoft battere "apple" nella casella "Party One" e "Microsoft" nella casella "Party Two". E' poi necessario cliccare su "U.S Court of Appeals" e selezionare "9th Circuit" dalla lista. Poi via su "Go".
Come già detto è altresì possibile ricercare un documento attraverso il docket number dello stesso fissato dalla corte.
Per ricercare ad esempio un caso dello U.S. district della corte del Minnesota bisognerà cliccare su "Find document by docket number" e poi scrivere il numero nella casella "Enter the Docket Number". Sarà quindi necessario selezionare "U.S. Discrict Courts and Other Specialty Courts" e scegliere Minnesota dalla lista. E poi cliccare sul solito "Go".
Non sempre comunque il Docket Number è un numero esclusivo per cui sarà possibile che sotto lo stesso docket number siano visualizzati diversi documenti. Dovrete quindi scegliere quello che ricercavate.
Una bandiera rossa o gialla, con una H blu od una C verde, indica che, per quel determinato documento, sono disponibili delle informazioni concernenti KeyCite.
KeyCite, come già accennato, è il sistema di ricerca delle citazioni del West Group e può aiutare a determinare quando un determinato caso è considerato in good law e a trovare altri casi o altre sorgenti che citano quel determinato caso.
Una bandiera rossa avvisa che il caso non è più considerato in good law per almeno uno dei punti che contiene.
Una bandiera gialla avverte che il caso ha una storia negativa da qualche punto di vista, ma che è stato reversed o overruled.
Una H blu indica che il caso ha una certa storia mentre una C verde indica che il caso ha delle citazioni.
E' sufficiente cliccare sulla bandiera a fianco al documento ricercato per accedere alle informazioni di KeyCite.
La funzione di Sign Off permette di uscire propriamente da WestDoc. Questa funzione riveste una notevole importanza in quanto, uscendo da WestDoc propriamente, non sarà permesso ad altri di accedere alle informazioni usando la password su cui si stava lavorando. Inoltre, ciccando su "Sign Off", il numero delle transazioni che voi avete fatto in quella particolare sessione e per le quali dovrete pagare, saranno sottolineate in un'apposita lista.
Quando vi registrate per l'uso di WestDoc, avrete l'opzione di registrarvi attraverso una open connection oppure attraverso una secure connection.
La versione open connection è disponibile se il vostro browser non supporta il Secure Sockets Layer (SSL), il quale non è altro che un protocollo criptografico. Durante una connessione aperta, una terza parte potrebbe vedere la vostra WestLaw password o il vostro user name e la vostra WestDoc password.
Se il vostro browser, invece, supporta il protocollo criptografico SSL, potrete invece selezionare una connessione sicura per assicurarvi che la vostra password ed il vostro username siano protetti e che in generale le trasmissioni tra il vostro computer e WestDoc non possano essere osservate da altre persone.

13 FindLaw.

FindLaw è considerato il portale legale per eccellenza.
Esso è un motore di ricerca, alla stregua dei più famosi Yahoo o Lycos, ma con informazioni unicamente di carattere legale.
La missione di questo servizio è quella di rendere facilmente accessibili le informazioni legali ad ogni categoria di persona che si trovi ad avere a che fare, per qualsivoglia motivo, con la ricerca giuridica.
FindLaw cominciò la propria attività nel 1995 come una lista di risorse Internet compilata dall'ingegnere ed avvocato Tomothy Stanley e dall'avvocato Stacy Stern su commissione della Northern California Law Librarians. Siccome il responso al materiale fu positivo decisero di postarlo sul Web cosicché anche altri potessero usufruirne.
Nel gennaio del 1996, FindLaw venne definitivamente lanciata, e continuò la sua crescita vertiginosa. FindLaw ha vinto più di quaranta premi prestigiosi ed è stato nominato Best Legal Research Site dai legali informatici per tre anni consecutivi ed è inoltre il più trafficato sito legale della Rete.
Il sito di FindLaw è una guida completa alle informazioni legali che include più di venticinquemila altri siti in varie discipline giuridiche e in tutte le giurisdizioni statunitensi.
Il LawCrawler è dedicato in particolare alla ricerca del case law.
Con Cases and Codes il sito offre la possibilità di un aggiornamento costante che include le decisioni della Corte Suprema a partire dal 1893, le recenti decisioni del U.S. Circuit Court e le decisioni delle corti statali e federali.

14 Cornell University.

Uno dei siti gratuiti più rappresentativi è quello della Cornell Law Scholl: il Legal Information Institute.
I motori di ricerca identificano il Legal Information Institute (LII) come uno dei siti più visitati nel campo della ricerca legale. E' sufficiente infatti andare a vedere, a titolo esemplificativo, il sito WebMostLink per rendersi conto di quanto questo sito venga utilizzato come fonte pressoché inesauribile di materiale di studio e, in particolare, di sentenze.
Molti siti specializzati, come Academic Info, come Fedlaw, come la Dow Jones Buisiness Directory, ed anche un alto numero di referenze fuori dalla Rete (primi tra tutti il New York Times e il National Jurist) raccomandano di cominciare la propria ricerca proprio dal LLI.
Il servizio è infatti totalmente gratuito e non esistono limiti di accesso al sito; inoltre, poiché il LLI è una organizzazione senza scopo di lucro che si avvantaggia di finanziamenti pubblici e di private elargizioni, non si è interrotti da messaggi pubblicitari.
Il traffico del server ha raggiunto limiti talmente elevati che senza il supporto attivo dei suoi stessi membri, il LLI non potrebbe sopravvivere.
Durante la campagna promossa nel giugno del 2000 infatti, il sito ha potuto contare dell'apporto di due milioni di nuovi contributing members, che sostengono il LLI, dal punto di vista dell'apporto lavorativo. Credo che da tutto ciò le nostre Università avrebbero molto da imparare.

IL LLI è finanziato con un apporto annuo di 250.000 dollari da parte del National Center for Automated Information Research, ma la gran sostanza dei suoi finanziamenti, come da prassi negli Stati Uniti, proviene dai privati.
Il LLI ha tra i suoi compiti quello di promuovere l'uso degli strumenti informatici per la ricerca giuridica. I suoi strumenti di ricerca sono strutturati in modo da creare numerose Key Search ad uso e consumo di una larga parte della popolazione; uno strumento destinato non solo quindi, ai tecnici del diritto.
Il LLI si sforza di mantenere costantemente aggiornati i suoi archivi, in modo da garantire un effettivo aiuto nella ricerca dei good law cases.
Il cambiamento della rivoluzione informatica ha reso possibile, in un primo tempo, la creazione di banche dati solo da parte di soggetti privati, che vendevano le proprie prestazioni attraverso una tariffa oppure attraverso l'introduzione di banner pubblicitari.
Sono circa 40.000 le persone che utilizzano giornalmente il sito della Cornell e si contano accessi da 70 paesi stranieri. Il sito conta inoltre su circa 180.000 link da altri siti che utilizzano le informazioni e le banche dati di LLI, in accordo con Altavista, uno dei motori di ricerca più famosi del mondo.

Il download può essere effettuati direttamente via World Wide Web, oppure ci si può far recapitare le informazioni riguardo un determinato case law nella propria casella di posta elettronica. Il LLI, inoltre, mette a disposione, a prezzi molto bassi dei CD ROM in alternativa all'accesso diretto alle informazioni delle banche dati.

Il LLI vanta accordi di studio e partecipazione con numerose organizzazioni: prime tra tutte Lexis e la Harvard Law School con la quale stanno coordinando un progetto di studio multimediale finalizzato alla ricerca giuridica.

Anche la New York Bar Association e la New York Court of Claims collaborano con l'Istituto. Il LLI vanta inoltre l'apporto di numerose law school, della Harvard Law Library e della Ames Foundation per quello che riguarda il Nuremberg digital project e il Bracton on-line.

15 Un caso pratico.

Dopo aver offerto una panoramica dei possibili mezzi gratuiti utilizzabili via web voglio offrirvi ora la possibilità di farvi vedere come si potrebbe svolgere una ricerca in un ipotetico studio legale.

