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- Le monografie della Mailing List
- Pubblicata 20 aprile 2001
Monografia reperita in: www.notiziariogiuridico.it
VALORE DEL PRECEDENTE GIUDIZIARIO E
RIVOLUZIONE INFORMATICA
di Marco Pistis
Studio legale Sutti
INDICE
CAPITOLO PRIMO
I SISTEMI INFORMATIVI
1 L'informatica giuridica. L'ambito informativo.
2 I sistemi informativi.
3 I batch.
4 I dialogic systems.
5 Gli ipertesti.
6 I sistemi integrali e integrati.
7 L'indicizzazione totale.
8 Gli operatori logici.
9 Flessibilità morfologica della ricerca informativa.
10 La flessibilità di tipo semantico.
11 I campi informativi.
12 L'interattività.
13 Tecniche di espansione e restrizione.
14 Gli indici di efficienza.
CAPITOLO SECONDO
STARE DECISIS E MODELLO ANGLOSASSONE
1 Il precedente giudiziario nel modello anglosassone.
2 La teoria moderna negli Stati Uniti.
3 Le sentenze.
4 Breve panorama istituzionale.
5 Le Corti.
CAPITOLO TERZO
I SISTEMI INFORMATICI DI REPERIMENTO DELLE SENTENZE NEGLI STATI UNITI.
1 La pubblicazione delle sentenze.
2 Le banche dati online.
3 Westlaw.
4 Lexis-Nexis.
5 La ricerca.
6 Il terzo passo.
7 La scelta.
8 I motori di ricerca.
9 Ancora sul Web.
10 Un esempio per tutti: Versuslaw.
11 VersusLaw: un esempio di ricerca in banca dati.
12 WestDoc.
13 FindLaw.
14 Cornell University.
15 Un caso pratico.
16 Considerazioni finali.
CAPITOLO QUARTO
IL PRECEDENTE GIUDIZIARIO IN ITALIA
1 Il precedente giudiziario in Italia.
2 L'articolo 65 dell'ordinamento giudiziario.
3 Overruling: l'efficacia nel tempo e ius superveniens.
4 Considerazioni.
CAPITOLO QUINTO
I SISTEMI INFORMATICI DI REPERIMENTO DELLE SENTENZE IN ITALIA
PARTE PRIMA:IL CED
1 Introduzione.
2 I canali di ricerca e la sintassi di base.
3 Le regole sintattiche.
4 La tecnica del mascheramento e del troncamento.
5 Comandi di visualizzazione dei documenti.
6 La ricerca per dati lessicali.
7 Gli archivi della giurisprudenza.
8 I canali $PT e $PK.
9 Altri operatori logici.
10 La ricerca normativa.
11 L'analisi spettrale.
12 Easy Find.
PARTE SECONDA: IL WEB ITALIANO
1 Breve introduzione.
2 Consulta on line.
3 La Corte di Giustizia delle Comunità Europea.
4 I siti giuridici italiani.
CAPITOLO SESTO
CONSIDERAZIONI CONCLUSIVE: DUE SISTEMI A CONFRONTO
1 I reports. Considerazioni di tipo comparativistico.
2 Importanza delle raccolte.
3 Alcune regole tecniche.
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CAPITOLO PRIMO
I SISTEMI INFORMATIVI
1 L'informatica giuridica. L'ambito informativo.
Con informatica giuridica si intende abitualmente l'uso dei calcolatori elettronici ad
integrazione dello studio del diritto. Questa disciplina nasce verso la metà degli anni
'40 negli Stati Uniti ad opera di Lee Loevinger, noto giurista con attitudini manageriali.
Il primo articolo di informatica giuridica viene pubblicato dallo stesso Loevinger in una
rivista giuridica del Minnesota e si intitola: Jurismetrics: The Next Step Forward.
Un articolo dello stesso Loevinger sul futuro che ci attende viene pubblicato nel 1996 dal
The John Marshall Journal of Computer & Information Law dal titolo The Invention and
Future of the Computer.
Se però per informatica giuridica intendiamo i rapporti esistenti tra diritto e scienze
formali allora la sua nascita può essere ricondotta ben più indietro nel tempo. La
storia del diritto, infatti, fin dai suoi albori, vanta una contrapposizione tra teorie
formaliste e teorie realiste.
La parte che più ci interessa dell'informatica giuridica, comunque, ai fini della nostra
trattazione, è quella che riguarda l'archiviazione e il reperimento delle informazioni
giuridiche attraverso quelle enormi biblioteche informatiche che prendono il nome di
banche dati. Inizialmente ci si concentrò principalmente sulle informazioni di tipo
legislativo, ma in un secondo tempo, grazie all'apporto fondamentale dei sistemi di common
law, prese una piega fondamentale anche la catalogazione delle sentenze. Tale approccio,
che risulta essere uno dei più importanti settori di questa scienza prende il nome di
legal information retrieval.
Tale ambito studia la registrazione su supporti magnetici delle informazioni giuridiche e
consente una rapida ricerca dei dati unita alla possibilità di un incredibile capacità
di contenimento degli stessi.
Le prime banche dati giuridiche nascono negli Stati Uniti.
Intorno alla metà degli anni sessanta, comunque, anche in Europa inizia ad avvertirsi
l'idea dell'utilizzo di calcolatori nell'ambito del diritto.
La differenza fondamentale tra i sistemi di civil law e quelli di common law porta anche a
differenze strutturali nel campo dell'informatica giuridica.
Dal punto di vista tecnologico (che meno ci interessa ai fini della nostra trattazione) il
percorso dell'informatica giuridica può essere suddiviso in tre periodi: il primo
possiamo definirlo quello dei mainframe, gigantesche fonti di informazione magnetica a cui
sono uniti, spesso via cavo, terminali stupidi; il secondo periodo, chiamato delle
intranet, perché le informazioni viaggiavano verso un numero limitato di persone; il
terzo periodo possiamo considerarlo quello telematico vero e proprio in cui le
informazioni viaggiano su larga scala, praticamente accessibili a tutti.
Se comunque dovessimo offrire una definizione di sistemi informativi potremmo asserire che
sono quelli che partendo da una conoscenza di base indotta forniscono informazioni al
riguardo di tale conoscenza. Essi sono anche chiamati sistemi isomorfi poiché non esiste
differenza alcuna tra dati in entrata e dati in uscita.
Tali sistemi sono rappresentati appunto dallo sviluppo delle banche dati ed in tal senso
si parla di ambito giurimetrico-informativo.
2 I sistemi informativi.
Come detto in precedenza la caratteristica peculiare di quasi tutti i sistemi informativi
è quella dell'isomorfismo dei dati in entrata con quelli in uscita. Esiste quindi, ed è
inevitabile che sia in questo modo, una corrispondenza morfologica tra input e output.
I sistemi informativi hanno anche altre caratteristiche comuni che sono quelle della
totale indicizzazione dei dati, quello della logica interposizione degli stessi, della
possibile flessibilità strutturale degli input combinata con la flessibilità dei dati in
ricerca.
I sistemi informativi sono passati, a partire dagli anni cinquanta fino ai giorni nostri,
attraverso quattro stadi di evoluzione:
- il primo stadio è rappresentato dai batch ed ha inizio verso la fine degli anni
cinquanta per terminare con l'inizio degli anni settanta;
- il secondo stadio è quello dei dialogic systems che va dagli inizi degli anni settanta
fino alla fine degli anni ottanta;
- la generazione dell'hypertext comincia quindi verso la fine degli anni ottanta fino ai
giorni nostri;
- esiste ora una generazione di sistemi informativi integrali e integrati.
Il primo stadio è rappresentato da banche dati enormi gestite da potenti (per i tempi)
mainframe quasi sempre collegati a terminali stupidi.
Il secondo stadio può essere rappresentato da varie possibilità di sistemi informativi:
esistevano ai tempi sistemi di ricerca basati quasi sempre su di un linguaggio di
interrogazione non accessibile ai più (linguaggi non amichevoli). Essi si basavano
principalmente su una ricerca morfologica in cui non vi poteva essere spazio per la
rilevanza dell'informazione. Successivamente furono creati sistemi che riuscivano ad
orientarsi verso una possibilità di ricerca basata sulla rilevanza dell'informazione
ricercata. Verso la fine degli anni ottanta furono creati i primi sistemi ad
interrogazione amichevole (ovvero basati su di un linguaggio più semplice ed accessibile
ai più) quale era ad esempio il sistema EasyFind.
I batch ed i sistemi basati su metodi di interrogazione non amichevole sono tipici del
periodo precedente la rivoluzione informatica di massa. I sistemi basati su metodi di
interrogazione amichevole o sugli hypertext sono invece tipici del periodo
dell'informatica diffusa e dei Sistemi Operativi basati su interfacce grafiche (le prime
versioni di Windows ad esempio).
I sistemi integrati sono tipici dei Sistemi Operativi a base grafica (da Windows 95 in poi
per intenderci, comprendendo quindi le versioni recenti di Linux e di OS/2).
3 I batch.
I batch, ovvero i sistemi informativi basati su di un mainframe collegato principalmente a
terminali stupidi, furono i primi ad essere realizzati. Essi, pur circondati da numerosi
limiti, possedevano già le caratteristiche tipiche dei sistemi informativi automatizzati
ovvero: la totale possibilità di indicizzazione delle informazioni, la perfetta
combinabilità logica, attuata con operatori di tipo and, or, not ed una completa
flessibilità sia a livello di struttura del documento che a livello di ricerca.
Il grande problema di questo tipo di sistemi risiedeva però nella non dialogabilità tra
utente e sistema. Tali elaboratori si basavano infatti su sistemi operativi totalmente
privi di interfacce grafiche e in cui le informazioni viaggiavano sul modello
calcolatore-terminale.
Essi gestivano infatti le loro informazioni su di un complesso (almeno per il tempo)
calcolatore detto mainframe a cui erano collegati dei terminali comunemente detti
"stupidi". I mainframe risiedevano in grandi centri di raccolta delle
informazioni in cui erano gestiti sia i programmi che i dati.
A quel tempo il passaggio delle informazioni tra utente remoto e mainframe avveniva o
tramite la normale linea telefonica o attraverso linee dedicate.
La macchina utilizzata dagli utenti remoti era niente di più di un monitor che permetteva
di inviare le domande e di visualizzare le risposte del mainframe. La tecnica di ricerca
utilizzata che, ripeto, aveva numerosi limiti, avveniva per blocchi separati e all'utente
non era consentita alcun tipo di interattività.
In effetti l'ambito dell'informatica giuridica che per primo si sviluppò fu proprio
quello documentario. Le prime banche dati giuridiche documentarie contenevano però
principalmente status per quello che riguardava il modello di common law e leggi per ciò
che concerneva il mondo del civil law. Le informazioni di tipo giurisprudenziale, che più
ci interessano a livello della nostra trattazione, arrivarono con un poco di ritardo. I
vantaggi che si potevano enumerare erano veramente molti rispetto ai metodi tradizionali
di archiviazione dei documenti e principalmente:
- maggior disponibilità di spazio;
- incredibili capacità di contenimento dei dati;
- possibilità di accedere alle informazioni anche da località distanti dalla presenza
fisica della biblioteca;
- maggiore velocità di estrazione delle informazioni;
- semplificazione della ricerca attraverso l'utilizzo degli operatori.
La grande rivoluzione ebbe inizio negli Stati Uniti durante gli anni sessanta e le prime
banche dati furono appunto realizzate con il sistema dei batch, ovvero dei blocchi. Il
metodo a blocchi, come già detto, non permetteva una interazione tra utente e mainframe.
Le informazioni erano immesse nel sistema in blocchi separati e non vi erano quindi
possibilità di affinamento della ricerca.
Ogni domanda nuova doveva quindi essere formulata in una nuova query (essa era
rappresentata di solito dall'insieme di parole che si intendevano ricercare) e bisognava
attendere ogni nuova risposta. L'affinamento della ricerca richiedeva quindi molto più
tempo di quanto non ne serva oggi con i sistemi più moderni.
Il LITE fu il primo sistema di reperimento batch delle informazioni di rilevanza era
dell'Air Force Accounting and Finance Center degli Stati Uniti. La sua nascita risale ai
primi anni 60 fino a che nel 1973 cambiò volto e prese il nome di FLITE.
Bisogna attendere i soliti sei anni di ritardo per vedere apparire qualcosa di simile a
tali sistemi informativi in Europa. Vengono quindi creati in Europa il CREDOC, il CEDIJ ed
il CELEX.
In quello stesso periodo la IBM comincia la sperimentazione del Document Processing
System, comunemente chiamato DPS. In Italia l'Istituto per la documentazione giuridica di
Firenze fu il primo ad utilizzare questo programma.
Le informazioni erano immesse nel sistema seguendo dei campi logici ai quali era possibile
accedere attraverso operatori di ricerca di tipo semplice quali and, or, e not. Ovviamente
trattavasi di un sistema batch non conversazionale per cui non era assolutamente possibile
correggere il tiro della ricerca.
4 I dialogic systems.
Quando iniziarono a comparire sulla scena prima statunitense e poi europea i primi esempi
di sistemi interattivi in cui era possibile un dialogo tra utente e macchina il panorama
ne risultò stravolto.
La possibilità di "conversazionalità" tra utente e macchina consentiva le
ricerche per gradi successivi. L'utente era finalmente in grado di lavorare per risultati
intermedi; tali risultati potevano poi essere riaffinati per nuove ricerche più
dettagliate. Il problema risiedeva ancora nel linguaggio non amichevole che tali sistemi
utilizzavano e che ne rendevano l'accesso veramente arduo ai neofiti.
In Italia il primo esempio di sistema di questo tipo fu introdotto dal Centro Elaborazione
Dati della Corte di Cassazione e prese il nome di Italgiure Find.
Tale sistema caratterizzato da un linguaggio di interrogazione assolutamente non
amichevole ebbe lunga vita in Italia. Anzi si tratta del metodo italiano di ricerca di
sentenze più usato e la banca dati è finora la più maestosa realizzata in Italia. Se la
dovessimo comunque paragonare alle banche dati statunitensi, ad esempio, farebbe
sorridere.
I sistemi interattivi più evoluti inoltre prevedevano la possibilità di avvalersi
dell'uso dei vettori in modo da dare maggiore flessibilità alla ricerca stessa.
In questo modo la macchina riesce a fare una valutazione di tipo pertinenziale ed in tal
modo la rilevanza dell'informazione elaborata permette di ampliare i campi di ricerca.
In pratica tali programmi riuscivano algoritmicamente a calcolare la frequenza delle
parole cercate all'interno di un documento o di una serie di documenti e su questo fattore
basavano il loro giudizio di rilevanza.
Ovviamente la macchina basava la sua ricerca esclusivamente dal punto di vista morfologico
e non concettuale. Le parole erano considerate segni e l'elaboratore rilevava quanto volte
quel determinato segno era presente in quel documento o in quel fascio di documenti. Vi è
quindi la presunzione da parte dell'utente che il segno corrisponda al significato ovvero
che il confronto tra il piano morfologico-sintattico e quello semantico-concettuale
risulti appianato o scompaia.
Ma la vera svolta avviene negli anni ottanta, che sono gli anni della rivoluzione
informatica comunemente detta "di massa". I costi dei processori diminuiscono
vertiginosamente e contemporaneamente l'avvento dei dischi rigidi e dei dischi compatti
permettono l'accesso degli elaboratori al grande pubblico. Parallelamente si sviluppano le
prime interfacce grafiche, i professionisti iniziano a lavorare in ambiente Mac mentre gli
studenti si dileggiano con Windows.
E' ora possibile la gestione locale di un grande numero di informazioni e questo
rappresenta la fine del terminale stupido. Le informazioni provenienti da sedi remote ora
possono essere "lavorate" a livello locale. Si passa alla diffusione
dell'informazione basata sul modello integrato, si passa quindi dal modello del Mainframe
a quello individuale-telematico.
Tali modelli si fondano sui sistemi operativi detti a finestre, sulla possibilità di
interfaccia tra utente e macchina, sul linguaggio amichevole dei sistemi operativi stessi
che porterà anche alla modificazione dei programmi di ricerca.
Un esempio di evoluzione in questo senso è rappresentato dal sistema di ricerca Easyfind
del Centro Elaborazione Dati della Corte di Cassazione che, basandosi sulle stesse
stringhe del sistema Italgiure Find le commuta e le semplifica rendendole più
accessibili. Vedremo in seguito che tale risultato nella realtà non sarà raggiunto ma,
in ogni caso, Easy Find rappresenta un tentativo di rendere più amichevole il sistema di
consultazione del CED.
Ma in Italia la grande rivoluzione è rappresentata dall'avvento dei dischi compatti e
dalla possibilità di archiviare un enorme numero di informazioni nello spazio di un CD
ROM. Da noi la rivoluzione viaggia su di un piano diverso, le case editrici preferiscono
lanciarsi in questo senso invece di cercare di creare delle banche dati consultabili in
rete.
Simone, Giuffrè, Zanichelli, De Agostini, ecc. mettono a disposizione dell'utente le
informazioni contenute nei loro prodotti di carta esclusivamente in formato CD ROM. Mentre
gli Stati Uniti si dedicano alla creazione di banche dati on line noi rimaniamo indietro.
La consultazione dei CD ROM è estremamente semplificata. La ricerca è amichevole ed
avviene per parole, per date e tramite gli schemi di classificazione tradizionali.
E' a questo punto però opportuno sottolineare che, fino ad oggi, neppure negli Stati
Uniti sono stati portati avanti esperimenti di rilievo per offrire un contesto di tipo
concettuale alla ricerca.
Nella maggior parte dei casi, è bene sottolinearlo, si tratta sempre di una ricerca di
tipo morfologico, coi grandi limiti che tutto questo comporta.
Si assiste quindi ad una moltiplicazione del numero di informazioni disponibili ma anche
ad una regressione qualitativa. Si passa dalla sostanza alla forma e poi l'utente deve
discernere cosa sia pertinente dal punto divista concettuale e cosa no.
5 Gli ipertesti.
Uno dei primi a sostenere che la ricerca informativa documentale dovesse basarsi sulla
teoria dell'associazionismo concettuale fu lo studioso stetunitense Vannevar Bush.
Vannevar Bush nacque ad Everett l'11 Marzo del 1890 da Richard Perry ed Emma Linwood. Nel
1913 si laureò al Tufts College ed in seguito divenne istruttore di matematica(1914-1915)
e di ingegneria elettrica (1916-1917) nello stesso college.
In seguito divenne membro del MIT, dove si occupava soprattutto dei sistemi di lettura dei
microfilm. Nel 1930, insieme ad altri colleghi, Bush sviluppò il prototipo
dell'analizzatore differenziale, un calcolatore capace di svolgere equazioni differenziali
di sesto grado. Nel 1938 iniziò ad avere i primi contatti con il presidente Roosevelt, il
quale gli chiese di migliorare la salute nazionale creando nuove imprese che potessero
dare lavoro ai disoccupati e di elevare il livello di vita generale della Nazione. Bush
rispose al Presidente con la proposta di creare una Fondazione Nazionale per la Scienza e,
nel 1945 inventò il memex e scrisse il suo famosissimo saggio As we may think.
In quest'articolo Bush osservava che l'esplosione di informazioni disponibile in tutti i
campi rendeva necessaria la creazione di strumenti capaci di selezionare in maniera
efficiente l'informazione di volta in volta rilevante e di collegare fra loro porzioni
separate di informazione.
Bush è morto nel 1974. Ha visto nascere i primi calcolatori ma non ha fatto in tempo a
vedere come gli ipertesti, e soprattutto la grande ragnatela rappresentato dal World Wide
Web, rendano possibili, in maniera semplice e intuitiva, quelle operazioni di associazione
e di collegamento ipertestuale fra le informazioni che il Memex aveva prefigurato.
Egli si scaglia contro i tradizionali sistemi di indicizzazione. Quando dati di qualsiasi
genere vengono immagazzinati, sono schedati alfabeticamente o numericamente e le
informazioni sono reperibili, se lo sono, a patto di addentrarsi in classi e sottoclassi,
mediante un percorso complesso e dispendioso. Si devono conoscere le regole e non si può
avere sotto mano che un documento alla volta. L'incredibile quantità di documenti
disponibile in tutti i campi rendeva invece essenziale la disponibilità di strumenti
capaci di selezionare in maniera efficiente l'informazione di volta in volta rilevante, e
di collegare fra loro porzioni separate di informazione.
Secondo Bush ciò cui si doveva tendere era qualcosa che imitasse i meccanismi associativi
della mente umana. La sua proposta è quella di una macchina (il Memex appunto) capace di
automatizzare questo lavoro di gestione associativa (oggi si direbbe ipertestuale )
dell'informazione, come se fosse un'estensione del cervello umano.
Da qui l'origine dell'ipertesto. Il paradigma dell'ipertesto diventerà poi infatti una
chiave fondamentale dell'incredibile successo del linguaggio HTML (Hypertext Markup
Language) prima e del World Wide Web poi. La sua costruzione non lineare, anarchica, fuori
dai limiti e orientata verso l'oggetto avrà profonde implicazioni per lo sviluppo di
Internet e della società stessa.
Vannevar Bush e Ted Nelson devono essere visti rispettivamente come il nonno ed il padre
dell'ipertesto. Ma il concetto, che era stato usato anche nell'antica letteratura
religiosa, compare ad esempio nel Talmud. Con i suoi commenti ai commenti del testo
principale e le sue annotazioni, nonché con i suoi riferimenti ad altri passaggi dello
stesso Talmud esso può essere non a torto considerato un esempio di ipertesto.
Concettualmente l'ipertesto forma associazioni chiamate link tra parti di informazioni
dette nodi. Questa caratteristica forma a ragnatela gli darà quindi il nome di Web che
gli affidarono i ricercatori del CERN.
Fu infatti presso il CERN, più precisamente presso the European Particle Physics
Laboratory che nacque quello che verrà chiamato World Wide Web. Gli scienziati di questo
laboratorio proposero un progetto rivolto allo sviluppo di un sistema di ipertesti atto a
mettere in grado gli scienziati di tutto il mondo di scambiarsi informazioni.
Nel novembre del 1990 il programma di sviluppo era pronto e Tim Berners-Lee cominciò a
lavorare sul prototipo. Il World Wide Web era nato e le informazioni concernenti la sua
esistenza cominciavano a circolare su alcuni newsgroup su Internet. Da lì in poi lo
sviluppo, come tutti sanno, fu rapidissimo.
Il dominio giuridico è formato principalmente da leggi e sentenze e commenti alle stesse.
Per quello che ci interessa ai fini della nostra trattazione, le sentenze in ipertesto
possono richiamare altre sentenze citate e da queste ad altre sentenze o commenti e così
via. Il documento ipertestuale è divisibile in un numero infinito di testi collaterali o
subordinati a seconda delle scelte dell'utente.
Ma la rivoluzione non è completata: I sistemi telematici e virtuali integreranno queste
caratteristiche ed offriranno la possibilità di fare quella che verrà definita
navigazione associativa.
6 I sistemi integrali e integrati.
Ma forse è il caso di fare ancora un passo indietro.
Il passaggio dall'informatica riservata a poche persone ed al mondo delle Intranet a
quella di tipo diffuso e telematico è dovuto a due fattori. Il primo consiste nello
sviluppo tecnologico dell'hardware, sia per le macchine che per i sistemi di
comunicazione, ed il secondo allo sviluppo di linguaggi universalmente riconosciuti.
Infatti anche quando esistevano le possibilità tecnologiche per comunicare a distanza tra
vari utenti non esisteva un linguaggio che permettesse di comunicare realmente.
Negli anni ottanta, con l'avvento dei personal computer vengono realizzate le prime
intranet e le cose cominciano a cambiare.
L'integrazione si svilupperà in maniera capillare solo negli anni novanta.
Ad un primo stadio vi sarà esclusivamente una connessione di tipo "fisico" tra
reti nazionali ed internazionali e solo successivamente si passerà alla cosiddetta
trasmissione con commutazione per cui non sarà più necessario che gli utenti siano
fisicamente collegati tra loro. Le stesse connessioni infatti possono essere usate da
utenti diversi con finalità diverse ed alla ricerca di informazioni differenti.
Ad un livello successivo sarà addirittura possibile la comunicazione tra macchine
differenti, attraverso un linguaggio universalmente riconosciuto.
Il protocollo di trasmissione (IP) garantisce garantisce l'invio delle informazioni ed il
protocolo di comunicazione (TCP) riaggrega le informazioni trasmesse in maniera
disorganica.
Un quarto stadio consentirà l'utilizzo di programmi comuni su piattaforme multiutente,
che si possono utilizzare in rete. Oltre al già citato World Wide Web, destinato a
soppiantarle tutte, ne dobbiamo citare altre tre: la electronic mail (e-mail), il File
Transfer Protocol (FTP), Telnet ed il servizio di Newsgroup.
I due sistemi che hanno inciso maggiormente nello sviluppo dei sistemi informativi sono
stati Telnet e, ovviamente, il World Wide Web.
Essi hanno segnato il passaggio dal tipo di connessione tra calcolatore e terminale remoto
alla connessione di tipo rete-calcolatore.
Telnet permette di collegarsi ad ogni utente della rete. Questo programma permette di
avere virtualmente a disposizione qualunque informazione in possesso di una qualunque
delle macchine connesse in rete attraverso però esclusivamente il linguaggio specifico
del calcolatore al quale si è connessi. Esso rende la macchina pari ai terminali remoti
stupidi permettendo però nel contempo una disponibilità pressoché illimitata di
informazioni.
Ma la grande rivoluzione, come già accennato, è rappresentata dal World Wide Web che
consente la consultazione di un archivio ipertestuale di informazioni a capienza
illimitata. Esso rapresenta la quintessenza delle banche dati in cui i documenti sono
identificabili da una etichetta che li distingue gli uni dagli altri. Tali documenti sono
le Web page e le etichette sono gli indirizzi delle stesse. La connessione tra una pagina
e l'altra avviene, come già specificato, attraverso link ipertestuali grazie ai quali è
possibile spaziare nel mondo dell'informazione telematica.
Il linguaggio che si usa per la redazione di tali pagine è appunto l'HTML (Hypertext
Markup Language) ed il protocollo di trasmissione di tali informazioni è l'HTTP
(Hypertext Transfer Protocol).
Internet non è quindi da considerare in una visione statica che la riconduce al solo Web,
ma è da vedersi come un insieme di strumenti, a cui in futuro presumibilmente se ne
aggiungeranno molti altri, che la rendono l'ultimo e il più innovativo strumento di
comunicazione.
Una caratteristica fondamentale dei sistemi informativi moderni consiste nella
possibilità di reperire informazioni presso un numero pressoché infinito di calcolatori.
L'utente internet moderno reperisce ed offre informazioni e la differenza
calcolatore-terminale o macchina-utente passivo è quasi sparita.
Il World Wide Web, comunque, non poteva essere considerato una vera e propria banca dati
in quanto le informazioni sono reperibili solo dal momento in cui si conosce l'esatta
ubicazione della pagina che contiene il documento che si sta cercando.
Per questo motivo sono stati sviluppati degli strumenti che aiutano l'utente nella ricerca
delle pagine che contengono i documenti che si necessitano: tali strumenti sono i
cosiddetti motori di ricerca.
Essi ricercano, quindi, non solo le pagine, ma anche all'interno delle stesse il documento
che si intende visionare. I motori di ricerca hanno quindi trasformato il World Wide Web
in una vera e propria banca dati globale.
I motori di ricerca altro non sono che metasistemi di reperimento che si occupano in un
primo momento di indicizzare le informazioni strutturandole in un metaindice di ricerca.
E' poi attraverso questi stessi indici che è possibile reperire i documenti che
presentano un certo dato. Abbiamo quindi un indice strutturato nel calcolatore del gestore
del motore che diventa un archivio virtuale di consultazione per ogni utente remoto
connesso alla rete.
Esistono poi motori di ricerca che limitano la propria conoscenza ai siti e non ad ogni
pagina e motori di ricerca che offrono tutte e due le possibilità. Esistono motori di
ricerca settoriale, divisi per argomento, motori di ricerca liberamente consultabili e
motori a pagamento.
I motori di ricerca basano la propria indicizzazione sulle funzioni tipiche di ricerca dei
sistemi informativi di tipo classico: essi utilizzano quindi operatori logici, alcune
tecniche di ricerca morfologica con possibilità di troncamento dei segni, e strategia per
rilevanza coi limiti che abbiamo evidenziato per i sistemi "non intelligenti".
Gli attuali motori di ricerca possiedono in realtà parecchi limiti riguardo alla
conversazionalità. Essi permettono unicamente una ricerca di tipo non concettuale sulla
quale bisognerà lavorare ancora parecchio. Gli sforzi futuri dovranno essere intesi a
rendere gli strumenti di ricerca maggiormente interattivi ed in grado di esprimere una
rilevanza per concetti e non solo per segni. I vantaggi, in campo giuridico, che se ne
potrebbero trarre sarebbero enormi.
7 L'indicizzazione totale.
Analizziamo il primo dei principi di ricerca su cui si basano i sistemi informativi.
L'indicizzazione dei documenti non è una cosa sconosciuta fino all'avvento
dell'informatica. L'indicizzazione è la rappresentazione di un'informazione attraverso
uno dei suoi elementi formanti.
I metodi classici di indicizzazione (per indice, per argomento, per data, ecc.) erano
però tutti metodi di indicizzazione di tipo parziale poiché l'accesso alle informazioni
era garantito solo attraverso dei dati estremamente limitati.
Con i sistemi di indicizzazione informatici, invece, tutti gli elementi che costituiscono
l'informazione possono essere indicizzati: si parla appunto di indicizzazione totale.
Il vantaggio che deriva da questa possibilità è enorme se si pensa alla facilità con
cui sarà possibile la ricerca di documenti.
Il limite è rappresentato dalle polisemie e dalle sinonimie del linguaggio ordinario che
inevitabilmente si ripercuoteranno nella ricerca se la stessa sarà condotta, come spesso
avviene, utilizzando il linguaggio ordinario.
La polisemia è quel fenomeno per il quale alla stessa parola in differenti contesti
vengono assegnati significati diversi (la pesca frutto e la pesca sport ad esempio).
La sinonimia è quando due parole differenti, ovvero due differenti segni morfologici
hanno uguale significato. Sia la polisemia che la sinonimia sono fenomeni studiati dalla
scienza che si occupa della semantica della lingua.
Vanno a complicare ulteriormente le cose, inoltre, tutta quella serie di fenomeni
grammaticali che prendono il nome di flessionalità delle lingue, ovvero il diverso
significato che assumono le parole in base alle coniugazioni o alle declinazioni.
Per arginare le problematiche che si originano da questi fattori i motori di ricerca si
avvalgono di tecniche particolari di ricerca dette di espansione o di restrizione.
8 Gli operatori logici.
Nella ricerca informatica è inoltre possibile la combinazione degli elementi di ricerca
attraverso degli operatori logici.