Immaginate di lavorare per uno studio legale americano e di ricevere il seguente memorandum dal vostro socio più anziano:

Looney, James & McCormick
788 Euclid Ave
Boston, Massachusetts 0218
(555) 764-9879
Marc Looney
Henry James
Lee McCormick
MEMORANDUM

TO: Junior Associate
FROM: Henry James
RE: United States v. Mallory: Motion to Suppress

Thank you for helping me with this memorandum. The grand jury indicted our client, Tony Mallory, for possession with intent to distribute cocaine in violation of 21 U.S.C. õõ 841 (a)(1), 846. Pursuant to a warrant, the police searched our client's apartment and seized cocaine and drug-related paraphernalia. I plan to file a motion to suppress the evidence and need you to draft a supporting memorandum. In particular, I want you to focus on whether the affidavit of the police officer furnished probable cause for the issuance of the warrant. The police officed based his affidavit upon information received from a confidential informant. The Office of the United State Attorney filed the case in the District Court for the District of Massachusetts which, as you know, is located in the First Circuit.
Con questo memorandum il nostro senior associate ci comunica la necessità di preparare un memorandum di supporto per il caso United States v. Mallory. Tony Mallory è un nostro cliente che è stato trovato in possesso di cocaina e di altre sostanze proibite all'interno della sua abitazione. Il punto su cui il nostro capo intende basare la difesa è che la perquisizione è stata decisa sulla base delle informazioni ricevute da un collaboratore confidenziale della polizia.
Egli poi ci suggerisce un caso pilota da cui cominciare la nostra ricerca: Illinois v. Gates.
Possiamo cominciare la nostra ricerca da Findlaw.

La homepage di Findlaw fornisce una varietà di link a varie categorie. Per ricercare un caso ciccate su "Laws: Cases & Codes" e avrete la possibilità di scegliere tra la giurisdizione federale e quella statale. Illinois v. Gates è un caso della Supreme Court per cui dovrete cliccare su "Supreme Court Opinions".
Questa pagina contiene una varietà di opzioni di ricerca. Include un link alle pagine web che permettono di navigare all'interno dei casi della Supreme Court in base al loro numero o in base all'anno della decisione.
Ma, più importante, si può ricercare il caso anche sulla base del numero di citation o del nome del caso stesso.

Per finire, questa pagina vi permette di fare una ricerca del caso full-text, la quale funziona più o meno allo stesso modo delle ricerche condotte coi motori di ricerca di cui tanto abbiamo discusso. Si possono quindi inserire dei termini di ricerca che vengono elaborati dal motore che fornirà una serie di pagine con informazioni connesse.
Poiché comunque possediamo il nome di una delle parti potremo agevolmente condurre una Party Name Search.
Digitate Gates e ciccate su "Search". In questo caso conveniva scegliere Gates in quanto nome meno comune di Illinois. Come già detto precedentemente sarebbe opportuno cercare di essere il più precisi possibile nel formulare la ricerca.
Il risultato che ci viene fornito comprende due casi contenenti i nomi Gates e Illinois.
Ciccate il link a questi casi per scoprire quale dei due è il più appropriato in relazione alle esigenze del vostro cliente. Leggendo la citazione scoprirete che il caso del 1983 è quello utile al nostro scopo.
Gli operatori di Findlaw hanno trasformato molte delle citazioni in link verso altri casi. Findlaw, comunque, non fa riferimento ad ogni caso citato.
E' opportuno notare che questa pagina fornisce anche il link per la ricerca di casi della Supreme Court e delle Circuit Court che citano il nostro caso. Sfortunatamente però le decisioni non sono state organizzate in circuiti e, cosa più importante, non è possibile determinare se la lista contiene ogni caso citante Illinois v. Gates. Ricordatevi dunque di questo tipo di limitazione nel condurre la ricerca.
Dopo aver condotto alcune ricerche preliminari concludete che potreste essere in grado di sostenere che il magistrato non aveva una probable cause per emettere il mandato di perquisizione perché l'affidavit dell'ufficiale di polizia era basato su informazioni vecchie.
Dovrete quindi trovare un caso della Supreme Court of Appeals riguardante la estemporaneità delle informazioni.
Possiamo cominciare all'Emory Web site. La Emory Law School mantiene e aggiorna questo sito e fornisce una estesa banca dati su case law dalla US Supreme Court e dalle corti del circuito federale.
Dalla home page ciccate al link "Federal Courts Finder". Esso vi fornirà una mappa degli Stati Uniti. La mappa divide gli Stati Uniti nei vari circuiti delle corti federali.
Inoltre questi sono link per le Federal Circuit Court of Appeal, per le United States Court of Federal Claims, per le United States Court of Appeal for the Armed Forces, e per le United States Courts of Appeal for the District of Columbia. Cliccate quindi sulla località nella mappa che corrisponde al circuito nel quale volete condurre la ricerca. Muoveteci sopra il cursore e cliccate sul "First Circuit" che comprende Rhode Island, Massachusetts, New Hampshire, Maine e Puerto Rico.
Ciccando sul First Circuit arriverete ad una pagina contenente link per case law della U.S. Court of Appeal for the First Circuit. E' opportuno sottolineare che sono fornite le opinioni solo a partire dal novembre del 1995.
Anche questa pagina fornisce numerose opzioni di ricerca. Inizialmente i casi sono organizzati per anno fino ad oggi, e poi sono organizzati per mese. La pagina organizza anche i casi in ordine alfabetico "By First Party" e "By Second Party". A noi converrà comunque condurre una ricerca basata su parole chiave. Andate quindi su "Search by Keyword" e ciccate su "First Circuit Case Search".
Questa pagina fornisce informazioni riguardanti i metodi di ricerca disponibili. Ricordate comunque che la prima volta che avete a che fare con un motore di ricerca dovete cercare di familiarizzare con esso.
Io consiglierei di usare le parole: "confidential and informant and stale and suppress". Digitatele nella casella e cliccate su "Search".
Questa ricerca produrrà una serie di documenti contenenti le parole di cui sopra. Ricordate che il motore di ricerca produrrà per primi i documenti maggiormente rilevanti e che la rilevanza è decisa da criteri matematici.
Ciccate sul link del primo caso proposto, United States v. Schaefer. Ci sono diverse cose che noterete riguardo questa pagina: prima di tutto questo link ti porta direttamente al punto del documento in cui compare la parola ricercata e non alla prima pagina del caso; secondo i termini ricercati appaiono in neretto in questo documento; terzo le citazioni all'interno del testo non sono link a casi addizionali.
A questo punto dovreste avere una panoramica piuttosto esaustiva dei case law riguardanti l'argomento. Sarete spero in grado di farvi un'idea del memorandum da scrivere per il vostro capo.
L'idea dell'esempio mi è sembrata la più opportuna per cercare di far capire le differenze nella ricerca giuridica nel mondo anglosassone ed in partocolare in quello d'oltreoceano. Essi hanno realmente fatto della ricerca giuridica una professione.

16 Considerazioni finali.

Come avrete potuto rilevare le possibilità di effettuare ricerche giurisprudenziali negli Stati Uniti sono molteplici.
Il livello di informatizzazione dei documenti giuridici è impressionante e non ha niente a che vedere con il livello continentale.
Le possibilità di consultazione via web rendono la ricerca semplice ed efficace e permettono al ricercatore di risparmiare parecchio tempo. Le aziende statunitensi hanno scommesso sulla possibilità della consultazione on line a pagamento ed hanno vinto la loro scommessa.
La nostra situazione, come vedremo, è ben lungi dall'essere così rosea e, soprattutto in Italia, il cammino da fare è ancora lungo. Ci si può solo augurare che qualche azienda privata italiana decida di seguire gli esempi d'oltreoceano oppure che i colossi americani decidano di catalogare anche le sentenze straniere.



CAPITOLO QUARTO

IL PRECEDENTE GIUDIZIARIO IN ITALIA

1 Il precedente giudiziario in Italia.

Galgano per primo ha segnalato come formalmente l'autorità del principio dello stare decisis in Italia sia da ritrovarsi in due principi affermati dalla Cassazione.

Il primo, del quale possiamo ritrovare un esempio nella sentenza Cass., 13 maggio 1983, n. 3275, la cui massima sostiene tale orientamento nel seguente modo:

"Soddisfa l'obbligo della motivazione della sentenza di cui all'art. 132 n. 4, c.p.c., il mero riferimento da parte del giudice del merito alla giurisprudenza della Corte di Cassazione in relazione alla soluzione di una questione univocamente espressa dalla Suprema Corte".

Nel caso il giudice di merito intenda discostarsi dai precedenti della Cassazione, e qui si passa al secondo principio, egli ha l'obbligo di fornire un'adeguata motivazione alla sua scelta e di fornire ragioni complete, congrue e convincenti in ordine alla contestazione dell'interpretazione criticata.

Tale secondo principio può essere ricavato, ad esempio, dalla sentenza Cass., 3 dicembre 1983, n. 7248, la cui massima formula:
"Nell'esercizio del suo potere-dovere di interpretazione della norma applicabile alla fattispecie sottoposta al suo esame, il giudice è libero di non adeguarsi all'opinione espressa da altri giudici e può anche non seguire l'interpretazione proposta dalla Corte di cassazione (salvo che si tratti di giudizio di rinvio), così come può dissentire dalle mere motivazioni delle pronunzie della Corte costituzionale non influenti direttamente sulla declaratoria di illegittimità o sul riconoscimento della legittimità di una specifica disposizione. Tale libertà non esclude, peraltro, l'obbligo dello stesso giudice di addurre ragioni congrue, convincenti a contestare e far venir meno l'attendibilità dell'indirizzo interpretativo rifiutato".