Gli operatori logici più importanti sono:
l'operatore and;
l'operatore or;
l'operatore not.
L'operatore and pone la condizione per la quale i dati ricercati siano congiunti e
dipendenti. La condizione si dice verificata quando entrambi i dati sono veri, che
tradotto significa che devono essere contenuti nel documento entrambi i segni uniti
dall'operatore.
Se operiamo una ricerca documentale di questo tipo, ad esempio: con purchase AND agreement
il nostro motore ricercherà tutti i documenti che contengono sia la parola purchase che
la parola agreement. Nell'algebra di Boole si parlerà di prodotto logico. Tale fenomeno,
noto anche all'insiemistica, prende in essa il nome di intersezione di insiemi.
L'operatore or pone la condizione per la quale i dati ricercati siano disgiunti e
indipendenti. La condizione si dice verificata quando almeno uno dei dati è vero, che
tradotto significa che almeno uno dei segni divisi dall'operatore deve essere contenuto
nel documento.
Se operiamo una ricerca di questo tipo, con purchase OR agreement il nostro motore
ricercherà tutti i documenti che contegono almeno una delle due parole. In termini
booleani si parla di somma logica di operandi; nell'insiemistica questo fenomeno prende il
nome di unione tra insiemi.
L'operatore not pone invece una condizione di esclusione. La condizione è verificata in
assenza del dato immesso.
Un esempio di ricerca di questo tipo potrà essere: NOT purchase e il nostro motore
ricercherà tutti i documenti in cui non sia presente la parola purchase.
In algebra booleana parleremo di esclusione logica di operandi.
E' importante poi sottolineare che tali operatori logici possono essere combinati tra
loro.
Un esempio è dato dalla combinazione and not: purchase NOT agreement ricercherà tutti i
documenti che contengono il dato purchase ma che nello stesso tempo non contengono il dato
agreement.
Questi operatori logici hanno permesso di limitare i danni prodotti dai fenomeni semantici
della polisemia e della sinonimia e da quelli di tipo grammaticale di cui sopra.
L'operatore OR è uno strumento di espansione nel senso che permette di ampliare il campo
di ricerca richiamando tutti i sinonimi di un termine che altrimenti non verrebbero
ricercati.
Gli strumenti AND e NOT sono invece strumenti restrittivi e servono per limitare i
polisensi. Il termine laundry se ricorre vicino a money avrà un diverso significato
rispetto a quando ricorre vicino al termine clothes.
9 Flessibilità morfologica della ricerca informativa.
Nei sistemi informatici i dati possono essere immessi nella loro forma morfologica
completa oppure possono essere troncati.
In tal caso è possibile effettuare una ricerca utilizzando alcune radici o temi
linguistici grammaticali.
In questo senso:
- locazione;
- locazion;
- locaz;
- loc.
Dal punto di vista informatico i sistemi di tipo non cognitivo neppure si rendono conto di
questa troncatura. Essi ricercheranno i segni che dal punto di vista eclusivamente
morfologico combaceranno con quelli documentali. La troncatura può per questo motivo
avvenire in qualsiasi punto della parola.
Tale tecnica viene talvolta definita, in maniera impropria, ricerca concettuale a livello
morfologico. In realtà, come spiegato poc'anzi, trattasi di una ricerca non concettuale.
Tale ricerca è per l'operatore anche uno strumento di espansione molto importante e
consente di limitare i problemi di ordine morfologico-grammaticale a cui abbiamo
accennato.
Se noi compiamo una ricerca per forme tronche con il segno morfologico
"somministr" avremo un risultato di questo tipo:
- somministrazione;
- somministratore;
- somministrativo;
- somministrativa;
- somministrative;
- somministrativi;
- somministrato;
- somministrati;
- somministrabile;
- somministrabili;
- somministrante;
- somministranti.
Possiamo anche effettuare una ricerca di questo tipo ma ad estensione limitata utilizzando
"somministrN" dove N sta per il numero di lettere totali della parola.
In ogni caso queste cose appariranno chiare più avanti nella trattazione, quando
forniremo esempi reali di ricerca condotta con questi metodi. E' infatti opportuno
sottolineare che ogni programma di gestione delle banche dati differisce in qualche modo
nella composizione delle stringhe. Il sistema utilizzato da Lexis, ad esempio,
nell'utilizzo degli operatori booleani, sarà differente da quello utilizzato dal CED.
10 La flessibilità di tipo semantico.
Per passare ad una ricerca di tipo concettuale, ovvero per trovare un calcolatore che
possa essere capace di distinguere tra i vari significati dovremo pesumibilmente attendere
ancora parecchio tempo.
Le moderne macchine basano la loro ricerca sul significante, ossia sulle forme, sui meri
segni morfologici. In futuro bisognerà che gli studiosi inizino seriamente a preoccuparsi
della ricerca di tipo semantico.
Gli studi odierni, ancora molto indietro, si basano su quelli che vengono chiamati
thesauro o dizionari semantici. In realtà le macchine che utilizzano tale tipo di
programma non sono in grado di discernere tra i significati ma effettuano una ricerca di
tipo mirato, particolarmente indicizzata, indirizzata secondo quanto previsto dal suo
ideatore.
Essi sono comunque molto utili e rappresentano un passo in avanti nel campo della ricerca.
All'interno di tali dizionari molti termini sono indicizzati e sono relazionati in modo
tale che a partire da un termine si possa ampliare la ricerca verso altri termini legati a
questo. Tali sistemi sono appunto costruiti da esperti di diritto per cui risentono
dell'impostazione di tipo linguistico che tale soggetto vi ha impresso.
Avremo quindi relazioni su base gerarchica, in cui un termine assunto ricomprende un altro
o ne è ricompreso da un altro. Per questo tipo di relazione, ad esempio, il termine
contratto ricomprende gerarchicamente la locazione.
Abbiamo anche relazioni basate sulla sinonimia. Per esempio vendita e alienazioni.
Sarà facile a questo proposito rilevare come nel ricondurre un determinato segno
morfologico ad un significato sia fondamentale l'apporto dell'ideatore. Immaginiamo per
esempio le differenze strutturali che si avrebbero se negozio giuridico e contratto
fossero considerati sinonimi.
Avremo anche relazioni per vicinanza di significati. A questo proposito si potrebbero
davvero relazionare contratto e negozio giuridico.
Il thesaurus rimane comunque nel campo della ricerca morfologica, per cui viene attribuito
un valore semantico esclusivamente sulla base della mente che ha costruito tale rete di
significati.
Tali strumenti possono essere ricompresi quindi tra quelli di tipo estensivo della ricerca
poiché ampliano, talvolta in maniera considerevole, il campo di ricerca. Essi sono
utilissimi per cercare di arginare, come più volte specificato, i problemi derivanti
dalla varietà del linguaggio ordinario.
Alcuni esempi di estensione, impropriamente definita semantica, possono essere legati a:
- sinonimia (vendita e alienazione);
- quasi-sinonimia (affitto e locazione);
- contrapposizione (legale e illegale);
- gerarchia (negozio giuridico e contratto);
- vicinanza di significati o identità di categorie giuridiche (appalti e
somministrazione).
11 I campi informativi.
Spesso i documenti sono suddivisi per insieme di informazioni in canali o paragrafi detti
campi di informazione. Un dato può quindi essere ricercato nell'intero documento o
all'interno di un singolo campo. E' anche possibile, inoltre, ricercare più dati
all'interno del medesimo campo.
Per esempio possiamo avere:
- "30/10/2000" nel campo "data";
- "sentenza" nel campo "tipo di documento";
- "criminal law" nel campo "matter";
- "Loevinger" campo "autore";
- ecc.
Potremmo poi avere due dati da ricercare all'interno del medesimo campo:
"locazione" e "immobili" nel campo "abstract" per esempio.
La ricerca per campi è considerata una tecnica di restrizione in grado di aumentare,
quindi, gli indici di precisione.
12 L'interattività.
Abbiamo già svolto considerazioni sul fatto che nei sistemi batch la connessione di tipo
mainframe-terminale stupido non permetteva alcun tipo di interattività tra macchina ed
utente remoto.
Coi moderni sistemi è invece possibile introdurre un minimo di dialogo e la ricerca può
essere affinata per fasi successive ed è garantita la possibilità di retrocedere ai
livelli precedenti di ricerca.
Anche in questo caso, come nel caso della ricerca cosiddetta concettuale, dobbiamo
considerare che il termine interattività è utilizzato in maniera impropria o comunque
limitata. Anche in questo caso tale affermazione deve essere uno stimolo alla ricerca di
sistemi di ricerca realmente interattivi.
I recenti sistemi conoscono due tipi di interattività: una logica ed una rigida.
Nell'interattività di tipo rigido il sistema è formato ad una dipendenza di tipo logico
tra i vari stadi della ricerca mentre l'interattività di tipo libero consente l'assoluta
indipendenza delle ricerche.
Se utilizziamo un sistema rigido avremo quindi una ricerca di questo tipo: ricerchiamo i
documenti contenenti la parola "locazione". Sui mille documenti ritrovati
effettuiamo una seconda ricerca con la parola "finanziaria". Ritroveremo
duecento documenti. Possiamo osservare che i risultati della seconda ricerca dipendono dai
risultati della prima.
Questo inconveniente può essere evitato coi sistemi che utilizzano i sistemi di tipo
libero.
In questo caso effettueremo due ricerche separate, una per "locazione" ed una
per "finanziaria". Troveremo i mille documenti relativi a "locazione"
e diecimila documenti relativi a "finanziaria". Combinando le due ricerche
otterremo i duecento documenti di cui sopra.
13 Tecniche di espansione e restrizione.
Per maggiore chiarezza sarà forse opportuno ribadire in cosa consistono le tecniche di
espansione e le tecniche di restrizione.
Sono considerate tecniche di espansione tutte le funzioni proprie dei linguaggi di
interrogazione che consentono di ampliare il target della ricerca. In altre parole esse
consentono di ampliare il numero di documenti ottenibili in consultazione.
Al contrario le tecniche di restrizione della ricerca sono quelle funzioni del linguaggio
di interrogazione che permettono di limitare il campo della ricerca e conseguentemente di
far diminuire il numero di documenti ottenibili in consultazione.
Di quali siano queste tecniche ne abbiamo già diffusamente discusso.
14 Gli indici di efficienza.
La capacità di un sistema informativo di reperire esclusivamente le informazioni
pertinenti viene calcolata attraverso degli indici detti appunto di efficienza.
Tali indici sono: il richiamo, la precisione, il silenzio ed il rumore.
L'indice di richiamo è rappresentato dal rapporto tra il numero di documenti presenti
nell'archivio ed il numero degli stessi cha abbiano qualità di pertinenza.
L'indice di precisione consiste invece nel rapporto tra il numero di documenti reperiti ed
il numero di documenti reperiti pertinenti.
L'indice di silenzio è rappresentato dal numero di documenti pertinenti presenti
nell'archivio che non sono stati estrapolati nella ricerca.
Il rumore indica il numero di documenti non pertinenti che sono stati reperiti, è quindi
rappresentato dal rapporto tra i documenti non pertinenti reperiti e tutti i documenti
reperiti.
Le tecniche di espansione della ricerca aumentano evidentemente l'indice di richiamo e
producono parecchio rumore. Le tecniche di restrizione, d'altro canto, aumentano l'indice
di precisione ma, come rovescio della medaglia, si può andare incontro al fenomeno del
silenzio.
Un buon ricercatore deve tenere conto di tutte queste caratteristiche ed affinarsi alle
tecniche più indicate a seconda del tipo di ricerca che deve compiere.
Ad esempio, se il ricercatore è a conoscenza di numerosi documenti contenenti le
informazioni che gli interessano, farà ragionevolmente uso delle tecniche di restrizione.
Tutte queste informazioni saranno utilissime una volta che dovrete operare un ricerca di
tipo giuridico, sia che usiate la banca dati di West Law, sia che usiate un piccolo motore
di ricerca giuridica italiano.
CAPITOLO SECONDO
STARE DECISIS E MODELLO ANGLOSASSONE
Prima di passare all'argomento centrale del libro, ovvero le banche dati nei loro risvolti
pratici, mi è parso opportuno offrire una breve panoramica del sistema di common law.
Tutto ciò al fine di poter comprendere l'importanza fondamentale che hanno le raccolte di
giurisprudenza negli Stati Uniti. Esse racchiudono la maggior parte del lavoro del
giurista, impegnato in una ricerca sempre più semplificata ad opera dei nuovi strumenti
di elaborazione dei dati.
1 Il precedente giudiziario nel modello anglosassone.
Quella che viene additata come la grande differenza tra i modelli di civil law e quelli di
common law è racchiusa nel brocardo, stare decisis e non quieta movere. Tale massima fa
assumere al precedente giudiziario un valore vincolante, valore vincolante, che come si
vedrà in seguito, non è assoluto ma temperato da numerose eccezioni alla regola.
Bisogna oltretutto sottolineare il fatto che la regola di seguire i precedenti giudiziari
è una regola appartenente a tutto il diritto, anche quello codificato e si riferisce alla
pratica di giudicare in maniera simile casi simili. La regola stare decisis assume un
valore differente e rappresenta l'obbligo per il giudice di seguire la linea costante
delle decisione assunte a valore di precedente. E' ovvio che un tale obbligo, per il
giudice continentale, appare quantomeno desueto e presuppone l'obbligo di seguire il
precedente anche quando tale giudizio possa apparire ingiusto o iniquo.
D'altro canto il principio in questione è stato il modo attraverso il quale i giuristi
anglosassoni hanno cercato di ottemperare ad una delle più importanti esigenze di
giustizia: la certezza del diritto.
Certezza del diritto che in continente si è pensato di conseguire attraverso una
codificazione maniacale di ogni regola e che gli anglosassoni hanno cercato di attuare
attraverso una statuizione che rendesse i precedenti inattaccabili dai giudici successivi.
Il panorama si sta però evolvendo in differenti direzioni, le eccezioni al principio in
questione si moltiplicano e le varie applicazioni territoriali del common law stanno
prendendo aspetti molto differenti, in riferimento soprattutto al mondo americano e a
quello inglese.
In America si è imposto infatti un atteggiamento di tipo scettico nei confronti del
precedente giudiziario; tale atteggiamento è rimasto di sostanziale riverenza, invece,
nel diritto inglese. A questa differenza sono dovute le diverse evoluzioni del modello
americano nei confronti di quello dell'ex madrepatria.
In ogni caso, nella fase cosiddetta classica le regole viaggiano, indicativamente, di pari
passo.
La contrapposizione fondamentale con cui si attua la regola di stare decisis è quella tra
ratio decidendi ed obiter dictum.
La ratio decidendi viene vista come la <<ragione giuridica della decisione>>,
la <<regola generale senza la quale il caso sarebbe stato deciso
diversamente>>.
La holding (questo è il termine con il quale viene comunemente chiamata la ratio
decidendi) come principio sottostante il giudizio che regola le parti è qualcosa di più
del giudizio stesso; esso solo, il principio, è in grado avere <<forza di
legge>>.
In contrapposizione alle holding vengono messi gli obiter dicta. I dicta sono quei
principi che non ricadono nella sfera della ratio decidendi e che non assumono il valore
di authorities. Essi possono avere un compito valutativo o persuasivo a seconda del
prestigio della Corte che li emette, ma nulla più.
Appare chiaro che la ratio decindendi dovrà essere estrapolata dal caso pratico che si
intende far assurgere a precedente; questo sarà dunque il complicato compito della Corte,
compito che si attua attraverso un procedimento in due fasi: una prima fase che
consisterà appunto nello scartare tutti i dicta ed una seconda fase di tipo deduttivo che
consisterà nell'applicare il principio di diritto alla nuova fattispecie. Solo al termine
di questa seconda operazione sarà operativo il principio stare decisis e tale precedente
assumerà il valore di legge.