2 L'articolo 65 dell'ordinamento giudiziario.

Il primo studioso che decise coraggiosamente di ancorare la validità del precedente all'articolo 65 ord. giudiz. fu Gino Gorla.
Recita, infatti, nel suo primo alinea il citato articolo:
<<La Corte suprema di cassazione, quale organo supremo della giustizia, assicura l'esatta osservanza e l'uniforme interpretazione della legge, l'unità del diritto oggettivo nazionale...>>.

La uniforme interpretazione di cui all'articolo 65 assume tre funzioni in relazione alla certezza del diritto, all'uguaglianza di tutti i cittadini di fronte alla legge ed all'unità del diritto nello Stato.
La certezza del diritto a questo proposito si intende in relazione alla norma o al criterio di condotta a cui deve adeguarsi chi deve compiere un determinato atto.
Da ciò deriva che alle norme sia data un'interpretazione uniforme in modo da poter nutrire un certo affidamento al compimento di quel determinato atto.
Ciò presuppone che i mutamenti di indirizzo abbiano carattere retroattivo o che comunque vengano messi a disposizione degli strumenti correttivi al compimento di quel determinato atto.
Per quello che riguarda il principio di uguaglianza esso postula semplicemente che la legge sia interpretata in modo uguale a parità di situazioni.
L'esigenza dell'unità del diritto nello Stato presuppone che i vari tribunali applichino la legge nello stesso modo, così da evitare sperequazioni territoriali o di grado nell'ambito dell'applicazione della legge.
L'art. 65 considera il compito della Corte di cassazione di assicurare l'uniforme interpretazione della legge assieme ai compiti che sono vere e proprie attribuzioni della Corte.
In base a quanto detto sull'art. 65 ord. giudiz. si possono trarre i seguenti corollari:
- la Corte di Cassazione, al verificarsi di certi accadimenti, ha il potere-dovere di mutare giurisprudenza;
- tale mutamento può verificarsi solo per gravi o congrue ragioni;
- sull'eventuale mutamento di posizione esiste, in seno alla Corte stessa, un dovere di motivazione.

Per quello che riguarda le varie sezioni, è doveroso sottolineare che queste non possono mantenere orientamenti discordanti in quanto ciascuna sezione fa parte di un unico organo: la Corte di cassazione.
Il principio dello stare decisis, in ogni caso, deve essere combinato con quello della libertà di interpretazione del giudice, principio atto ad adeguare in maniera più rapida e più efficace il diritto ai mutamenti sociali in atto.
Tale equilibrio instabile tra l'esigenza della certezza del diritto e quella dell'adeguamento dello stesso ha portato gli studiosi a ragionamenti su base antitetica e schierata.
Se dovessimo comunque provare ad analizzare dettagliatamente gli sviluppi di un sistema basato sul precedente noteremo che lo stesso principio, apparentemente rigido, lascia in realtà ampie possibilità di eccezioni che ricreano una composizione di tipo dialettico delle soluzioni.
Data dunque per scontata la necessità di stabilità bisogna comunque segnalare la patologia di un sistema, quale quello italiano, ancora denso di disparità di trattamento, di incertezza e di confusione.
Ad ogni modo, la sentenza della Cassazione, Sez. Un., 16 maggio 1992, n. 5888 pare far assurgere a rango costituzionale le norme di cui all'art. 65ord. giudiz. con il conseguente obbligo di rivelazione della ratio decidendi del caso.
Qui di seguito una delle parte più interessanti della sentenza:
"Con il ricorso per cassazione di cui all'art. 111, comma 2 cost., si possono denunziare soltanto "violazioni di legge", con riferimento sia alla legge regolatrice del processo. Pertanto la inosservanza del giudice civile all'obbligo della motivazione su questioni di fatto integra "violazione di legge", e come tale è denunciabile con il detto ricorso, quando si traduca in mancanza della motivazione stessa (con conseguente nullità della pronuncia per difetto di un requisito di forma indispensabile), la quale si verifica nei casi di radicale carenza di essa, ovvero nel suo estrinsecarsi in argomentazioni non idonee a rivelare la "ratio decidendi" (cosiddetta motivazione apparente), o fra di loro logicamente inconciliabili, o comunque perplesse od obiettivamente incomprensibili, e sempre che i relativi vizi emergano dal provvedimento in sé, restando esclusa la riconducibilità in detta previsione di una verifica sulla sufficienza e razionalità della motivazione medesima in raffronto con le risultanze probatorie"

La ratio decidendi acquista in questo modo valore costituzionale. A questo proposito l'art. 111 Cost. (e l'art. 360, n. 5, c.p.c.) viene così ricollegato al principio di uguaglianza di cui all'art. 3 della Costituzione.

Il ragionamento logico può essere il seguente:
- in omaggio al principio di uguaglianza il controllo di legalità della Cassazione ha il compito di garantire l'uniforme applicazione ed interpretazione del diritto (tutto ciò equivale dunque alla costituzionalizzazione dell'articolo 65 dell'ordinamento giudiziario);
- tale controllo viene garantito dall'obbligo di motivazione di cui all'art. 111 Cost, che statuisce la possibilità di detto controllo esclusivamente nei confronti delle sentenze motivate;
- la motivazione deve rivelare, pena essere considerata la sentenza solo apparentemente motivata e quindi priva di motivazione, la ratio decidendi.

3 Overruling: l'efficacia nel tempo e ius superveniens.

Nei sistemi, quali quelli di common law, ove il principio dello stare decisis è seriamente rispettato, si profila, come sappiamo il problema dell'efficacia nel tempo dell'abrogazione del precedente.
Il problema della limitazione della retroattività del mutamento giurisprudenziale non si pone indistintamente per tutti i casi, ma con limitazione a situazioni particolari in cui sia da reputarsi che sarebbe eccessivamente ingiusto deludere coloro i quali avevano riposto giuste aspettative sulla soluzione al momento vigente nel diritto applicato.
Con il metodo del prospective overruling il giudice, quindi, al fine di tutelare tali aspettative, stabilisce che la soluzione varrà solo per il caso deciso e per le future fattispecie ma non per le fattispecie precedentemente disciplinate per le quali avrà sempre valore il precedente overruled.

Un secondo metodo di prospective overruling, che sembra invece essere utilizzato anche dalla nostra Cassazione, e di cui abbiamo già fatto cenno, consente l'applicazione dell'overruling esclusivamente per i casi futuri, facendo addirittura salve le aspettative anche per il caso considerato. Tale metodo appare espressione di decisioni più consapevoli, equilibrate e prevedibili ed è certamente da abbracciare.
Abbiamo visto anche come, negli Stati Uniti, le banche dati informatizzate tengano conto non solo del precedente ma del valore dello stesso nell'impostare la ricerca.
Nel considerare i mutamenti di giurisprudenza non si può non porsi il problema se questi possano essere equiparati allo ius superveniens. La risposta che ci offre la Cassazione alla risoluzione di tale problema, con la sentenza Cass., 25 ottobre 1982, n. 5567 è negativa. Il nuovo principio derivante da una pronuncia overruled non è assimilabile allo ius superveniens per ciò che concerne il giudizio di rinvio.

Così la famosa sentenza:
"Pur accogliendo la più ampia nozione possibile di fatto sopravvenuto, con ampliamento dell'ambito del fenomeno anche al di là degli eventi che comportano la totale o parziale cessazione della materia del contendere o che producono mutamento del titolo della pretesa - come avviene in modo particolare nell'ipotesi in cui il factum principale abbia incidenza elidente o modificativa dell'oggetto della lite - è in ogni caso indispensabile che il factum superveniens, ai fini della deducibilità in sede di rinvio, presenti caratteristiche tali, nei suoi requisiti oggettivi, da configurarsi come evento distinto e autonomo rispetto agli elementi costitutivi della presupposta situazione di fatto in ordine alla quale si è svolto il potere di controllo della Cassazione. Nel giudizio di rinvio, pertanto, non può essere dedotto un factum superveniens che sia stato realizzato all'esclusivo fine di correggere ex post il comportamento o la condotta ritenuti carenti dalla Corte di cassazione nel giudizio sull'osservanza di un

La totale diversità di funzioni assegnate dalla nostra Carta costituzionale al Parlamento ed alla magistratura rende praticamente impossibile la parificazione del mutamento giurisprudenziale allo ius superveniens.

4 Considerazioni.

Da tutto ciò appare chiaro come queste differenze strutturali si ripercuotano anche nella scelta di catalogazione delle sentenze, nella tenuta dei reports e nel differente impatto avuto dalla rivoluzione informatica e telematica nei due sistemi.
Gli americani usavano già il loro pragmatismo nella catalogazione delle sentenze prima dell'avvento degli elaboratori. Altro non hanno fatto, in seguito, che farsi aiutare dalla tecnologia. A noi manca tutto il loro bagaglio culturale in questo senso ed è principalmente per questo che ci ritroviamo così arretrati.
La prova di tutto ciò è che in altri settori l'Italia ha recepito positivamente l'avvento delle nuove tecnologie e non è in questa situazione di arretratezza.
Le avversità di tipo giuridico, esaminate in questo capitolo, nei confronti di una cultura del precedente, inoltre, non aiutano di certo.
Tanti giuristi in Italia leggono le sentenze troppo di rado. In ogni caso nel capitolo finale tali mie affermazioni appariranno più chiare.



CAPITOLO QUINTO

I SISTEMI INFORMATICI DI REPERIMENTO DELLE SENTENZE IN ITALIA

PARTE PRIMA: IL CED

1 Introduzione.

L'unico esempio di banca dati italiana, paragonabile almeno in parte ai colossi americani è il CED della Cassazione. Anche se, per ora, mette a disposizione solo le massime delle sentenze esso rappresenta un tentativo onorevole di stare al passo coi tempi. Per un'analisi del problema della massime vi rimando al capitolo finale.
Il Centro Elettronico di Documentazione della Corte di Cassazione è la banca dati giuridica contenente il maggior numero di documenti oggi in Italia.
Esso fu costituito tra la fine degli anni sessanta e l'inizio degli anni settanta prima come semplice filiale dell'ufficio massimario ed in seguito divenne una struttura autonoma.
Esso contiene circa quaranta archivi presso i quali è possibile reperire tra milioni di documenti.
Esso fu opera di alcuni valenti magistrati, tra cui spiccano i nomi di Borruso, Falcone e Novelli i quali si basavano sull'esperienza degli archivi americani.
Nacque così il sistema ITALGIURE FIND, basato sull'information retrieval che conteneva in gran parte le massime della Cassazione ma anche numerose altre fonti documentali.
La prima presentazione del sistema risale al 1969, anno in cui l'UNIVAC diede un saggio delle capacità di reperimento dei delle sentenze della Cassazione medesima.
Bisognerà però attendere il 1973 per il primo collegamento telematico di alcuni uffici giudiziari con l'elaboratore centrale.
Il 1985 rappresenta un ulteriore momento di svolta, in quanto viene presentato il nuovo sistema operativo, migliorato e potenziato, dell'elaboratore centrale.
Il sistema ITALGIURE FIND 2 era in grado di apprendere dati sulla base delle ricerche effettuate dagli operatori.
Al sistema ITALGIURE FIND, basato su di un metodo di consultazione non amichevole, è stato affiancato, in tempi recenti un sistema a finestre reperibile in ambiente Windows. Tale sistema, denominato, EASY FIND rappresenta certamente un passo in avanti nella possibilità di consultazione amichevole ma, come vedremo, possiede anche numerosi limiti.

2 I canali di ricerca e la sintassi di base.

I canali di ricerca sono sistemi di ricerca che possono essere applicati alla consultazione di una banca dati. Essi non sono quindi, come potrebbero essere gli archivi, indici settoriali di ricerca né sono tantomeno delle ripartizioni degli archivi stessi.
Essi sono sistemi di ricerca, quindi, studiati per limitare al massimo gli inconvenienti sia dell'effetto silenzio che dell'effetto rumore.
I canali di ricerca del CED sono moltissimi. Il Centro stesso fornisce informazioni gratuite agli utenti sui canali disponibili. In ogni caso è possibile ottenere informazioni sui canali tramite l'interrogazione del sistema stesso.
Se desidero, per esempio, ottenere informazioni sui canali disponibili nell'archivio di penale dovrò digitare:
$PENALE-CAN?
Iniziamo in questo modo a prendere dimestichezza con le stringhe di ricerca.
Ogni stringa di dialogo inizia con il simbolo del dollaro ($) e termina quasi sempre con il punto e virgola (;).
Se devo aprire l'archivio di penale dovrò quindi digitare:
$PENALE;
Se volessi effettuare una ricerca sul reato di percosse, procederei nel modo seguente, dovrei quindi con il simbolo dei due punti (:), come segue:
$PT:PERCOSSE;
La classificazione dei canali varia da banca dati a banca dati e più avanti prenderemo dimestichezza coi vari canali di ricerca.
Il macrocanale si differenzia invece dal canale perché non effettua selezione di documenti, non è inoltre necessario aprire un archivio perché entri in funzione ed ha una validità principalmente informativa per l'utente.
Se comunque desiderassi riferire la mia ricerca anche ad un secondo canale, in questo caso dovrei usare il simbolo dell'uguale (=). Se ad esempio dovessi ricercare un documento sul reato di percosse relativo all'anno 1998 la stringa assumerebbe la seguente connotazione:
$PT:PERCOSSE*AN=1994;
Potremo dunque avere stringhe monodato, nel caso utilizzi un unico lemma al suo interno, oppure stringhe pluridato che utilizzano più lemmi. La stringa pluridato può a sua volta distinguersi in omogenea ed eterogenea a seconda che presenti uno o più canali di ricerca.
La ricerca precedente potrebbe anche essere effettuata in forma progressiva nel seguente modo:
$PT:PERCOSSE;
Sul cui risultato:
$AN:1998;
L'operatore logico AND è rappresentato in ITALIGIURE dal simbolo asterisco (*). Se dovessi ricercare quindi un documento che rechi le parole percosse e ecchimosi la stringa sarebbe:
$PT:PERCOSSE*ECCHIMOSI;
L'operatore logico OR è invece rappresentato in ITALGIURE dal simbolo più (+) . Nell'esempio di prima, se dovessi decidere di ricercare i documenti contenenti alternativamente la parola percosse o la parola ecchimosi la stringa sarebbe:
$PT:PERCOSSE+ECCHIMOSI;
L'operatore NOT, utilizzando le parole degli esempi di cui sopra sarebbe rappresentato dalla seguente stringa:
$PT:PERCOSSE*(-ECCHIMOSI);
E' opportuno rilevare che nell'esempio di cui sopra si è utilizzato uno pseudocodice, in quanto è stato utilizzato anche l'operatore logico AND:
Ricerca la parola percosse e (non la parola ecchimosi).
Tale pseudocodice era stato utilizzato con l'operatore AND anche nel caso della ricerca datata. In quel caso:
Ricerca la parola percosse relativa a documenti del 1998.



3 Le regole sintattiche.

Nell'utilizzo delle stringhe di ricerca è opportuno ricordarsi di quattro regole fondamentali:

- utilizzare i termini al singolare. La ricerca sarà fatta su FURTO e non su FURTI. Questo non vale nel caso i termini acquistino diverso o più completo significato nella loro accezione plurale. Calza a pennello in questo caso l'esempio della parola PERCOSSE, che rappresenta più precisamente il reato di cui al nostro codice penale;
- nelle aggettivazioni è opportuno l'uso del genere maschile;
- i verbi devono essere utilizzati al tempo infinito;
- è vietato l'uso degli accenti.



4 La tecnica del mascheramento e del troncamento.

Quando esistono dei dubbi sulla formulazione dei segni linguistici si può ricorrere alla tecnica del mascheramento. In tal modo si può usare la ics (X) per sostituire la grafia delle lettere sconosciute.

E' anche possibile cambiare il carattere di mascheramento nel seguente modo:
$MASK:Y;

Il cambio del mascheramento varrà fino allo scadere della concessione.
E' consigliabile comunque usare dei segni che non si confondano con le parole comunemente usate nella lingua italiana.

Supponendo la X come carattere di mascheramento supponiamo di non conoscere l'esatta dizione di EQCHASELTD. Supponiamo di essere insicuri tra EGCHASELTD e EQCHASELTD. Tale problema potrà essere superato con l'utilizzo della seguente stringa:
$PT:EXCHASELTD;

La tecnica del cambio di mascheramento può essere usata anche nel contesto dell'operatore logico OR con una ricerca per data.

Se dovessimo ricercare alcuni documenti dal 1993 al 1998 senza il mascheramento saremmo obbligati a scrivere:
$AN:1993+1994+1995+1996+1997+1998;

Con il mascheramento si potrà ovviare a questa trafila nel seguente modo:
$AN:199X;

La stessa tecnica può essere usata in relazione ad alcuni termini della lingua italiana (verbi e sostantivi principalmente) che possono assumere una forma leggermente differente: l'esempio per antonomasia è rappresentato dal verbo denunciare e dal sostantivo denuncia, che può essere rappresentato anche dai segni linguistico denunziare o denunzia. In questo caso:
$PT:DENUNXIA;
$PT:DENUNXIARE;

La tecnica del troncamento si ottiene ponendo il segno del dollaro ($) alla fine della radice di una parola.