I dicta non assumono valore autoritativo perché non sono la parte essenziale del
ragionamento della Corte e non possono dunque avere portata generale.
Da questa prima contrapposizione tra holding e dicta ne deriva una seconda tra decision e
opinion. L'opinion viene generalmente considerata come l'insieme delle parole che i
giudici utilizzano per rendere la decisione ma non necessariamente queste parole sono rese
in forma scritta. La decision può essere estratta anche in mancanza di uno scritto o può
essere variata dal giudice successivo nel caso l'opinion non venga messa per iscritto o
nel caso la stessa non sia congruente con la ratio decidendi.
La opinion rappresenta, comunque, una prova della decisione ed in linea di massima sarà
congruente con la decision sottostante. E' bene comunque ricordare che il valore di
precedente riferito al principio stare decisis si riferisce alla decision e non alla
opinion. E' la decision, in sostanza a fare precedente. E di questo bisogna assolutamente
ricordarsi quando si conduce una ricerca giuridica.
Appare dunque chiaro da quanto detto sopra che anche la decisione non pubblicata nei law
reports mantiene comunque il valore di precedente, non potendo influire mere circostanze
di fatto sul valore della decision. Almeno per ciò che concerne la teoria classica in
quanto vedremo che nella realtà dei fatti un precedente assumerà valore in funzione
delle caratteristiche dei law reports. Da qui la crescente importanza delle raccolte di
giurisprudenza, importanza andatasi intensificando a seguito della rivoluzione
informatica.
La Corte, inoltre, nell'estrapolare la ratio decidendi dovrà seguire il caso particolare,
non potrà, quindi, affermarsi su questioni al di fuori del caso che sta esaminando.
Una volta terminata questa complicata operazione ed estrapolata dal contesto la ratio
decidendi, nasce il valore giudiziario del precedente, in applicazione della regola dello
stare decisis.
I giuristi anglosassoni, dunque, svolgono un procedimento di tipo inverso ai giuristi
continentali per arrivare alla formulazione delle regola. Essi passano, attraverso un
procedimento induttivo, dal particolare al generale. Si occupano di un caso particolare
per ricavarne una regola di portata generale. Da qui la maggior importanza delle raccolte
di giurisprudenza, che sono a cardine di tutto il lavoro del giurista anglosassone.
E' chiaro comunque che la regola dovrà riferirsi al caso particolare. Sarà dunque
sufficiente per la Corte successiva sostenere la differenza di fattispecie per non avere
l'obbligo giuridico di uniformarsi alla decisione precedente.
Ma oltre al potere di distinguere è riconosciuto, in linea di massima, alle Corti anche
il potere di discostarsi da una decisione precedente non distinguibile: tale potere viene
chiamato overruling.
Questa possibilità, in netta contrapposizione con quello che afferma il principio di
stare decisis è uno dei punti cruciali della disciplina del diritto anglosassone. Fino a
che punto è dunque concesso ai giudici discostarsi dal precedente?
Tutti gli autori concordano tale potere in caso di decisioni palesemente assurde o
ingiuste o in caso di errori palesi. E' comunque impossibile per il giudice inferiore
forgiarsi di tale potere nei confronti di una decision di un giudice superiore. Egli
potrà far presente nella propria opinion tali vizi e rimetterla al giudice superiore
oppure potrà cercare di operare attraverso il potere di distinguere.
Esistono comunque alcuni divieti assoluti, su cui tutti gli autori concordano, di superare
il precedente. Tali divieti operano principalmente nell'area della proprietà, dei
contratti e della procedura.
E' universalmente riconosciuta una maggiore possibilità di overruling nella law of torts,
nella good faith o per i doveri nei confronti del trustee o nella public policy.
Il principio di stare decisis può avere una portata orizzontale ed una portata verticale.
Nel primo caso ci si riferisce agli obblighi delle Corti di seguire i propri precedenti e
con portata verticale ci si riferisce all'obbligo gravante sulle Corti gerarchicamente
inferiori di seguire i precedenti delle Corti superiori.
2 La teoria moderna negli Stati Uniti.
Negli Stati Uniti la teoria classica viene soppiantata da una moderna teoria del
precedente.
Attraverso le nuove possibilità di discostarsi dall'obbligo di seguire i precedenti
alcuni autori hanno sostenuto un riavvicinamento notevole tra le teorie giuridiche di tipo
romanista e quelle di tipo continentale. In realtà, al di là delle regole pratiche, è
la differente mentalità del common lawyer a distinguere nettamente i due sistemi. E' la
matrice culturale, puù che quella normativa a fare la differenza; tale matrice, più
culturale appunto che normativa, ha fatto sì che anche i vantaggi delle possibilità
informatiche siano stati recepiti in differente maniera nei due sistemi.
La moderna dottrina del precedente non si esaurisce più nella dicotomia ratio
decidendi-obiter dictum.
Differenti operazioni possono essere infatti compiute dal giudice in alternativa o in
aiuto del principio generale; esse sono l'harmonizing, il criticizing, il limiting, il
questioning.
Il giudice successivo può armonizzare un caso facendo scomparire le differenze che
potrebbero essere atte a distinguere le varie fattispecie. Si può inoltre criticare un
caso nell'opinion sentendosi comunque legati a seguire il precedente, oppure si può usare
un criterio restrittivo di interpretazione limitando la ratio decidendi. O si può
semplicemente mettere in dubbio un caso esponendo riserve senza intaccare il valore del
precedente stesso. Tutti questi metodi vengono citati nelle moderne raccolte informatiche,
al punto che si possono ricercare casi criticati in relazione ad una determinata sentenza.
A disposizione dei giudici vi è inoltre un istituto che ha minato in maniera non
indifferente l'assolutezza del valore del precedente. Esso è incarnato nella possibilità
per i giudici dissenzienti di formulare una dissenting opinion, ossia uno strumento di
critica alle decisioni della maggioranza. Tali dissenting opinion possono essere ricercate
all'interno della stessa sentenza e possono essere di un qualche aiuto nella ricerca di
una opinion differente. Le banche dati sotto forma di ipertesti hanno di molto facilitato
la ricerca in questo senso.
E' chiaro, come attraverso questi istituti stiano venendo meno le contrapposizioni
classiche e come il giudice di common law stia diventando più consapevole del proprio
potere di "creare" la legge.
La tecnica della anticipatory overrulling viene sviluppata e seguita negli Stati Uniti
dove, come sappiamo, è seguita meno pedissequamente la regola di stare decisis. Essa
coinvolge la regola del precedente nella sua portata verticale, che come abbiamo visto,
rappresenta l'obbligo del giudice inferiore di seguire il precedente della Corte
superiore.
La presenza negli Stati Uniti della Corte Suprema complica il panorama. I giudici
inferiori, infatti, hanno scalfito la teoria classica del precedente fondata sulla
contrapposizione fra ratio decidendi ed obiter dicta. Essi infatti non possono discostarsi
dal precedente della Corte Suprema ed addirittura si sentono vincolari anche nei confronti
degli obiter dicta della stessa.
In ogni caso, almeno fino agli anni cinquanta anche la Corte Suprema si sentiva in qualche
modo influenzata dal principio di stare decisis pur avendo sempre considerato le Corti
inferiori assolutamente vincolate alle proprie decisioni. Nella maggior parte dei casi,
però, la Corte non cambia opinione in maniera esplicita ed immediata, preferendo alla
demolizione una continua erosione.
Il principio dell'anticipatory overrulling detto anche anticipatory stare decisis consiste
dunque nel fatto che: <<una Corte inferiore può rifiutarsi di seguire un precedente
della Corte Suprema qualora risulti ragionevolmente certo, sulle basi delle pronunce
giudiziarie dei componenti di questa, che la Corte Suprema non seguirà più quel dato
precedente>>.
Anche questo aspetto è da tenere in grande considerazione nell'atto della ricerca di
qualche opinion. Sarà sempre e comunque fondamentale verificare gli orientamenti della
Corte Suprema prima di agire. In rete le sentenze e gli orientamenti della Corte Suprema
sono facilmente ricercabili, vedremo in seguito come.
E' chiaro che questo fenomeno è molto presente nella realtà della Corte Suprema
statunitense obbligata a confrontarsi con temi politici scottanti e destinati a cambiare
in lassi di tempo anche brevi.
Un'ulteriora scalfitura alle regole del common law classico arriva inoltre da un altro
innovativo principio sviluppatesi sempre negli Stati Uniti. Si tratta del concetto di
perspective overruling che consiste nella possibilità per il giudice successivo di
cambiare il precedente regolando però il caso stesso secondo la regola sorpassata.
Tale regola è nata appunto da alcune decisioni di Corti americane alla fine
dell'ottocento le quali statuivano, in caso di overrulling la necessità di garantire le
aspettative della parte che si sentiva tutelata dalla regola di stare decisis.
Oggi la tecnica di perspective overrulling viene utilizzata da tutte le Corti con la
consapevolezza dell'importanza di non ledere, in tal modo, la certezza del diritto che si
manifesta nell'aspettativa dei consociati al che le regole statuite vengano poi seguite
dalle Corti e con la possibilità di venire a conoscenza prima di eventuali cambiamenti.
La dicotomia fra ratio ed obiter appare, almeno in america, non più fondamentale.
3 Le sentenze.
Visti i caratteri salienti del diritto anglosassone risulta chiaro che anche le sentenze
ne risulteranno informate. Notevoli sono, da questo punto di vista le differenze con il
diritto continentale.
Punto cruciale e base di partenza di tutto il common law risultano quindi essere i law
reports, che sono raccolte di giurisprudenza ordinate in vari modi e destinate, come già
sottolineato, a rivestire un ruolo di primaria importanza nello sviluppo di un diritto,
quale quello anglosassone, in cui gli scritti dei giudici la fanno da padroni. Da qui la
grande attenzione con cui le case editrici dei reports americani hanno accolto i nuovi
mezzi di raccolta delle informazioni.
Le opinions risultano essere molto dettagliate ed attente ai legami dei passaggi logici
della decisione destinata, come sappiamo, spesso, ad oltrepassare di molto i limiti del
giudicato così come intesi da noi.
Gli inglesi poi affidano ad ognuno dei giudici la compilazione di una opinion mentre gli
americani si rimettono ad un unico giudice appositamente designato, salva la possibilità,
anche oltreoceano, di redigere un'opinione dissenziente.
4 Breve panorama istituzionale.
Fa parte del bagaglio culturale di una persona di media cultura in fatto che gli Stati
Uniti posseggano una Costituzione. La maggior parte delle persone sono altresì
consapevoli del fatto che negli Stati Uniti la custodia e la salvaguardia dei diritti
contenuti nel Bill of Rights sono affidati ad un organo chiamato Supreme Court.
E' anche opportuno ricordare, per offrire un quadro breve ma esaustivo del sistema
statunitense che si tratta di un'organizzazione di tipo federale. Esisteranno, quindi
delle leggi federali e soprattutto delle Corti federali alle quali, le Corti dei vari
Stati, dovranno uniformare le proprie decisioni. I compiti delle Corti federali
riguarderanno principalmente il diritto pubblico in quanto in linea di massima il diritto
privato è di competenza statale. La Costituzione però regola, con la clausola della
diversity jurisdiction, i rapporti di diritto privato tra cittadini di diversi stati
affidandone la competenza alla Corte Federale.
In ultima analisi il sistema giudiziario americano si divide tra Corti statali e Corti
federali: le seconde possono conoscere solo delle questioni per cui è prevista la loro
competenza o nei casi di diversity jurisdiction. Alla Corte federale si può arrivare
anche dalle Corti statali ma solo in caso di violazione di un diritto federale,
costituzionalmente protetto o meno. Al termine di questa piramide dalla base molto
ampliata vi è la Corte Suprema federale che funge da ultima istanza per la giurisdizione
federale e per le questioni statali in sede di diversity jurusdition.
5 Le Corti.
Abbiamo dunque osservato come negli Stati Uniti esista una sorta di dualismo tra Corti
federali e Corti statali e come le ultime si sobbarchino la maggioranza del lavoro. Questo
a causa dei limiti di valore per la competenza in diversity jusrisdiction e, soprattutto,
a causa del minor costo per la richiesta di intervento del giudice statale nella
risoluzione delle controversie.
L'organizzazione delle Corti statali varia notevolmente da Stato a Stato, ed i giudici
sono diversamente influenzati dal potere politico. Talvolta la nomina avviene direttamente
da parte del Governatore e talaltra i giudici vengono eletti.
Normalmente esistono tre gradi di giurisdizione: nel trial courts si analizza sia il fatto
che il diritto, nell'appelate courts si conosce solo del punto di diritto. La maggior
parte degli Stati si riservano un ultimo grado di giudizio presso una Corte Suprema.
Ogni volta che si ricerca qualche precedente, risulta quindi di fondamentale importanza
cercare di capire quali precedenti di quali giurisdizioni si intendono ricercare. La
scelta degli archivi informatici e telematici da consultare è anche in conseguenza della
giurisdizione presso la quale si intende andare a vedere.
Gli archivi della Corte Suprema si trovano sparsi per il web in parecchi siti e spesso la
consultazione è gratuita, mentre, per esempio, se si intende ricercare una opinion di un
giudice del Delaware, sarà verosimile far riferimento alle principali case editrici. Per
tutto ciò comunque consiglio la lettura del capitolo seguente.
Esistono poi, ovviamente, forme minori di giurisdizione come i justices of peace (imitati
anche da noi con risultati che vedremo tra breve) o le municipal courts. Tali giudici,
privi quasi sempre di competenza tecnica sono stati molto contestati in ambito penale nel
quale, però, dopo una decisione della Corte Suprema federale hanno mantenuto la loro
competenza; competenza mantenuta a patto che sia garantito un appello presso un giudice
tecnico.
Tali decisioni saranno spesso da ricercare nei siti locali delle città o delle contee
oppure sarà opportuno fare riferimento a qualche newsgroup locale.
Tutte le vie sono ottime vie.
CAPITOLO TERZO
I SISTEMI INFORMATICI DI REPERIMENTO DELLE SENTENZE NEGLI STATI UNITI.
1 La pubblicazione delle sentenze.
La prima casa editrice a ricomporre in maniera sistematica le sentenze delle oltre
cinquanta giurisdizioni statunitensi fu la West Publishing Company, fondata due secoli fa
da John West e promulgatrice di un sistema di pubblicazione denominato National Reporter
Sistem.
Un altro sistema di raccolta delle decisioni, che sopravvive ancora oggi fu fondato dalla
Lawyer's Cooperative Publishing Company.
Visto il numero delle pubblicazioni effettuate ogni anno in ogni singola giurisdizione, la
West Publishing ha ritenuto opportuno introdurre un metodo di indicizzazione delle
sentenze, già noto nel common law, denominato Digest.
Il funzionamento del Digest si basa sulla formulazione delle massime rese dallo stesso
giudice estensore (le headnotes) divise per materia e raggruppate in ordine alfabetico.
Periodicamente le headnotes vengono pubblicate (diverse volte nel corso di un anno) in un
volume del general digest.
Un altro strumento di cui si avvalgono i moderni ricercatori di sentenze è il metodo
Shepard.
2 Le banche dati online.
Da tutto quanto detto finora non può non apparire evidente, anche ad un neofita,
l'importanza avuta dalla rivoluzione informatica in questo campo.