Se ad esempio desiderassi ricercare una sentenza che contenga la parola somministrazione (eventualmente anche il suo plurale), tutte voci del verbo somministrare, i suoi aggettivi ed in generale tutte le parole che comincino per la radice "somministr" opterò per la seguente stringa:
$PT:SOMMINISTR$;

5 Comandi di visualizzazione dei documenti.

Il comando di visualizzazione dei documenti, all'interno del sistema ITALGIURE FIND, è il seguente:
$PRINT;

Al termine di questo comando la massima vi apparirà nella sua intierezza. E' comunque possibile suddividere la massima in sezioni, come segue: epigrafe, parti, titoletto e schema, mero testo della massima.

La sigla per l'epigrafe è rappresentata dalla lettera emme (M), quella per le parti dalla lettera p (P), quella il titoletto e lo schema dalla lettera esse (S) mentre il mero testo della massima è raffigurato dalla lettera t (T).

Sarà così possibile, ad esempio, ridimensionare la visualizzazione della massima, a quella delle sole epigrafe e titoletto con la seguente stringa di comandi:
$PRINT:1M1S;

In tale modo saranno raffigurate solo l'epigrafe ed il titoletto.

Esiste anche una sigla per i riferimenti normativi relativi alla massima esaminata ed è rappresentata dalla lettera erre (R).

I precedenti sono visualizzati in ITALGIURE FIND in ordine temporale, dal più remoto al più recente. Se si volesse cambiare tale ordine:
$PRINT:SD=AN;

Il sistema in esame è abilitato a trasmettere una sola videata alla volta. Per voltare pagina è necessario premere il tasto ENTER. Per vedere, ad esempio, direttamente il documento numero 4 sarà comunque possibile digitare:
$DOC:+4;

Se invece si volessero semplicemente saltare le pagine di un determinato documento occorrerà:
$PAGE:+4;

Se si desiderasse invece ritornare alla risposta precedente:
$BACK;

Oppure ad una determinata risposta precedente, la seconda per esempio:
$BACK:2

Non si può però ricorrere a questo tipo di comando per più di due volte all'interno della medesima ricerca e non è altresì possibile andara a ritroso per più di due ricerche.
Il comando back può essere molto utile anche per tornare ad un archivio precedente. Se mi trovo nell'archivio di penale, ad esempio, e desidero tornare all'ultima risposta visualizzata nell'archivio di civile:
$BACK:CIVILE;

6 La ricerca per dati lessicali.

Si è già accennato che il canale usato per la ricerca di tipo lessicale è PT, che sta per "parole testuali". Questo canale permette di concludere una ricerca sulla base di quasi ogni tipo di parola.
Questo canale è basato su un thesaurus, ovvero sul tipo di dizionario già analizzato. Esso rappresenta il cosiddetto dizionario intelligente in quanto in grado di riconoscere anche le forme declinate e coniugate. Esso contiene circa 50.000 lemmi o parole.
All'interno di theasurus si è cercato di eliminare le cosiddette "parole vuote" ovvero le parole poco utili al fine della ricerca di tipo giuridico, cioè:
- gli articoli,
- le preposizioni,
- le congiunzioni di tipo coordinativo,
- i verbi avere, essere, fare e venire,
- alcuni verbi al participio passato (anzidetto, suddetto, ecc.),
- gli aggettivi possessivi,
- i pronomi.
Questa serie di segni linguistici rappresenta quasi la metà delle parole inserite nei documenti della banca dati. Le altre parole sono state inserite seguendo il sistema dei lemmi. I lemmi altro non sono che le voci inserite in un qualsiasi vocabolario della lingua italiana.
ITALGIURE FIND riconosce quindi le forme declinate e coniugate di questi lemmi. Su 50.000 lemmi il sistema sarà quindi in grado di riconoscere 1.200.000 voci coniugate o declinate.
Ovviamente nel condurre la ricerca per far funzionare il sistema in modo adeguato sarà necessario rispettare le regole sintattice di cui abbiamo parlato.
Il canale per la ricerca delle parole che non possono essere ricondotte ai lemmi di cui sopra è invece PNT ("parole non trovate"). Se dovessi, per un qualunque motivo, compiere una ricerca per il termine SUDDETTO:
$PNT:SUDDETTO;

7 Gli archivi della giurisprudenza.

I due archivi principali in cui si suddivide la raccolta delle massime della Cassazione sono:
$PENALE;
$CIVILE;
Essi costituiscono gli archivi rispettivamente della giursprudenza penale e civile presenti nella banca dati del CED.
Essi sono consultabili attraverso l'ausilio di tre canali principali:
- il canale $PT, di cui abbiamo già parlato, per la ricerca di tipo lessicale. Tale canale è senza ombra di dubbio il più utilizzato;
- il canale $PK, basato su un tipo di consultazione prettamente concettuale che usufruisce dei cosiddetti semi del linguaggio. I semi del linguaggio altro non sono che i segni linguistici con valenza semantica concettualmente legati all'oggetto della ricerca dal punto di vista del significato;
- il canale $RN con cui si possono reperire le sentenze relative ad una determinata norma. Tale sistema viene ad esempio usato, per le ricerche cartacee, nei codici commentati.
Abbiamo poi un canale di ausilio e semplificazione della ricerca, il canale $SCG, che permette di usufruire della suddivisione dell'archivio, sia penale che civile, in grandi voci o argomenti, secondo un sistema simile a quello usato nei repertori cartacei.
Per l'elenco delle grandi voci in materia penale:
$SCGPEN;
Per l'elenco in materia civile, invece, la stringa di comando è:
$SCGCIV;
Una volta che vengono visualizzato gli schemi è possibile scegliere la voce più adatta alla nostra ricerca.
Se, ad esempio, dovessimo conoscere alcune sentenze relative al diritto condominiale, la voce interessata sarebbe la 046 (COMUNIONE E CONDOMINIO), per attivare la quale:
$SCGCIV;
E poi:
$SCG046;
Quest'ultimo comando ci permette di visualizzare tutte le sottovoci relative alla grande voce COMUNIONE E CONDOMINIO.
Sarà così possibile richiamare i documenti della sottovoce con un comando (in pseudocodice) di questo tipo:
$SC:numerograndegrandevocenumerosottovoce;
A questo punto, sui documenti ritrovati potremo compiere la ricerca attraverso tutti i canali di ricerca leciti.

8 I canali $PT e $PK.

Riguardo al canale $PK per la ricerca lessicale sarà qui opportuno soltanto ricordare gli effetti rumore e silenzio, tipici inconvenienti in cui si capita usando questo tipo di ricerca.
Nel scegliere il termine da ricercare, sarà infatti necessario, non ricercare un segno lessicale eccessivamente generico, a causa dell'eccessivo numero di documenti che potrebbero essere ritrovati.
Se si dovesse invece usare un criterio più selettivo nella scelta della stringa di ricerca si potrebbe incorrere nell'effetto silenzio.
In ogni caso già abbiamo ampiamente parlato degli strumenti atti a diminuire l'influenza negativa degli effetti di cui sopra.
Abbiamo in precedenza accennato al fatto che tramite il CED è alresì possibile effettuare una ricerca concettuale dei documenti. E' qui opportuno ricordare che in tale contesto il significato della parola "concettuale" ha una valenza ristretta nel senso già chiarito.
Per selezionare quindi i documenti che contengono lo stesso concetto della parola indicata, o concetti simili o correlati ed anche i concetti opposti, attraverso parole simili o perifrasi bisognerà utilizzare il canale $PK.
Per effettuare tale tipo di ricerca l'elaboratore utilizzerà il già citato thesaurus.
Attraverso il macrocanale $HTM sarà inoltre possibile sapere se la parola ricercata sia stata tesurizzata e, in caso contrario, quale sia il termine tesaurizzato da usare in sostituzione dello stesso.
Un esempio chiarificatore è quello, spesso usato, della parola terremoto. La parola terremoto, non è una parola tesaurizzata (o PK) per cui potrà essere fatta una ricerca lessicale ma non concettuale. Attraverso in macrocanale $HTM noi possiamo conoscere l'elenco dei termini tesaurizzati in vece della parola terremoto, nel seguente modo:
$HTM:TERREMOTO;

IL sistema ci fornirà l'elenco delle parole PK associate al termine terremoto e cioè:
DISASTRO MOVIMENTO NATURA SISMA TERRENO.

A questo punto ci converrà utilizzare la parola sisma per una ricerca di tipo concettuale:
$PK:SISMA;
In tal modo saranno segnalati sia i documenti contenenti la parola sisma che i sinomimi come terremoto, movimento tellurico, ecc.