La facilità con cui si possono reperire sentenze di tutte le giurisdizioni statunitensi,
nel volgere di pochi secondi, ha radicalmente mutato il lavoro del giurista d'oltreoceano
semplificandolo fino all'inimmaginabile. E mi riferisco soprattutto alle sfruttate
possibilità di reperimento delle informazioni via Web, lo strumento che si è rivelato
più duttile e più consono alle necessità dei giuristi.
Web ma non solo dunque. Nella trattazione, pur dando preminenza agli strumenti
ipertestuali, di facile ed immediata consultazione, non dimenticherò gli altri strumenti
a disposizione dei giuristi per la ricerca online. Di aiuto si sono infatti dimostrate
numerose liste di discussione. Per ciò che concerne Telnet, ricordo fin d'ora che molte
banche dati che garantiscono l'accesso via Web, offrono ai propri clienti la possibilità
di una connessione diretta a terminale tramite Telnet o soluzioni Intranet.
Non stupisce comunque che una delle prime case editrici ad inserirsi nel panorama online
fu proprio la West Publishing.
3 Westlaw.
Westlaw è una banca dati a pagamento di fondamentale importanza nella case search
statunitense. E' di proprietà appunto della West Publishing ed è stata una delle prime
aziende a garantire una banca dati online, prima via telnet, e adesso (da tre anni a
questa parte) anche tramite World Wide Web.
Quest'anno, precisamente, è il venticinquesimo anniversario della presentazione di
Westlaw. Essa cominciò nel 1975 con un servizio riguardante esclusivamente le headnotes
fino a diventare una delle aziende principali (assieme a Lexis) su cui fare affidamento
per la ricerca del case law americano.
Il loro sito principale è il punto di partenza dal quale si può accedere (a pagamento,
secondo vari metodi) ai 13000 database del gruppo, tutti disponibili in immediato dal
sito.
La ricerca può essere effettuata tramite citation oppure tramite chiavi di ricerca (key
cite); quest'ultima traccia la storia di un caso e ripercorre tutte le citation collegate,
comprese le fonti secondarie. Attraverso Westdoc si accede invece alla casistica federale.
Un programma innovativo è Westcheck 4.11 attraverso il quale è possibile estrarre dai
programmi di scrittura (Word ma non solo) alcune citation che verranno poi automaticamente
ricercate all'interno dei databases.
Gli strumenti a disposizione sono comunque intuitivi e discretamente flessibili, se
paragonati ai nostri. Si possono eseguire ricerche in linguaggio naturale (inglese) o
anche ricerche booleane.
Westlaw offre inoltre programmi di apprendimento e veri e propri corsi per principianti
via telefono, di persona o anche tramite la rete.
4 Lexis-Nexis.
Altra banca dati fondamentale per la ricerca giuridica on-line è quella appartenente al
Lexis-Nexis Group. Lexis nasce come banca dati legale, specializzata nella ricerca di
sentenze ma poi (formando il Lexis-Group appunto) approda anche in altri settori.
Lexis lavora nel campo dell'informazione in tempo reale e nell'informazione da archivio da
26 anni. Non vanta dunque l'esperienza della West Publishing ma ha rubato alla stessa una
consistente fetta di mercato, fino al punto di contenderle il primato.
Lexis fornisce i propri servizi sia via fax, sia attraverso la connessione ipertestuale o
dial-up.
I numeri sono incredibili:
2,2 milioni di caratteri disponibili on-line;
2.5 milioni di miliardi di documenti ricercabili;
26,5 milioni di immagini o di files scaricabili;
10.200 database;
14,7 milioni di documenti aggiunti ogni settimana;
1,8 milioni iscritti.
I servizi Lexis cominciarono nel 1973 per aiutare ed incrementare la ricerca di sentenze.
La sede della società è a Dayton, in Ohio e conta 8.000 dipendenti dislocati in più di
60 Paesi.
Nel 1999 fu fondata inoltre la Lexis Publishing che fornisce aiuti, non solo nel campo
della ricerca, a piccoli e medi studi ma anche a quelli più grandi e alle università.
La prima fase del progetto è ambiziosa e si dedica alla ridefinizione del sistema di
ricerca delle sentenze attraverso una nuova interfaccia terminata nell'agosto del 1999.
Essa integra numerosi nuovi strumenti di ricerca, di analisi e di confronto per i giuristi
dando nuova efficienza e garantendo una maggiore velocità di risposta.
La Lexis Publishing garantisce l'accesso a numerosissimi archivi statali e federali
costantemente aggiornati.
La connessione ipertestuale, inutile dirlo, è quella destinata ad una crescita
vertiginosa ed è su di essa che tutte le case editrici si stanno concentrando. Almeno
negli Stati Uniti questo fortunatamente accade!
Appartiene sempre alla Lexis-Nexis il sistema di Shepard. Esso è il più famoso sistema
di citazioni legali (a livello statale e federale) che utilizza la ricerca basata sulle
chiavi (key search). Il suo database contiene più di 146 milioni di citazioni con
relativi riferimenti, presi dai 125 milioni di casi che la compagnia ha pubblicato nei
suoi primi 25 anni di vita.
Il servizio offre inoltre, manco a dirlo, una serie completa di riviste, di pareri legali
e di corsi utili alla ricerca in Rete.
5 La ricerca.
La ricerca su Lexis e su Westlaw presenta efficaci e flessibili strumenti di ricerca che
consentono di raggiungere una buona efficienza. Nonostante tutto, talvolta, per disparati
motivi può essere più conveniente (anche per necessità economiche), l'uso dei normali
motori di ricerca.
La ricerca online, che si usino Lexis e Westlaw o i normali canali (Yahoo, Lycos, ecc.)
inizia sempre con una domanda. Il primo passo, infatti, prima di cominciare una ricerca è
quella di capire esattamente quello di cui si ha bisogno.
E' fondamentale dunque, inquadrare l'argomento. Qual è dunque la domanda esatta?
Necessita di una risposta semplice o di informazioni specifiche? Che cosa si sa già
riguardo la domanda? Abbiamo qualche ulteriore elemento che può essere utile nella
ricerca, come date, nomi o altre specifiche caratteristiche?
E' anche importante limitare il campo delle informazioni che ci servono in modo da
limitare il più possibile l'effetto rumore. Per esempio, stiamo cercando tutti i casi
svoltisi negli Stati Uniti concernenti la diffamazione di personaggi pubblici o vogliamo
la opinion della sentenza Times contro Tizio?
Un secondo passo è quello di sapere dove andare a guardare (knowing where to look). E
questo è differente dal conoscere già la risposta. Ovviamente se si conoscesse già la
risposta non sarebbe necessario ricorrere agli strumenti informatici. Questa fase consiste
nel riconoscere gli strumenti più appropriati per una migliore ricerca mirata.
Il primo passo della ricerca online è sempre lo stesso qualunque sistema di ricerca si
decida di usare.
Invece il secondo passo riguarda proprio la decisione di quale sistema di ricerca
adottare. Un ricercatore professionale identificherà tutti i posti in cui sarà più
facile trovare una risposta: essi potranno essere Lexis o Westlaw o un qualunque altro
sito web.
In ogni caso i navigatori inesperti non devono disperare. Sia Lexis che Westlaw mettono a
disposizione guide alla consultazione delle banche dati. Ma la cosa più importante per il
ricercatore sarà quella di testare personalmente i vari sistemi al fine di capire quello
a lui più congeniale.
Capire il contenuto dei vari motori di ricerca può non essere facile. Quando si compie
una ricerca all'interno di Lexis o Westlaw si viaggia in un sistema chiuso. Il sistema
stesso offre la distinzione delle ricerche per vari settori e aiuta a dirigersi nella
direzione voluta.
La faccenda cambia quando si cerca di trovare una sentenza all'interno del web con l'uso
di uno dei numerosi motori di ricerca esistenti.
All'interno del web è possibile trovare di tutto: dalla guida ai primi passi ai siti
governativi. Il contenuto del web proviene da milioni di computer sparsi in tutto il mondo
che offrono le informazioni più disparate. Questo, ovviamente, rende la ricerca un
pochino più difficoltosa ma talvolta anche più divertente ed eccitante. Dunque sapere
dove guardare e come guardare è la soluzione di tutti i problemi.
6 Il terzo passo.
La buona notizia è che esistono numerose pubblicazioni che assistono il ricercatore per
scoprire dove andare a cercare nel web per ottenere certi tipi di informazioni. Oltre alle
guide di tipo cartaceo, inoltre, esistono anche numerosi siti nati e strutturati in modo
da aiutare il ricercatore. Di questi ne parleremo al termine della trattazione sulla
ricerca.
Nessuno di questi strumenti, però, può essere considerato la soluzione definitiva. Essi
sono comunque strumenti che limitano i contenuti a seconda di chi li compila; se si tiene
conto,inoltre, che il web è un panorama in continua evoluzione si capisce come non si
possa fare completo affidamento su nessuno di questi strumenti. Le guide sono e devono
rimanere un buon punto di partenza, ma non bisogna fossilizzarsi su di esse. E' comunque
sempre consigliabile, per ogni ricerca, la consultazione di più guide.
Così il secondo passo della ricerca, il sapere cioè dove andare a guardare, ci condurrà
al terzo passo della stessa, ovvero la scelta tra le varie opzioni.
Supponiamo per esempio di cercare un caso classico della Corte Suprema degli Stati Uniti,
New York Times contro Sullivan. Noi scopriamo che i file di Lexis e la banca dati di
Westlaw contengono i casi della Corte Suprema. Dopodiché scopriamo che anche nel web sono
presenti i casi della Corte Suprema, per esempio su Findlaw e alla Cornell's Legal
Information Institute.
Se tutte queste informazioni fossero uguali avremmo differenti posti in cui trovare le
sentenze che cerchiamo; sfortunatamente non sono tutte uguali: ci sono molti altri
fattori, per esempio la semplice disponibilità, che influenzano il ricercatore nella sua
scelta.
Prima di tutto, quali sono i costi? Oltretutto non è sempre detto che una ricerca sul web
sia meno dispendiosa di una ricerca nelle banche dati a pagamento specializzate come Lexis
o Westlaw; la ricerca sul web potrebbe necessitare, infatti, di molto più tempo.
Ma ci sono anche altri fattori da considerare. Qualunque formato può andar bene o si
necessita di un formato particolare? Sono necessari i key number o la citazione dei casi
paralleli? Se si vogliono i key number sarà infatti consigliato rivolgersi a Westlaw
anche se di recente Lexis ha introdotto sistemi simili ma non altrettanto efficaci. Sia
Lexis che Westlaw danno anche il meglio in funzione dei formati. I testi si possono
prelevare con un semplice download, possono essere inviati via fax o spediti via email. Il
semplice web non è in grado di offrire tutto questo.
Un altro fattore che potrebbe influenzare la scelta è quello della velocità.
In tale ambito rimangono comunque fondamentali le caratteristiche e le necessità di colui
il quale compie la ricerca. Soltanto il ricercatore può infatti determinare quanto sia
veloce la propria connessione a Lexis o a Westlaw e quanto questo influisca sul suo
lavoro. Sarà egli in grado di valutare quanto la sua connessione ai due sia più o meno
veloce e quanto ciò rivesta importanza.
Un altro fattore che potrebbe inoltre influire sulla scelta riguarda il valore della
citazione. Ovvero si tratta di determinare se la sentenza sulla quale si dibatte è ancora
valida o se per esempio sia stata oggetto di overruled. Nel famoso caso OJ Simpson la
conoscenza di un'eventuale overruled avverrebbe con la semplice lettura di un quotidiano.
Ma nella maggior parte dei casi è estremamente importante ricavare la decisione, ed
altrettanto importante è sapere che la decisione è ancora good law. E' quindi
fondamentale che il sistema di ricerca ci offra sia la decisione che la sua convalida.
Lexis e Westlaw offrono, attraverso Shepard's e KeyCite la possibilità di una facile
convalida delle decisioni.
La maggior parte degli strumenti di ricerca non offrono la possibilità di una così
facile convalida e aggiornamento delle sentenze.
In ogni caso ogni fattore deve essere soppesato alla luce di un'analisi globale. Lexis e
Westlaw sono care ma molto efficienti; possono offrire la soluzione in velocità e nei
formati desiderati. E' fondamentale considerare la spesa supplementare per il loro uso
comparandolo coi vantaggi che si possono ottenere. E questo può solo farlo il singolo
operatore in considerazione del proprio budget.
7 La scelta.
In ogni caso la scelta non riguarda propriamente la ricerca, ad esempio, di un isolato
caso della Corte Suprema ben definito. Per fare ciò quasi tutti sistemi di ricerca citati
fino ad ora possono portare ad un buon risultato.
Il problema della scelta si complica quando il campo di ricerca è più ampio, come il
caso di una ricerca su tutti i casi di pubblica diffamazione negli Stati Uniti.
In questo caso il numero di fattori da considerare per la determinazione di quale sistema
sia meglio usare si moltiplica.
Prima di tutto, si desidera compiere la ricerca in più di un posto? Se si necessita di
una ricerca per tutti i case law degli Stati Uniti sarà allora difficile che le
informazioni siano liberamente e uniformemente disponibili sul web. Non tutte le corti
pubblicano i loro casi in rete e anche quelle che lo fanno limitano le loro banche dati ai
casi da una decina d'anni a questa parte. Inoltre tutte queste informazioni sono
sparpagliate in tutto il web.
Anche nel caso infatti che tutti i case law che si desiderano cercare siano presenti sul
web, bisognerà effettuare numerose ricerche in differenti siti usando differenti motori
di ricerca. Questo potrebbe necessitare ore o anche giorni di lavoro.
Comparando quanto detto con le possibilità offerte da Lexis e Westlaw la scelta appare
obbligata. Queste banche dati sono complete, offrono tutto il case law americano, offrono
ricerche comparate e ripercorrono addirittura nei secoli la storia delle sentenze
americane. Inoltre il linguaggio di ricerca delle differenti banche dati è compatibile
sicché è realmente possibile effettuare una sola ricerca.
Lexis e Westlaw sono facili da usare. Gli sviluppatori di questo programmi hanno compreso
l'importanza di facilitare all'utente l'accesso alle stringhe di ricerca attraverso un
linguaggio il più possibile simile a quello parlato.
Mi duole ammetterlo ma, in questo settore, gli Stati Uniti sono molto avanti rispetto
all'Italia e a tutta l'Europa in genere (Gran Bretagna esclusa).
8 I motori di ricerca.
Tutto quanto detto non vale per il web. I motori di ricerca sono stati creati per persone
che non sanno come cercare. Essi sono stati creati con la consapevolezza che il
ricercatore medio non conosce i mezzi attraverso cui compiere una ricerca sofisticata. Non
importa quindi che le risposte siano una o tre milioni.
I moderni motori di ricerca, in ogni caso, in questi ultimi anni hanno fatto della strada
anche se la loro funzionalità non può essere lontanamente paragonata a Lexis o a
Westlaw.
In ogni caso i motori di ricerca sono veramente tanti ed ognuno racchiude qualche piccola
particolarità. Inoltre nessuno potrà mai offrire, in campo legale, la completezza
offerta da Lexis o Westlaw.
Esistono comunque eccezioni alla regola generale per la quale i motori di ricerca non sono
precisi come Lexis o Westlaw.
GPO Access ha creato un elaborato schema di ricerca estremamente completo e funzionale.
Esso permette la ricerca per scudi o per segmenti combinata alla ricerca per parole
chiave. In questo caso l'operatore può limitare la ricerca per data o per porzioni di
documenti esattamente come per Lexis e Westlaw.