9 Altri operatori logici.

Durante l'anno 2000 sono stati introdotti due nuovi opertaori logici all'interno del sistema del CED:
- l'operatore di adiacenza (ADJ), che consente di reperire i documenti all'interno dei quali i dati di ricerca appaiono alla distanza di non più di tre parole;
- l'operatore di prossimità (NEAR), che consente di reperire i documenti all'interno dei quali i dati di ricerca appaiono ad una distanza massima di quindici parole. E' anche possibile specificare se tali termini debbano essere inseriti nel documento nella sequenza logica utilizzata per la ricerca.
Se, ad esempio, dovessimo ricercare un documento che contenga i termini ingiuria e percosse alla distanza massima di tre parole, nell'ordine indicato:
$ADJ,S:INGIURIA*PERCOSSE;
Potremmo anche togliere rilevanza all'ordine espresso nel seguente modo:
$ADJ:INGIURIA*PERCOSSE;
Se desiderassimo invece che i due termini siano ricompresi in una distanza massima di quindici parole, i due esempi per il caso in questione saranno:
$NEAR,S:INGIURIA*PERCOSSE;
$NEAR:INGIURIA*PERCOSSE;
Due utili strumenti di coadiuvamento alla ricerca concettuale sono rappresentati dai canali di relazione TEST e LINK. Tali canali sono stati creati sulla base dell'elaborazione dei dati immessi dagli utenti durante le ricerche.
Il canale TEST ritrova tutti i sinonimi e qualsiasi termine che sia interscambiabile, cioè tutti i termini che vengono utilizzati attraverso l'operatore OR.

Se dovessimo cercare, quindi, all'interno dell'archvio penale, tutti i sinonimi della parola arma:
$PENALE;
$TEST:ARMA;

Il canale LINK, invece, ricerca tutti i termini complementari tra loro che erano stati ritrovati dagli utenti attraverso l'utilizzo dell'operatore AND.
Se dovessimo quindi cercare, all'interno dell'archivio penale, tutti i termini complementari alla parola arma:
$PENALE;
$LINK:ARMA;



10 La ricerca normativa.

Un altro canale fondamentale per quello che riguarda la ricerca delle massime è quello della ricerca normativa, attutata appunto attraverso il canale RN. Tale canale permette di ricercare il documento attraverso la norma a cui la massima della Cassazione fa riferimento.
Se, ad esempio, desiderassimo ricevere informazioni riguardo alle massime della Cassazione concernenti la legge 31 dicembre 1996 numero 676, dal titolo "Delega al Governo in materia di tutela delle persone e di altri soggetti rispetto al trattamento dei dati personali", la stringa da digitare sarà:
$RN:LS 1996 12 31 0676;
LS indica la sigla con cui vengono ricercate le leggi dello Stato. Bisogna innanzitutto cercare di capire se ci riferiamo alle implicazioni penali o civili della legge in questione ed aprire in precedenza l'archivio penale, in caso ci servano le sentenze della Cassazione in ambito penale oppure aprire l'archivio civile in caso di rilevanza civile delle informazioni.
Data la facilità di incorrere in errori di digitazione, nell'ambito di tale ricerca si consiglia un buon uso del mascheramento di cui abbiamo esaustivamente parlato in precedenza.
Oltre allo standard per quello che concerne le leggi dello Stato esistono comunque, in questo ambito, numerosi altri criteri di interrogazione. Gli standard più comuni sono:
Standards normativi:
CC = Codice civile
CF = Legge fallimentare
CM = Codice penale militare
CN = Codice della navigazione
CP = Codice penale
CR = Costituzione
CS = vecchio Codice della strada
PC = procedura civile
PP = Codice di procedura penale del 1930
PV = Codice di procedura penale vigente
SN = nuovo Codice della strada
RT (disp. trans. e fin. della cost.)
RY (costituzione abrog.)
CW (cod. civ. abrog.3
AW (cod. civ. abrog. disp. att. e trans.)
CA (cod. civ. disp. att. e trans.)
CE (preleggi)
PY (cod. proc. civ. abrog.)
CT (cod. proc. civ. disp. att. e trans.)
PT (cod. pen. disp. att. e trans.)
PA (cod. proc. pen. disp. att. e trans.)
PE (cod. proc. pen. reg. esecuz.)
VT (nuovo c.p.p. disp. att. e trans.)
VR (nuovo c.p.p. reg. esecuz.)
CM (cod. pen. milit. pace)
MG (cod. pen. milit. guerra)
MA (cod. pen. milit. disp. att. e trans.)
NI (reg. navig. interna)
NA (reg. navig. marittima)
SY (cod. strada abrog.)
SE (cod. strada reg. Esecuz.)
E' opportuno sottolineare che il numero dell'articolo in riferimento a qualunque codice deve essere su quattro cifre e che è necessario lasciare uno spazio tra la sigla dello standard normativo e il numero dell'articolo, in questo modo:
$RN:PC 0004;

11 L'analisi spettrale.

L'analisi spettrale consente l'osservazione dei documenti selezionati senza alterazioni di sorta. E' quindi possibile, attraverso questo strumento, rendersi conto della bontà della nostra ricerca per operare gli accorgimenti necessari alla riuscita della stessa.
L'analisi spettrale ci offre una panoramica dei documenti selezionati tenendo come punto di riferimento il canale prescelto. Sono dunque possibili tante analisi spettrali quanti sono i canali riconosciuti dal sistema. E quindi possibile, ad esempio, un'analisi spettrale lessicale per conoscere in quanti e in quali documenti sono presenti una o più parole. Per esempio, utilizzando la parola arma nell'archivio penale:
$PENALE;
$SPECTR:PT=ARMA;
Molto usata è l'analisi spettrale temporale, con una ricerca, ad esempio su base annua:
$SPECTR:AN;
Oppure per lassi di tempo definiti. A partire dal 1990:
$SPECTR:AN>1990;
O a ritroso, per le annate fino al 1990:
$SPECTR:AN<1990;
Esistono anche esempi di analisi spettrali mirate, in relazione a particolari leggi, per esempio, facendo uso del canale RN, come segue:
$SPECTR:RN=LS;
Si può ad esempio combinare tale tipo di ricerca con gli articoli del codice penale, ad esempio:
$SPECTR:RN=CP;
Oppure in relazione a determinati articoli del codice penale, per esempio, dal 470 al 479:
$SPECTR:RN=CP 047X;
Insomma come abbiamo notato le stringhe di ricerca si possono combinare tra loro, con l'uso di diversi canali. Questo permette di avere uno strumento di riferimento estremamente duttile in relazione alle differenti esigenze della ricerca.

12 Easy Find.

Il sistema Easy Find realizzato per aiutare gli utenti non troppo esperti altro non è che un'interfaccia grafica al sistema Italgiure che funziona in ambiente Windows.
Il sistema Easy Find non risulta essere innovativo né tantomeno esaltante. I problemi che circondano questa interfaccia sono notevoli. E' un sistema sostanzialmente lento e pigro; esso non è veloce come il sistema a caratteri e certamente neppure così versatile.
A dispetto del nome non è assolutamente semplice da usare e non si tratta neppure di un sistema intuitivo. Il programma ha una sovrabbondanza di finestre di dialogo che contengono dati già forniti che rallentano fortemente la consultazione.
Sarebbe stata preferibile la creazione di un'unica finestra contenente tutti i dati ma questo non è stato fatto.
Trattandosi di un sistema basato su di un compromesso non possiede la versatilità a finestre dell'ambiente Windows. Esso, infatti, pur permettendo l'uso del mouse rimane ancorato alla ricerca di tipo testuale su cui si basano le interfaccia a caratteri. Il punto è che, suo malgrado, tale sistema non possiede l'immediatezza di tale tipo di interfacce.
Esistono comunque fattori positivi che mi sembra giusto evidenziare. Easy Find infatti mitiga la difficoltà di interrogazione dei sistemi testuali riuscendo a far avvicinare al CED anche persone nate e cresciute in ambienti a finestre e permette la navigazione all'interno del CED attraverso collegamenti di tipo ipertestuale.
Il modo più efficace, visti pregi e difetti, di usare Easy Find sarà quindi quello di servirsene in modalità "emulazione terminale" in modo da poter impostare la ricerca sulla base delle stringhe con gli operatori logici dell'algebra booleana.
Una volta ottenuta la risposta sarà facile passare alla modalità Easy Find in modo da giovarsi del vantaggio della navigazione ipertestuale.