Nonostante queste eccezioni, comunque, i motori di ricerca hanno ancora molta strada da
percorrere prima di poter fornire una ricerca precisa ma flessibile.
In ogni caso, se la ricerca è molto specifica e facilmente accessibile potrebbe risultare
più conveniente usare il web. Spesso il web può offrire alcune informazioni prima di
Lexis e Westlaw, come nel caso di alcune corti che pubblicano immediatamente le proprie
sentenze.
Comunque solo il ricercatore è in grado di prendere l'ultima decisione riguardo dove
condurre la propria ricerca. Egli solo sarà in grado di soppesare i vari fattori, quali i
costi, la disponibilità, la velocità, i formati di consegna dei risultati o qualunque
altro fattore possa risultare determinante.
Ma cosa si intende realmente col termine motore di ricerca? Quando la mia mente pensa ad
un motore di ricerca, immediatamente mi vengono in mente Altavista, Excite, Yahoo, Lycos.
Ovviamente questi sono considerati motori di ricerca, ma il termine racchiude molte altre
cose. Motore di ricerca è un programma che ricerca all'interno di una banca dati di
informazioni elettroniche caratteri che rispondono ai parametri specificati dal
ricercatore.
Alla luce di questa definizione i motori di ricerca appaiono per tutto il web. I maggiori
motori di ricerca, quali quelli citati precedentemente, ricercano all'interno di milioni
di pagine. Ma dovunque venga collocata la ricerca, e senza riguardo a quanto sia estesa la
banca dati ci si trova di fronte ad un motore di ricerca. Sono considerati tali , infatti,
anche quelli che ricercano all'interno di un solo sito o di parti di sito. Ma questo già
era stato spiegato nel primo capitolo.
Il punto è che non c'è uniformità nel web per quello che concerne i motori di ricerca.
Ogni singolo motore di ricerca lavorerà in base a parametri propri e secondo specifiche
caratteristiche. Sarà compito del ricercatore individuare tali peculiarità e scegliere
quelli adatti alla ricerca.
Il più delle volte non si ha un'ampia scelta riguardo il motore da scegliere. Quando si
cerca una sentenza in rete bisogna prima identificare la banca dati presso la quale si
potrebbe trovare quella determinata informazione. Una volta trovata la banca dati sarà
poi necessario affrontare la ricerca della particolare sentenza.
La ricerca potrà avvenire attraverso una navigazione point and click, vagando cioè con
il mouse di menu in menu fino a trovare quello che ci serve; oppure potrà avvenire
digitando sulla tastiera, all'interno di appositi spazi, le parole chiave presso cui si
vuole condurre la ricerca. Più spesso la ricerca avverrà con l'utilizzo di entrambi i
metodi.
Quando si dovesse pensare che le informazioni siano contenute in più di una banca dati
sorgerà il problema del motore di ricerca a cui affidarsi. Ognuno, come già detto, ha le
proprie peculiarità che può renderlo perfetto per un tipo di ricerca e sconsigliato per
altre.
Per esempio, se voi preferite un motore di ricerca che vi permetta di ricercare
all'interno dei risultati della prima ricerca dovrete scegliere Infoseek. Se necessitate
di un motore di ricerca che vi offra anche tutti i risultati prossimi alla parola
ricercata dovrete rivolgervi a Lycos. Se siete disperati e avete bisogno di effettuare una
ricerca in semplice inglese provate Excite, non a caso chiamato professore dei motori
idioti.
Andate a vedervi la pagina della Law Library Resource Xchange (LLRX) per una veloce
comparazione dei servizi e del linguaggio dei maggiori motori di ricerca oppure navigate
nel Danny Sullivan Search Engine Watch che riporta le diverse prestazioni dei vari motori.
E' anche opportuno ricordare che Internet può essere un posto pericoloso. La ricerca
point and click può far apparire il tutto molto semplice. I motori di ricerca come Excite
spesso producono risultati anche utilizzando campi di ricerca non complessi ma la qualità
del risultato potrà risultare spesso mediocre ed inoltre, potrebbero creare nel neofita
un falso senso di sicurezza. L'effetto rumore potrebbe essere assordante.
Internet fornisce soltanto l'apparenza che tutto ciò sia facile.
La verità, a meno che non si conosca esattamente che cosa si stia cercando e dove si
debba cercarla, è che Internet può essere uno strumento molto complesso per la ricerca
di materiale di qualità.
Le ragioni sono innumerevoli. Prima di tutto esistono milioni di pagine in cui potrebbero
essere contenute le informazioni che si stanno cercando; in secondo luogo non si ha quasi
mai la certezza se tali informazioni siano presenti in Rete.
I neofiti potrebbero essere fortunati e trovare immediatamente le informazioni che gli
servono oppure potrebbero spendere inutilmente ore ed ore nella ricerca di una cosa che
non esiste o nella ricerca di una cosa nei posti sbagliati.
Quando la qualità delle informazioni che si ricercano è alta, è quindi più prudente
affidarsi ai centri professionali di ricerca legale. Negli Stati uniti è questa la
categoria costituita dai librarians ai quali spesso si affidano gli studi legali.
Categoria sconosciuta dai giuristi continentali, che sta incrementando la propria
importanza proprio grazie alla Rete. In realtà sarebbe di buon auspicio che una tale
ripartizione professionale delle competezze cominciasse ad attuarsi anche da noi.
Essi hanno una conoscenza specifica degli strumenti di Rete e conoscono la differenza tra
i vari motori di ricerca. Essi inoltre possono usufruire di un aggiornamento costante;
hanno più familiarità con la ricerca e più tempo per migliorare le proprie attitudini
sul campo.
La scelta del ricercatore di professione è quindi consigliata, negli Stati Uniti, di
fronte ad una ricerca molto complessa per un migliore risultato in termini di qualità ed
efficienza.
9 Ancora sul Web.
Il web rimane comunque uno strumento fondamentale. I ricercatori hanno a disposizione
differenti opzioni per condurre la propria ricerca su Internet.
E' anche opportuno ricordare che gli abbonati a Lexis ed a Westlaw possono accedere ad
entrambi i sistemi direttamente dal World Wide Web; questo rende i due sistemi disponibili
da qualunque computer che disponga di una connessione ad Internet e di adeguati browser di
navigazione. Tutto ciò elimina la necessità di software speciale e offre la possibilità
ai ricercatori di lavorare da quasi tutti i computer sia che ci si trovi a casa che al
lavoro o addirittura in viaggio.
Diversa è ovviamente la possibilità offerta dagli stessi sistemi di connettersi
direttamente via telnet agli archivi di Lexis e Westlaw con il vantaggio di effettuare
ricerche in tempi brevissimi.
Esistono inoltre altri punti di accesso alle informazioni legali a pagamento. Ci sono
infatti altre banche dati che offrono la possibilità di effettuare ricerche tramite
abbonamento o anche una tantum. E sono molto meno dispendiose delle due più famose.
VersusLaw e LOIS offrono, ad esempio, questa possibilità a prezzi relativamente bassi.
In effeti, la stessa Westlaw, offre una opzione economica ai suoi servizi, rappresentata
da Westdoc , per i non abbonati che semplicemente non hanno la necessità di un uso
continuo o approfondito dei suddetti strumenti.
10 Un esempio per tutti: Versuslaw.
La VersusLaw Inc. con sede a Redmond, Washington, fu fondata da Joe e Ann Acton nel 1985
con il nome di Timeline Publishing Co., Inc.
Solo dal 1992, però, VersusLaw comincia una relazione di tipo informatico con le Corti
Federali e le Corti Statali d'appello, con il preciso intento di creare uno strumento di
ricerca legale per piccoli studi legali. Inizialmente cominciò con un accesso diretto
tramite BBS e supportò le pubblicazioni della Lawyers' Liability Review. Il servizio
online fu rivoluzionato nel 1993 e prese il nome di Lawyers Legal Research. Nell'agosto
del 1995 il servizio mutò dalla sua origine di BBS e divenne probabilmente uno dei primi
siti Web di ricerca contenente sentenze della U.S. Supreme Court e dei circuiti federali e
statali delle Corti d'Appello (incluso il distretto di Washington).
Riflettendo sulla nuova direzione presa dall'azienda nel senso della ricerca legale su
Internet, la Timeline Publishing cambiò il proprio nome e divenne VersusLaw nell'estate
del 1996.
VersusLaw compie un'opera di continuo aggiornamento delle proprie banche dati ed offre i
propri servizi a prezzi relativamente contenuti mantenendo la propria direzione
nell'assistenza dei piccoli studi legali.
11 VersusLaw: un esempio di ricerca in banca dati.
Quando ci si connette a VersusLaw per condurre un ricerca legale bisogna prima di tutto
cliccare su "Search" dalla homepage, e poi completare i seguenti passi:
- Scegliere una giurisdizione per la ricerca.
- Selezionare una query.
- Lanciare il "Search/View the Results".
- Ridefinire la query.
- Stampare o scaricare il documento.
Per quello che riguarda il passo primo è necessario selezionare una categoria. Per
esempio, se voi selezionate "Federal Circuits" come vostra categoria, dopo aver
premuto "Submit" avrete l'opportunità di selezionare i circuiti specifici su
cui vorrete indirizzare la ricerca.
Potrete selezionare o deselezionare una giurisdizione semplicemente premendo nella casella
associata.
Con VersusLaw non sarete limitati alla ricerca all'interno di una singola giurisdizione e
neppure all'interno di un gruppo di giurisdizioni ma avrete la possibilità di spaziare
all'interno di tutta la banca dati.
Il passo due parla di query. La query è una parola o un insieme di parole che voi volete
ricercare in un documento. Quando dovete definire una query è importante riflettere sulle
parole che una determinata corte potrebbe usare nel definire la controversia su cui state
cercando del materiale.
Una volta determinate le parole su cui volete basare la vostra ricerca, dovrete
selezionare una query basata sulle parole connesse coi connettori booleani.
In alternativa potrete scegliere di eseguire una ricerca per una frase senza l'ausilio dei
connettori booleani.
Una ricerca booleana, come spiegato esaustivamente a suo tempo, richiede che il
ricercatore inserisca dei simboli detti operators (connettori o operatori di ricerca)
all'interno della query. Un connettore od operatore di ricerca è rappresentato da uno o
più caratteri che istruiscono il motore stesso su come le parole devono essere
considerate nei documenti da ricercare.
Il nome di ricerca booleana deriva da George Boole, un matematico del diciannovesimo
secolo. I tre connettori di ricerca booleana più importanti, che già conosciamo, sono:
AND, OR, NOT.
Eccovi degli esempi:
medical AND malpractice
ricercherà tutti i documenti che contengono entrambe le parole summenzionate. Tutti i
documenti che contengono quindi sia la parola medical che la parola malpractice. Nel
linguaggio di Boole significa che l'assioma per essere verificato deve contenere entrambe
le parole.
Medical OR malpractice
ricercherà tutti i documenti che contengono una o l'altra delle parole divise
dall'operatore OR. Tutti i documenti trovati attraverso questa ricerca conterranno al loro
interno o la parola medical o la parola malpractice.
Medical NOT malpractice
ricercherà tutti i documenti che contengono il termine prima dell'operatore NOT ma non
dopo lo stesso. Tutti i documenti trovati attraverso questa ricerca conterranno il termine
medical ma non conterranno la parola malpractice.
E' comunque consigliabile non iniziare una ricerca con l'operatore NOT. Per esempio se si
comincia con la query NOT malpractice, il motore di ricerca estrarrà tutti i documenti
che non contengono la parola malpractice.
In ogni caso se non si utilizza nessun operatore è possibile effettuare una ricerca con
l'uso del semplice linguaggio naturale.
Il motore, infatti, in assenza di operatori booleani utilizza il metodo dell'adiacenza
(ADJ adjacent), ovvero cercherà i termini contenuti da sinistra verso destra
nell'identico ordine propostogli.
Per la ricerca ad esempio di "negligent infliction of emotional distress" sarà
sufficiente inserire la frase nella casella di ricerca.
In ogni caso il metodo attraverso il linguaggio naturale non produrrà i frutti sperati se
le parole contenute nel documento ricercato non saranno nel medesimo ordine.
VersusLaw offre anche all'interno del suo sito una Operator Chart con una lista degli
operatori booleani disponibili e del loro funzionamento.
Una volta stabilita la vostra query sarà sufficiente inserirla nell'apposita casella di
ricerca e cliccare su "Submit". E' anche possibile specificare il lasso di tempo
in cui devono essere ricercati i documenti.
Come abbiamo detto il terzo passo consiste nel cliccare sulla casella "Search/View
the results". E' sempre possibile interrompere la ricerca cliccando sull'icona
"Stop" del vostro Web Browser.
Al termine della ricerca verrà visualizzata la cosiddetta Hit List. Nella parte in alto
della finestra verrà rivisualizzata la vostra query in modo da aiutarvi a comprendere da
che tipo di domanda provengono i risultati ottenuti ed in modo da aiutarvi, in seguito,
alla ridefinizione della query.
Al di sotto troverete appunto una lista di tutti i documenti rinvenuti. Esistono due
differenti tipi di Hit List. Il nuovo stile comprende le banche dati dei singoli stati e
quelle federali da cui il documento proviene ed una case citation.
La Hit List vecchio formato contiene i seguenti elementi: la banca dati di Stato o
Federale da cui il documento proviene, la data del documento (la data di inizio della
contestazione, che potrebbe o non potrebbe coincidere con la data in cui il documento fu
trasmesso dalla corte), e il nome delle parti.
Se non esistono documenti contenenti la query il motore vi risponderà con il messaggio
"0 documents found (0 returned) for Search Query: "
E' opportuno sottolineare anche che il documento con il maggior gradi di rilevanza
rispetto alla domanda di ricerca sarà visualizzato nella parte alta della lista. In
maniera decrescente saranno visualizzati i documenti con minor grado di rilevanza ma
questa non è ovviamente una indicazione di rilevanza legale. Sarà ben possibile che il
documento più importante per la vostra ricerca risulti posizionato nelle parti basse
della lista.
Il nome della corte da cui proviene la decisione è abbreviato. Le Corti Statali
contengono un codice di abbreviazione di due lettere, che è lo stesso codice di
abbreviazione (il famoso zip code) dello Stato a cui appartengono.
L'abbreviazione per il circuito federale inizia con una "C" per
"circuito" e poi indica la corte: C07 indica il settimo circuito, CDC indica il
circuito di Washington e CFC indica il Federal Circuit. La Corte Suprema è abbreviata
SCT.
Per visualizzare un documento sarà sufficiente cliccare sul nome dello stesso all'interno
della Hit List.
Le parole utilizzate per la vostra ricerca, i cosiddetti search terms, saranno segnalati
in grassetto nel documento. Se cercate un altro termine particolare potrete inoltre usare,
all'interno del documento stesso, la funzione di ricerca del vostro Web Browser.
Il quarto passo da compiere è un passo solo eventuale ma molto probabile: si tratta della
ridefinizione della query.
Dopo aver esaminato i documenti, infatti, si possono apprendere ulteriori elementi
rilevanti per la ricerca che si sta compiendo o si può capire che la query era troppo
generica e che la maggior parte dei documenti ritrovati sono irrilevanti.
La vostra prima query, in questo modo, potrà essere cambiata includendo od escludendo
alcune parole alla luce di nuove considerazioni. Sarà poi sufficiente cliccare nuovamente
sul Submit per effettuare una nuova ricerca.
12 WestDoc.
WestDoc appartiene al West Group per la ricerca di documenti dalla banca dati WestLaw via
Internet. Questo servizio permette di ricercare facilmente diversi tipi di documenti (non
solo case law ma anche articoli di riviste ad esempio) da WestLaw quando si conosce la
citation. Si può anche ricercare un caso di cui si conosce il nome di una delle parti o
il docket number.
La ricerca tramite questo servizio è molto più difficoltosa rispetto a quello che
abbiamo potuto osservare con VersusLaw e spesso è più difficile arrivare al risultato
voluto.
In ogni caso i prezzi sono molto vantaggiosi, sia che si decida per un abbonamento, sia
che si decida di effettuare una ricerca singola e di optare per il pagamento tramite carta
di credito. Per la ricerca di un singolo documento, in assenza di sottoscrizione, è
opportuno sottolineare che il costo non sarà addebitato fino all'effettivo scaricamento
del documento. Per cui se ci si trova davanti ad una lista di documenti ci si vedrà
addebitare la somma solo quando verrà operata una scelta. Si può accedere a WestDoc
anche attraverso la password fornita dall'abbonamento a WestLaw.
Se non si è clienti WestLaw e si intende usufruire del servizio, bisognerà prima
registrarsi seguendo le informazioni che ci vengono fornite dal sistema.
Si possono usare le citation di WestLaw per ricercare delle massime o delle decisioni che
non sono presenti nei report (unreported citation).
Per ricercare un documento in un solo passo si deve cliccare su "Find a Document by
Citation" e scrivere gli estremi della citation stessa dopodiché un nuovo clic su
"Go".
Si possono usare la maggior parte delle citazioni parallele e la spaziatura non
rappresenta un problema nella ricerca.
E' anche possibile ricercare un documento a partire da una determinata pagina desiderata.
Per ricercare un documento dal titolo, cliccare su "Find a document by title".
Dopodiché bisogna scrivere almeno il nome di una delle parti e selezionare la
giurisdizione (qui intesa come jurisdiction dei vari Stati). Per ricercare ad esempio un
caso del nono circuito tra la Apple e la Microsoft battere "apple" nella casella
"Party One" e "Microsoft" nella casella "Party Two". E' poi
necessario cliccare su "U.S Court of Appeals" e selezionare "9th
Circuit" dalla lista. Poi via su "Go".
Come già detto è altresì possibile ricercare un documento attraverso il docket number
dello stesso fissato dalla corte.
Per ricercare ad esempio un caso dello U.S. district della corte del Minnesota bisognerà
cliccare su "Find document by docket number" e poi scrivere il numero nella
casella "Enter the Docket Number". Sarà quindi necessario selezionare
"U.S. Discrict Courts and Other Specialty Courts" e scegliere Minnesota dalla
lista. E poi cliccare sul solito "Go".
Non sempre comunque il Docket Number è un numero esclusivo per cui sarà possibile che
sotto lo stesso docket number siano visualizzati diversi documenti. Dovrete quindi
scegliere quello che ricercavate.
Una bandiera rossa o gialla, con una H blu od una C verde, indica che, per quel
determinato documento, sono disponibili delle informazioni concernenti KeyCite.
KeyCite, come già accennato, è il sistema di ricerca delle citazioni del West Group e
può aiutare a determinare quando un determinato caso è considerato in good law e a
trovare altri casi o altre sorgenti che citano quel determinato caso.
Una bandiera rossa avvisa che il caso non è più considerato in good law per almeno uno
dei punti che contiene.
Una bandiera gialla avverte che il caso ha una storia negativa da qualche punto di vista,
ma che è stato reversed o overruled.
Una H blu indica che il caso ha una certa storia mentre una C verde indica che il caso ha
delle citazioni.
E' sufficiente cliccare sulla bandiera a fianco al documento ricercato per accedere alle
informazioni di KeyCite.
La funzione di Sign Off permette di uscire propriamente da WestDoc. Questa funzione
riveste una notevole importanza in quanto, uscendo da WestDoc propriamente, non sarà
permesso ad altri di accedere alle informazioni usando la password su cui si stava
lavorando. Inoltre, ciccando su "Sign Off", il numero delle transazioni che voi
avete fatto in quella particolare sessione e per le quali dovrete pagare, saranno
sottolineate in un'apposita lista.
Quando vi registrate per l'uso di WestDoc, avrete l'opzione di registrarvi attraverso una
open connection oppure attraverso una secure connection.
La versione open connection è disponibile se il vostro browser non supporta il Secure
Sockets Layer (SSL), il quale non è altro che un protocollo criptografico. Durante una
connessione aperta, una terza parte potrebbe vedere la vostra WestLaw password o il vostro
user name e la vostra WestDoc password.
Se il vostro browser, invece, supporta il protocollo criptografico SSL, potrete invece
selezionare una connessione sicura per assicurarvi che la vostra password ed il vostro
username siano protetti e che in generale le trasmissioni tra il vostro computer e WestDoc
non possano essere osservate da altre persone.
13 FindLaw.
FindLaw è considerato il portale legale per eccellenza.
Esso è un motore di ricerca, alla stregua dei più famosi Yahoo o Lycos, ma con
informazioni unicamente di carattere legale.
La missione di questo servizio è quella di rendere facilmente accessibili le informazioni
legali ad ogni categoria di persona che si trovi ad avere a che fare, per qualsivoglia
motivo, con la ricerca giuridica.
FindLaw cominciò la propria attività nel 1995 come una lista di risorse Internet
compilata dall'ingegnere ed avvocato Tomothy Stanley e dall'avvocato Stacy Stern su
commissione della Northern California Law Librarians. Siccome il responso al materiale fu
positivo decisero di postarlo sul Web cosicché anche altri potessero usufruirne.
Nel gennaio del 1996, FindLaw venne definitivamente lanciata, e continuò la sua crescita
vertiginosa. FindLaw ha vinto più di quaranta premi prestigiosi ed è stato nominato Best
Legal Research Site dai legali informatici per tre anni consecutivi ed è inoltre il più
trafficato sito legale della Rete.
Il sito di FindLaw è una guida completa alle informazioni legali che include più di
venticinquemila altri siti in varie discipline giuridiche e in tutte le giurisdizioni
statunitensi.
Il LawCrawler è dedicato in particolare alla ricerca del case law.
Con Cases and Codes il sito offre la possibilità di un aggiornamento costante che include
le decisioni della Corte Suprema a partire dal 1893, le recenti decisioni del U.S. Circuit
Court e le decisioni delle corti statali e federali.
14 Cornell University.
Uno dei siti gratuiti più rappresentativi è quello della Cornell Law Scholl: il Legal
Information Institute.
I motori di ricerca identificano il Legal Information Institute (LII) come uno dei siti
più visitati nel campo della ricerca legale. E' sufficiente infatti andare a vedere, a
titolo esemplificativo, il sito WebMostLink per rendersi conto di quanto questo sito venga
utilizzato come fonte pressoché inesauribile di materiale di studio e, in particolare, di
sentenze.
Molti siti specializzati, come Academic Info, come Fedlaw, come la Dow Jones Buisiness
Directory, ed anche un alto numero di referenze fuori dalla Rete (primi tra tutti il New
York Times e il National Jurist) raccomandano di cominciare la propria ricerca proprio dal
LLI.
Il servizio è infatti totalmente gratuito e non esistono limiti di accesso al sito;
inoltre, poiché il LLI è una organizzazione senza scopo di lucro che si avvantaggia di
finanziamenti pubblici e di private elargizioni, non si è interrotti da messaggi
pubblicitari.
Il traffico del server ha raggiunto limiti talmente elevati che senza il supporto attivo
dei suoi stessi membri, il LLI non potrebbe sopravvivere.
Durante la campagna promossa nel giugno del 2000 infatti, il sito ha potuto contare
dell'apporto di due milioni di nuovi contributing members, che sostengono il LLI, dal
punto di vista dell'apporto lavorativo. Credo che da tutto ciò le nostre Università
avrebbero molto da imparare.
IL LLI è finanziato con un apporto annuo di 250.000 dollari da parte del National Center
for Automated Information Research, ma la gran sostanza dei suoi finanziamenti, come da
prassi negli Stati Uniti, proviene dai privati.
Il LLI ha tra i suoi compiti quello di promuovere l'uso degli strumenti informatici per la
ricerca giuridica. I suoi strumenti di ricerca sono strutturati in modo da creare numerose
Key Search ad uso e consumo di una larga parte della popolazione; uno strumento destinato
non solo quindi, ai tecnici del diritto.
Il LLI si sforza di mantenere costantemente aggiornati i suoi archivi, in modo da
garantire un effettivo aiuto nella ricerca dei good law cases.
Il cambiamento della rivoluzione informatica ha reso possibile, in un primo tempo, la
creazione di banche dati solo da parte di soggetti privati, che vendevano le proprie
prestazioni attraverso una tariffa oppure attraverso l'introduzione di banner
pubblicitari.
Sono circa 40.000 le persone che utilizzano giornalmente il sito della Cornell e si
contano accessi da 70 paesi stranieri. Il sito conta inoltre su circa 180.000 link da
altri siti che utilizzano le informazioni e le banche dati di LLI, in accordo con
Altavista, uno dei motori di ricerca più famosi del mondo.
Il download può essere effettuati direttamente via World Wide Web, oppure ci si può far
recapitare le informazioni riguardo un determinato case law nella propria casella di posta
elettronica. Il LLI, inoltre, mette a disposione, a prezzi molto bassi dei CD ROM in
alternativa all'accesso diretto alle informazioni delle banche dati.
Il LLI vanta accordi di studio e partecipazione con numerose organizzazioni: prime tra
tutte Lexis e la Harvard Law School con la quale stanno coordinando un progetto di studio
multimediale finalizzato alla ricerca giuridica.
Anche la New York Bar Association e la New York Court of Claims collaborano con
l'Istituto. Il LLI vanta inoltre l'apporto di numerose law school, della Harvard Law
Library e della Ames Foundation per quello che riguarda il Nuremberg digital project e il
Bracton on-line.
15 Un caso pratico.
Dopo aver offerto una panoramica dei possibili mezzi gratuiti utilizzabili via web voglio
offrirvi ora la possibilità di farvi vedere come si potrebbe svolgere una ricerca in un
ipotetico studio legale.
Immaginate di lavorare per uno studio legale americano e di ricevere il seguente
memorandum dal vostro socio più anziano:
Looney, James & McCormick
788 Euclid Ave
Boston, Massachusetts 0218
(555) 764-9879
Marc Looney
Henry James
Lee McCormick
MEMORANDUM
TO: Junior Associate
FROM: Henry James
RE: United States v. Mallory: Motion to Suppress
Thank you for helping me with this memorandum. The grand jury indicted our client, Tony
Mallory, for possession with intent to distribute cocaine in violation of 21 U.S.C. õõ
841 (a)(1), 846. Pursuant to a warrant, the police searched our client's apartment and
seized cocaine and drug-related paraphernalia. I plan to file a motion to suppress the
evidence and need you to draft a supporting memorandum. In particular, I want you to focus
on whether the affidavit of the police officer furnished probable cause for the issuance
of the warrant. The police officed based his affidavit upon information received from a
confidential informant. The Office of the United State Attorney filed the case in the
District Court for the District of Massachusetts which, as you know, is located in the
First Circuit.
Con questo memorandum il nostro senior associate ci comunica la necessità di preparare un
memorandum di supporto per il caso United States v. Mallory. Tony Mallory è un nostro
cliente che è stato trovato in possesso di cocaina e di altre sostanze proibite
all'interno della sua abitazione. Il punto su cui il nostro capo intende basare la difesa
è che la perquisizione è stata decisa sulla base delle informazioni ricevute da un
collaboratore confidenziale della polizia.
Egli poi ci suggerisce un caso pilota da cui cominciare la nostra ricerca: Illinois v.
Gates.
Possiamo cominciare la nostra ricerca da Findlaw.
La homepage di Findlaw fornisce una varietà di link a varie categorie. Per ricercare un
caso ciccate su "Laws: Cases & Codes" e avrete la possibilità di scegliere
tra la giurisdizione federale e quella statale. Illinois v. Gates è un caso della Supreme
Court per cui dovrete cliccare su "Supreme Court Opinions".
Questa pagina contiene una varietà di opzioni di ricerca. Include un link alle pagine web
che permettono di navigare all'interno dei casi della Supreme Court in base al loro numero
o in base all'anno della decisione.
Ma, più importante, si può ricercare il caso anche sulla base del numero di citation o
del nome del caso stesso.
Per finire, questa pagina vi permette di fare una ricerca del caso full-text, la quale
funziona più o meno allo stesso modo delle ricerche condotte coi motori di ricerca di cui
tanto abbiamo discusso. Si possono quindi inserire dei termini di ricerca che vengono
elaborati dal motore che fornirà una serie di pagine con informazioni connesse.
Poiché comunque possediamo il nome di una delle parti potremo agevolmente condurre una
Party Name Search.
Digitate Gates e ciccate su "Search". In questo caso conveniva scegliere Gates
in quanto nome meno comune di Illinois. Come già detto precedentemente sarebbe opportuno
cercare di essere il più precisi possibile nel formulare la ricerca.
Il risultato che ci viene fornito comprende due casi contenenti i nomi Gates e Illinois.
Ciccate il link a questi casi per scoprire quale dei due è il più appropriato in
relazione alle esigenze del vostro cliente. Leggendo la citazione scoprirete che il caso
del 1983 è quello utile al nostro scopo.
Gli operatori di Findlaw hanno trasformato molte delle citazioni in link verso altri casi.
Findlaw, comunque, non fa riferimento ad ogni caso citato.
E' opportuno notare che questa pagina fornisce anche il link per la ricerca di casi della
Supreme Court e delle Circuit Court che citano il nostro caso. Sfortunatamente però le
decisioni non sono state organizzate in circuiti e, cosa più importante, non è possibile
determinare se la lista contiene ogni caso citante Illinois v. Gates. Ricordatevi dunque
di questo tipo di limitazione nel condurre la ricerca.
Dopo aver condotto alcune ricerche preliminari concludete che potreste essere in grado di
sostenere che il magistrato non aveva una probable cause per emettere il mandato di
perquisizione perché l'affidavit dell'ufficiale di polizia era basato su informazioni
vecchie.
Dovrete quindi trovare un caso della Supreme Court of Appeals riguardante la
estemporaneità delle informazioni.
Possiamo cominciare all'Emory Web site. La Emory Law School mantiene e aggiorna questo
sito e fornisce una estesa banca dati su case law dalla US Supreme Court e dalle corti del
circuito federale.
Dalla home page ciccate al link "Federal Courts Finder". Esso vi fornirà una
mappa degli Stati Uniti. La mappa divide gli Stati Uniti nei vari circuiti delle corti
federali.
Inoltre questi sono link per le Federal Circuit Court of Appeal, per le United States
Court of Federal Claims, per le United States Court of Appeal for the Armed Forces, e per
le United States Courts of Appeal for the District of Columbia. Cliccate quindi sulla
località nella mappa che corrisponde al circuito nel quale volete condurre la ricerca.
Muoveteci sopra il cursore e cliccate sul "First Circuit" che comprende Rhode
Island, Massachusetts, New Hampshire, Maine e Puerto Rico.
Ciccando sul First Circuit arriverete ad una pagina contenente link per case law della
U.S. Court of Appeal for the First Circuit. E' opportuno sottolineare che sono fornite le
opinioni solo a partire dal novembre del 1995.
Anche questa pagina fornisce numerose opzioni di ricerca. Inizialmente i casi sono
organizzati per anno fino ad oggi, e poi sono organizzati per mese. La pagina organizza
anche i casi in ordine alfabetico "By First Party" e "By Second
Party". A noi converrà comunque condurre una ricerca basata su parole chiave. Andate
quindi su "Search by Keyword" e ciccate su "First Circuit Case
Search".