PARTE SECONDA: IL WEB ITALIANO

1 Breve introduzione.

Il web giuridico italiano, sfortunatamente, ad oggi non è organizzato come quello americano. Le motivazioni sono varie e, credo, non vi saranno sfuggite durante la trattazione.
Le case editrici giuridiche italiane non hanno visto nel web le potenzialità economiche che hanno ritrovato in altri strumenti, quali, ad esempio, i cd rom.
Esse si sono concentrate nell'offerta di servizi su supporti a disco, tracurando colpevolmente le incredibili prospettive della navigazione ipertestuale.
Ad oggi esistono due soli siti ufficiali che offrono la possibilità di ricercare sentenze in maniera pronta ed efficace. Essi sono quello della Corte Costituzionale e quello della Corte di Giustizia della Comunità Europea.
Il primo non contiene, in realtà, numerose sentenze della Consulta, ma può essere usato assieme ad uno strumento molto efficace per la ricerca delle sentenze della Corte Costituzionale, ovvero il sito Consulta on line.
La Corte di Cassazione offre, dal sito giustizia.it, la consultazione di parte delle sentenze, ma, come già detto, per una consultazione di tipo esustivo vi rimando al capitolo precedente.
Alcuni siti di alcuni tribunali, inoltre, pubblicano le proprie sentenze, ma il compito del ricercatore che decida di inoltrarsi nel web è realmente arduo.
Tutto il resto è merito di privati cittadini, magistrati, avvocati, notai e cultori del diritto, patiti di informatica che mettono a disposizione strumenti, tempo e denaro in nome della passione.
Il resto della ricerca, in Italia come negli Stati Uniti, è ancorato alla padronanza con la quale si è in grado di usare i vari motori di ricerca e di combinare gli strumenti esistenti.

2 Consulta on line.

Il sito Consulta on line italiana offre la possibilità di effettuare due tipi di ricerca:
- un tipo di ricerca cronologica, riferita a coloro che già conoscono gli estremi della decisione e che si basa su numero ed anno della stessa;
- un tipo di ricerca testuale che si basa sull'ormai noto concetto delle parole chiave, diretta a tutti coloro che ricercano delle decisioni riguardo un determinato argomento.
La ricerca si basa sulle decisioni emesse dalla Consulta a partire dal 1991 ma è lecito aspettarsi che l'archivio della banca dati verrà ampliato fino a comprederne tutte le decisioni.
Il sito risulta essere ben curato e di facile consultazione; il motore di ricerca è estremamente semplice da usare ed il metodo particolarmente intuitivo.

3 La Corte di Giustizia dell Comunità Europee.

Il sito della Corte di giustizia delle Comunità Europee risulta ben impostato, di semplice consultazione e la navigazione, almeno in certe ore del giorno è scorrevole.

Esso contiene un Repertorio di giurisprudenza comunitaria con massime delle sentenze e delle ordinanze della Corte di giustizia e del Tribunale di primo grado delle Comunità europee disposte secondo un piano sistematico; un indice alfabetico per materia contenente problematiche giuridiche trattate nelle pronunce della Corte di giustizia e del Tribunale di primo grado delle Comunità europee, nonché nelle conclusioni degli avvocati generali, classificate per ordine alfabetico; alcune note di dottrina alle sentenze ovvero estremi delle note di dottrina relative alle sentenze della Corte di giustizia e del Tribunale di primo grado delle Comunità europee.

4 I siti giuridici italiani.

Il primo privato a mettere a disposizione un servizio di consultazione delle sentenze e a rendersi conto delle potenzialità del web per la ricerca giuridica fu l'avvocato Tiziano Solignani. Egli creò Jura, il primo sito giuridico italiano, oggi non più attivo.
Alla sua iniziativa ne seguirono molte altre.
Pur non esistendo, in Italia, un vero e proprio motore di ricerca giuridico né una iniziativa di spessore volta a catalogare tutto il sapere giurisprudenziale vi mostrerò i siti principali da cui potrete partire per una ricerca giuridica via web. Nel fare ciò ricordatevi la bassa consistenza del web italiano e la necessità di integrare tale ricerca coi metodi tradizionali.
Voglio comunque rendere omaggio a coloro i quali si sono prodigati per offrire il loro sapere alla comunità, senza ritorno finanziario e per la sola passione informatica e scientifica.
Un sito molto ben curato, gestito dal magistrato Francesco Brugaletta è Diritto & Diritti in cui potrete ritrovare una notevole rassegna giurisprudenziale, penale e civile.
Anche il sito Altalex offre una discreta raccolta giurisprudenziale con la possibilità di utilizzare, inoltre, un piccolo motore di ricerca.
Una discreta fonte giurisprudenziale è rappresentata dalla rivista giuridica dirittoitalia.it che offre giurisprudenza costituzionale, della cassazione civile e penale, del Consiglio di Stato e della Corte dei Conti. Sfortunatamente non è organizzata in un vero e proprio motore di ricerca.
Il Circolo dei Giuristi Telematici, fondato dall'avvocato Giorgio Rognetta e da Francesco Brugaletta, del quale mi onoro di far parte, pubblica una buona rassegna giurisprudenziale nella sua parte Sententiae.
Tale rassegna è dotata di motore di ricerca.
Italex fondato dal Dott. Gabriele Focosi ospita parecchia giurisprudenza e un motore di ricerca di indubbia qualità.
Il sito del Dott. Valentino Spataro, IusRing, si propone, inoltre, come link diretto alla maggior parte dei siti giuridici ed è integrato con IusSeek. Quest'ultimo rappresenta il primo e lodevole tentativo italiano di creare un motore di ricerca omnicomprensivo del sapere giuridico italiano in Rete.
Questo potrebbe essere un buon punto di inizio. Sono sicuro di non aver citato tutti i siti ma in ogni caso vi sarà facile passare da uno all'altro o magari scoprirne di nuovi e di più utili alla ricerca che state effettuando.
Vi ricordo anche che spesso, in tema di informatica e telecomunicazioni, si gode di una certà esaustività nella raccolta di sentenze in Rete. Se cercate sentenze su questi argomenti, insomma, il web giuridico italiano non vi deluderà.
Esistono inoltre parecchi studi legali che offrono giurisprudenza e taluni tribunali sono presenti in Rete.
Iniziate a cercare dunque, il web italiano non sarà al livello di quello d'oltreoceano ma può comunque risultare molto utile.





CAPITOLO SESTO

CONSIDERAZIONI CONCLUSIVE: DUE SISTEMI A CONFRONTO



1 I reports. Considerazioni di tipo comparativistico.

Per comprendere la differenza strutturale creatasi nell'uso delle banche dati, dovuta in parte al differente impatto temporale della rivoluzione informatica prima e telematica poi, è necessario comprendere appieno le differenze strutturali dei reports stessi; differenze strutturali che inevitabilmente si ripercuotono nel diverso utilizzo delle banche dati elettroniche in Italia e negli Stati Uniti, e più in generale, nei sistemi di common law ed in quelli di civil law.
Nei paesi di common law, come abbiamo ampiamente esaminato a suo tempo, i reports menzionano in maniera piuttosto accurata i fatti della causa. Spesso invece nelle raccolte di giurisprudenza italiana non si trova il fatto, sostituito da un omissis. Di solito, nelle raccolte di giurisprudenza italiane si riferisce esclusivamente la motivazione di diritto della sentenza.
Bisogna sottolineare, comunque, che spesso il fatto può essere estratto dalla motivazione, che ancora più spesso la motivazione coincide con il fatto e altre volte qualche annotatore offre, in calce alla motivazione, qualche ragguaglio sugli accadimenti.
Molto spesso, però, se il ricercatore intende sapere qualche cosa di più particolare sugli avvenimenti, sarà costretto a procurarsi una copia integrale della sentenza presso la cancelleria o presso gli archivi. Sempre che l'organo giudiziario si trovi in un posto facilmente accessibile!
In questo modo si tende alla trasformazione della sentenza in un astratto mezzo dottrinale di informazione giuridica. La decisione reperibile presso le raccolte di giurisprudenza dovrebbe invece mantenere il valore di decisione giudiziale in risoluzione di un caso concreto.
Questa pericolosa tendenza ad isolare il fatto dalla sentenza ha portato alla deprecabile usanza della creazione delle cosiddette massime giurisprudenziali, le quali non riportano neppure la motivazione di diritto della sentenza, ma una massima, appunto, della stessa.
Ecco perché la strada, anche nel campo dell'informatica giuridica, si prospetta ancora lunga.
Il Centro Elaborazione dati della Cassazione, è indubbiamente un mezzo utile, ma ancora incompleto e soprattutto ancorato alle massime.
Con l'apporto dei nuovi mezzi sarebbe possibile poter offrire al ricercatore l'intera sentenza, corredata del fatto e delle motivazioni di diritto.
In realtà, all'interno del web italiano, possiamo ritrovare la maggior parte delle sentenze corredate del fatto e della completa motivazione di diritto. Ma tali raccolte sono il frutto dell'impegno dei privati che mettono a disposizione di tutti noi la loro disponibilità accademica.
I repertori italiani sono purtroppo ancora fermi alla logica delle massime e faticano a discostarsene.
Per questi cennati motivi le nostre raccolte di giurisprudenza, sia quelle telematiche che quelle cartacee, sono strumenti meno efficaci dei reports di common law allo studio del diritto interno ma anche ad un approccio di tipo comparato.
Il ricercatore italiano sarà quindi costretto a d un lavoro in due fasi:
- prima di tutto dovrà ricercare all'interno dei massimari se vi sono sentenze che possano avere attinenza con il problema della ricerca. Poco importa se utilizzerà strumenti cartacei o telematici, i problemi saranno in ogni caso identici e relativi alla mancanza di conoscenza dei fatti della causa;
- il ricercatore sarà quindi obbligato a selezionare a fiuto (tentatively) i casi più interessanti o apparentemente più idonei dei quali dovrà procurarsi la sentenza integrale.
Il ricercatore italiano si trova quindi in una posizione di enorme svantaggio nei confronti del ricercatore statunitense. Se teniamo conto che con l'avvento dei mezzi informatici e telematici le cose sono peggiorate possiamo avere una visione di insieme.
I mezzi telematici americani consentono, come abbiamo visto una consultazione ipertestuale omnicomprensiva, facile ed immediata. Offrono le sentenze in maniera estremamente completa e permettono una ricerca di tipo globale.
Il ricercatore italiano che si trovi a dover affrontare una ricerca su larga scala rimarrà ancorato all'obbligo delle due fasi con la conseguenza di una incredibile perdita di tempo e di mezzi economici. Tali problemi costituiscono un serio impedimento allo sviluppo degli studi di tipo giurisprudenziale, sia ai fini interni che ai fini comparatistici.

2 Importanza delle raccolte.

Uno degli aspetti fondamentali per lo studio del diritto interno in prima battuta, e di conseguenza anche per lo studio del diritto comparato è un sistema efficacemente organizzato di raccolte di informazioni sulla vita processuale.
Tali raccolte dovrebbero essere funzionali, nel senso di permettere un'adeguata informazione sui casi che si ritengono importanti e, si spera, in futuro su tutti i casi.
Abbiamo osservato nell'arco del nostro studio quanto i paesi anglosassoni siano avanti rispetto a noi nella compilazione di tali raccolte. Erano avanti un tempo, con l'ordinata raccolta dei reports cartacei e sono avanti tuttora nella informatizzazione di tali documenti.
Tali raccolte dovrebbero perseguire lo scopo di aiutare il giurista nel costruire concetti e sistemi non sulla base dell'astrazione troppo spesso fuorviante delle massima, ma coadiuvandolo nella conoscenza del diritto vivente. Lo studio di tali raccolte e di conseguenza lo studio della giurisprudenza è alla base del progresso nell'amministrazione della giustizia.
In ogni caso si tratta di un problema, almeno in Italia, di ardua e costosa risoluzione. E' infatti necessario, a tal fine, personale competente; gli strumenti informatici possono e devono aiutare nella compilazione delle raccolte le quali si spera divengano accessibili anche al grande pubblico.
Le grandi case editrici legali americane hanno pensato da tempo alle risorse del web ed oggi praticamente tutto lo scibile giurisprudenziale d'oltreoceano è consultabile, come abbiamo ampiamente documentato, via World Wide Web. Le case editrici italiane, fino ad oggi, hanno pensato solo ai supporti su disco, mettendo a disposizione le sole massime più importanti. Ci auguriamo che l'apporto alla consultazione on line inizi ad arrivare, anche in Italia, da organismi privati, quali sono le case editrici.
Il solo Centro Elaborazione Dati della Cassazione non è più sufficiente e, comunque, dovrebbe essere rinnovato in modo da permettere la consultazione delle intere sentenze.
Si spera, visto che fummo tra i primi stati di Civil Law a mettere a disposizione degli operatori del diritto una tale banca dati giuridica, che saremo tra i primi a migliorare tali servizi.
La possibilità di consultazione, in ogni caso, dovrebbe, nel breve periodo, volgere al superamento delle sole sentenze della Cassazione. I Tribunali pigramente si stanno adeguando alla rivoluzione ma il percorso è ancora molto lungo.
I soli ostacoli, in ogni caso, non sono solo quelli economici, ostando principalmente a tali realizzazioni una sorta di predisposizione innata all'astrazione del popolo italiano e la scarsa considerazione scientifica che la figura del ricercatore giurisprudenziale riceve nell'ambito accademico.

3 Alcune regole tecniche.

Esistono alcune regole che vale la pena esaminare per l'analisi delle decisioni giudiziali, o meglio del singolo caso giudiziario. Tale disamina deve essere effettuata per un duplice scopo:
- prima di tutto per stabilire la ratio decidendi (o la regola) si cui si basa la stessa decisione. A quel fine particolare si potrebbe, in senso lato, parlare di "interpretazione" della sentenza;
- in secondo luogo per osservare i rapporti della decisione con altri casi analoghi o simili in modo da sottolineare eventuali armonie o disarmonie del sistema, che siano esse apparenti o reali ed inrelazione a differenti periodi di tempo. Ciò che gli anglosassoni chiamano restatement e al quale noi affibbiamo l'etichetta di "interpretazione" della giurisprudenza.
Tali regole non si differenziano tra paesi di common law e di civil law, a prescindere dal fatto che negli Stati Uniti il principio dello Stare decicis risulta più attenuato e dunque, come abbiamo visto, più simile al nostro.
Si tratta in ogni caso della ricerca della regola base o ratio decidendi al di là del fatto di stabilire successivamente quel sia, all'interno dei diversi ordinamenti, il valore attribuito a tale regola.
Piuttosto tali regole cambiano in funzione del judicial process, ovvero alla particolare struttura della sentenza determinata dalla nostra legge processuale, dalle prassi e dalle costruzioni mentali dei giuristi dei vari paesi. Sotto questo aspetto entra di prepotenza il fattore informatico ed appare invero determinante nel cambiare i costumi giuridici dei vari Paesi.
La ratio decidendi rimane comunque strettamente connessa alla fattispecie o, meglio, ai fatti della causa al punto che la ricerca della regola base consiste soprattutto nella ricerca di tali fatti rilevanti. Da qui l'importanza di poter offrire sentenze complete agli operatori e non massime di diritto.
L'estrapolazione della ratio decidendi non può avvenire senza mettere da parte gli obiter dicta, ovvero tutte le proposizioni che non risultano essere necessarie alla risoluzione del caso. Ed anche in questo caso la distinzione tra obiter dicta e ratio decidendi è da ricercarsi nei fatti rilevanti.
Assolutamente opportuna, al fine di capire l'esatto contenuto delle varie ragioni della decisione, è la capacità di "distinguere" ovvero di annotare le differenze derivanti dall'apparente contrasto tra due decisioni. La tecnica del distinguere serve quindi anche a cogliere le varie armonie e disarmonie insite nella giurispridenza di ciascun paese. Anche in questo caso risulterà di fondamentale importanza l'analisi dei fatti rilevanti.
Questa operazione di comparazione tra i vari casi è di fondamentale importanza nell'analisi della giurisprudenza in quanto le sentenze non si presentano come isolate ma devono essere inquadrate nell'insieme con altre sentenze. A questo proposito apparirà evidente come i sistemi di consultazione telematica, quali quelli ad ipertesto del web aiutino in questo tipo di analisi; e quanto sia ristretta, di contro, la portata dell'utilizzo, a questo fine, del nostro CED, ad esempio, che offre solo le massime delle sentenze. Senza contare l'impossibilità di accostare in una ricerca telematica la sentenza di un Tribunale (per le quali non esiste una banca dati a rilevanza nazionale) con quelle della Cassazione stessa.
Tutto questo sottolinea il fatto che per la compilazione e l'ordinazione delle banche dati giuridiche occorrono giuristi provetti che abbiano anche dimestichezza con l'uso degli strumenti di elaborazione dei dati.
A questo proposito mi permetto di segnalare una lacuna grave del nostro sistema universitario, spesso poco attento a questo tipo di problematiche.
Spesso gli studenti incontrano le sentenze solo nella redazione della tesi di laurea e ancora più spesso limitano tale esperienza alla lettura delle massime, con tutti i limiti di cui sopra.
Mi auguro di poter respirare presto aria di cambiamento.

 

 

 

 

 

 

 

Erasmi.it, Portale Italiano di Utilità Giuridiche
Responsabile Avv. Francesco Erasmi
Webmaster Roberto Santoro
 
I - 04019 Terracina (LT) - Via del Porto 24, Sc. E Telefono 0773.702883 - Mobile 338.4051835
Telefax 0773.702706 - e-mail info@erasmi.it
 
Google Web www.erasmi.it