Questa pagina fornisce informazioni riguardanti i metodi di ricerca disponibili. Ricordate
comunque che la prima volta che avete a che fare con un motore di ricerca dovete cercare
di familiarizzare con esso.
Io consiglierei di usare le parole: "confidential and informant and stale and
suppress". Digitatele nella casella e cliccate su "Search".
Questa ricerca produrrà una serie di documenti contenenti le parole di cui sopra.
Ricordate che il motore di ricerca produrrà per primi i documenti maggiormente rilevanti
e che la rilevanza è decisa da criteri matematici.
Ciccate sul link del primo caso proposto, United States v. Schaefer. Ci sono diverse cose
che noterete riguardo questa pagina: prima di tutto questo link ti porta direttamente al
punto del documento in cui compare la parola ricercata e non alla prima pagina del caso;
secondo i termini ricercati appaiono in neretto in questo documento; terzo le citazioni
all'interno del testo non sono link a casi addizionali.
A questo punto dovreste avere una panoramica piuttosto esaustiva dei case law riguardanti
l'argomento. Sarete spero in grado di farvi un'idea del memorandum da scrivere per il
vostro capo.
L'idea dell'esempio mi è sembrata la più opportuna per cercare di far capire le
differenze nella ricerca giuridica nel mondo anglosassone ed in partocolare in quello
d'oltreoceano. Essi hanno realmente fatto della ricerca giuridica una professione.
16 Considerazioni finali.
Come avrete potuto rilevare le possibilità di effettuare ricerche giurisprudenziali negli
Stati Uniti sono molteplici.
Il livello di informatizzazione dei documenti giuridici è impressionante e non ha niente
a che vedere con il livello continentale.
Le possibilità di consultazione via web rendono la ricerca semplice ed efficace e
permettono al ricercatore di risparmiare parecchio tempo. Le aziende statunitensi hanno
scommesso sulla possibilità della consultazione on line a pagamento ed hanno vinto la
loro scommessa.
La nostra situazione, come vedremo, è ben lungi dall'essere così rosea e, soprattutto in
Italia, il cammino da fare è ancora lungo. Ci si può solo augurare che qualche azienda
privata italiana decida di seguire gli esempi d'oltreoceano oppure che i colossi americani
decidano di catalogare anche le sentenze straniere.
CAPITOLO QUARTO
IL PRECEDENTE GIUDIZIARIO IN ITALIA
1 Il precedente giudiziario in Italia.
Galgano per primo ha segnalato come formalmente l'autorità del principio dello stare
decisis in Italia sia da ritrovarsi in due principi affermati dalla Cassazione.
Il primo, del quale possiamo ritrovare un esempio nella sentenza Cass., 13 maggio 1983, n.
3275, la cui massima sostiene tale orientamento nel seguente modo:
"Soddisfa l'obbligo della motivazione della sentenza di cui all'art. 132 n. 4,
c.p.c., il mero riferimento da parte del giudice del merito alla giurisprudenza della
Corte di Cassazione in relazione alla soluzione di una questione univocamente espressa
dalla Suprema Corte".
Nel caso il giudice di merito intenda discostarsi dai precedenti della Cassazione, e qui
si passa al secondo principio, egli ha l'obbligo di fornire un'adeguata motivazione alla
sua scelta e di fornire ragioni complete, congrue e convincenti in ordine alla
contestazione dell'interpretazione criticata.
Tale secondo principio può essere ricavato, ad esempio, dalla sentenza Cass., 3 dicembre
1983, n. 7248, la cui massima formula:
"Nell'esercizio del suo potere-dovere di interpretazione della norma applicabile alla
fattispecie sottoposta al suo esame, il giudice è libero di non adeguarsi all'opinione
espressa da altri giudici e può anche non seguire l'interpretazione proposta dalla Corte
di cassazione (salvo che si tratti di giudizio di rinvio), così come può dissentire
dalle mere motivazioni delle pronunzie della Corte costituzionale non influenti
direttamente sulla declaratoria di illegittimità o sul riconoscimento della legittimità
di una specifica disposizione. Tale libertà non esclude, peraltro, l'obbligo dello stesso
giudice di addurre ragioni congrue, convincenti a contestare e far venir meno
l'attendibilità dell'indirizzo interpretativo rifiutato".
2 L'articolo 65 dell'ordinamento giudiziario.
Il primo studioso che decise coraggiosamente di ancorare la validità del precedente
all'articolo 65 ord. giudiz. fu Gino Gorla.
Recita, infatti, nel suo primo alinea il citato articolo:
<<La Corte suprema di cassazione, quale organo supremo della giustizia, assicura
l'esatta osservanza e l'uniforme interpretazione della legge, l'unità del diritto
oggettivo nazionale...>>.
La uniforme interpretazione di cui all'articolo 65 assume tre funzioni in relazione alla
certezza del diritto, all'uguaglianza di tutti i cittadini di fronte alla legge ed
all'unità del diritto nello Stato.
La certezza del diritto a questo proposito si intende in relazione alla norma o al
criterio di condotta a cui deve adeguarsi chi deve compiere un determinato atto.
Da ciò deriva che alle norme sia data un'interpretazione uniforme in modo da poter
nutrire un certo affidamento al compimento di quel determinato atto.
Ciò presuppone che i mutamenti di indirizzo abbiano carattere retroattivo o che comunque
vengano messi a disposizione degli strumenti correttivi al compimento di quel determinato
atto.
Per quello che riguarda il principio di uguaglianza esso postula semplicemente che la
legge sia interpretata in modo uguale a parità di situazioni.
L'esigenza dell'unità del diritto nello Stato presuppone che i vari tribunali applichino
la legge nello stesso modo, così da evitare sperequazioni territoriali o di grado
nell'ambito dell'applicazione della legge.
L'art. 65 considera il compito della Corte di cassazione di assicurare l'uniforme
interpretazione della legge assieme ai compiti che sono vere e proprie attribuzioni della
Corte.
In base a quanto detto sull'art. 65 ord. giudiz. si possono trarre i seguenti corollari:
- la Corte di Cassazione, al verificarsi di certi accadimenti, ha il potere-dovere di
mutare giurisprudenza;
- tale mutamento può verificarsi solo per gravi o congrue ragioni;
- sull'eventuale mutamento di posizione esiste, in seno alla Corte stessa, un dovere di
motivazione.
Per quello che riguarda le varie sezioni, è doveroso sottolineare che queste non possono
mantenere orientamenti discordanti in quanto ciascuna sezione fa parte di un unico organo:
la Corte di cassazione.
Il principio dello stare decisis, in ogni caso, deve essere combinato con quello della
libertà di interpretazione del giudice, principio atto ad adeguare in maniera più rapida
e più efficace il diritto ai mutamenti sociali in atto.
Tale equilibrio instabile tra l'esigenza della certezza del diritto e quella
dell'adeguamento dello stesso ha portato gli studiosi a ragionamenti su base antitetica e
schierata.
Se dovessimo comunque provare ad analizzare dettagliatamente gli sviluppi di un sistema
basato sul precedente noteremo che lo stesso principio, apparentemente rigido, lascia in
realtà ampie possibilità di eccezioni che ricreano una composizione di tipo dialettico
delle soluzioni.
Data dunque per scontata la necessità di stabilità bisogna comunque segnalare la
patologia di un sistema, quale quello italiano, ancora denso di disparità di trattamento,
di incertezza e di confusione.
Ad ogni modo, la sentenza della Cassazione, Sez. Un., 16 maggio 1992, n. 5888 pare far
assurgere a rango costituzionale le norme di cui all'art. 65ord. giudiz. con il
conseguente obbligo di rivelazione della ratio decidendi del caso.
Qui di seguito una delle parte più interessanti della sentenza:
"Con il ricorso per cassazione di cui all'art. 111, comma 2 cost., si possono
denunziare soltanto "violazioni di legge", con riferimento sia alla legge
regolatrice del processo. Pertanto la inosservanza del giudice civile all'obbligo della
motivazione su questioni di fatto integra "violazione di legge", e come tale è
denunciabile con il detto ricorso, quando si traduca in mancanza della motivazione stessa
(con conseguente nullità della pronuncia per difetto di un requisito di forma
indispensabile), la quale si verifica nei casi di radicale carenza di essa, ovvero nel suo
estrinsecarsi in argomentazioni non idonee a rivelare la "ratio decidendi"
(cosiddetta motivazione apparente), o fra di loro logicamente inconciliabili, o comunque
perplesse od obiettivamente incomprensibili, e sempre che i relativi vizi emergano dal
provvedimento in sé, restando esclusa la riconducibilità in detta previsione di una
verifica sulla sufficienza e razionalità della motivazione medesima in raffronto con le
risultanze probatorie"
La ratio decidendi acquista in questo modo valore costituzionale. A questo proposito
l'art. 111 Cost. (e l'art. 360, n. 5, c.p.c.) viene così ricollegato al principio di
uguaglianza di cui all'art. 3 della Costituzione.
Il ragionamento logico può essere il seguente:
- in omaggio al principio di uguaglianza il controllo di legalità della Cassazione ha il
compito di garantire l'uniforme applicazione ed interpretazione del diritto (tutto ciò
equivale dunque alla costituzionalizzazione dell'articolo 65 dell'ordinamento
giudiziario);
- tale controllo viene garantito dall'obbligo di motivazione di cui all'art. 111 Cost, che
statuisce la possibilità di detto controllo esclusivamente nei confronti delle sentenze
motivate;
- la motivazione deve rivelare, pena essere considerata la sentenza solo apparentemente
motivata e quindi priva di motivazione, la ratio decidendi.
3 Overruling: l'efficacia nel tempo e ius superveniens.
Nei sistemi, quali quelli di common law, ove il principio dello stare decisis è
seriamente rispettato, si profila, come sappiamo il problema dell'efficacia nel tempo
dell'abrogazione del precedente.
Il problema della limitazione della retroattività del mutamento giurisprudenziale non si
pone indistintamente per tutti i casi, ma con limitazione a situazioni particolari in cui
sia da reputarsi che sarebbe eccessivamente ingiusto deludere coloro i quali avevano
riposto giuste aspettative sulla soluzione al momento vigente nel diritto applicato.
Con il metodo del prospective overruling il giudice, quindi, al fine di tutelare tali
aspettative, stabilisce che la soluzione varrà solo per il caso deciso e per le future
fattispecie ma non per le fattispecie precedentemente disciplinate per le quali avrà
sempre valore il precedente overruled.
Un secondo metodo di prospective overruling, che sembra invece essere utilizzato anche
dalla nostra Cassazione, e di cui abbiamo già fatto cenno, consente l'applicazione
dell'overruling esclusivamente per i casi futuri, facendo addirittura salve le aspettative
anche per il caso considerato. Tale metodo appare espressione di decisioni più
consapevoli, equilibrate e prevedibili ed è certamente da abbracciare.
Abbiamo visto anche come, negli Stati Uniti, le banche dati informatizzate tengano conto
non solo del precedente ma del valore dello stesso nell'impostare la ricerca.
Nel considerare i mutamenti di giurisprudenza non si può non porsi il problema se questi
possano essere equiparati allo ius superveniens. La risposta che ci offre la Cassazione
alla risoluzione di tale problema, con la sentenza Cass., 25 ottobre 1982, n. 5567 è
negativa. Il nuovo principio derivante da una pronuncia overruled non è assimilabile allo
ius superveniens per ciò che concerne il giudizio di rinvio.
Così la famosa sentenza:
"Pur accogliendo la più ampia nozione possibile di fatto sopravvenuto, con
ampliamento dell'ambito del fenomeno anche al di là degli eventi che comportano la totale
o parziale cessazione della materia del contendere o che producono mutamento del titolo
della pretesa - come avviene in modo particolare nell'ipotesi in cui il factum principale
abbia incidenza elidente o modificativa dell'oggetto della lite - è in ogni caso
indispensabile che il factum superveniens, ai fini della deducibilità in sede di rinvio,
presenti caratteristiche tali, nei suoi requisiti oggettivi, da configurarsi come evento
distinto e autonomo rispetto agli elementi costitutivi della presupposta situazione di
fatto in ordine alla quale si è svolto il potere di controllo della Cassazione. Nel
giudizio di rinvio, pertanto, non può essere dedotto un factum superveniens che sia stato
realizzato all'esclusivo fine di correggere ex post il comportamento o la condotta
ritenuti carenti dalla Corte di cassazione nel giudizio sull'osservanza di un
La totale diversità di funzioni assegnate dalla nostra Carta costituzionale al Parlamento
ed alla magistratura rende praticamente impossibile la parificazione del mutamento
giurisprudenziale allo ius superveniens.
4 Considerazioni.
Da tutto ciò appare chiaro come queste differenze strutturali si ripercuotano anche nella
scelta di catalogazione delle sentenze, nella tenuta dei reports e nel differente impatto
avuto dalla rivoluzione informatica e telematica nei due sistemi.
Gli americani usavano già il loro pragmatismo nella catalogazione delle sentenze prima
dell'avvento degli elaboratori. Altro non hanno fatto, in seguito, che farsi aiutare dalla
tecnologia. A noi manca tutto il loro bagaglio culturale in questo senso ed è
principalmente per questo che ci ritroviamo così arretrati.
La prova di tutto ciò è che in altri settori l'Italia ha recepito positivamente
l'avvento delle nuove tecnologie e non è in questa situazione di arretratezza.
Le avversità di tipo giuridico, esaminate in questo capitolo, nei confronti di una
cultura del precedente, inoltre, non aiutano di certo.
Tanti giuristi in Italia leggono le sentenze troppo di rado. In ogni caso nel capitolo
finale tali mie affermazioni appariranno più chiare.
CAPITOLO QUINTO
I SISTEMI INFORMATICI DI REPERIMENTO DELLE SENTENZE IN ITALIA
PARTE PRIMA: IL CED
1 Introduzione.
L'unico esempio di banca dati italiana, paragonabile almeno in parte ai colossi americani
è il CED della Cassazione. Anche se, per ora, mette a disposizione solo le massime delle
sentenze esso rappresenta un tentativo onorevole di stare al passo coi tempi. Per
un'analisi del problema della massime vi rimando al capitolo finale.
Il Centro Elettronico di Documentazione della Corte di Cassazione è la banca dati
giuridica contenente il maggior numero di documenti oggi in Italia.
Esso fu costituito tra la fine degli anni sessanta e l'inizio degli anni settanta prima
come semplice filiale dell'ufficio massimario ed in seguito divenne una struttura
autonoma.
Esso contiene circa quaranta archivi presso i quali è possibile reperire tra milioni di
documenti.
Esso fu opera di alcuni valenti magistrati, tra cui spiccano i nomi di Borruso, Falcone e
Novelli i quali si basavano sull'esperienza degli archivi americani.
Nacque così il sistema ITALGIURE FIND, basato sull'information retrieval che conteneva in
gran parte le massime della Cassazione ma anche numerose altre fonti documentali.
La prima presentazione del sistema risale al 1969, anno in cui l'UNIVAC diede un saggio
delle capacità di reperimento dei delle sentenze della Cassazione medesima.
Bisognerà però attendere il 1973 per il primo collegamento telematico di alcuni uffici
giudiziari con l'elaboratore centrale.
Il 1985 rappresenta un ulteriore momento di svolta, in quanto viene presentato il nuovo
sistema operativo, migliorato e potenziato, dell'elaboratore centrale.
Il sistema ITALGIURE FIND 2 era in grado di apprendere dati sulla base delle ricerche
effettuate dagli operatori.
Al sistema ITALGIURE FIND, basato su di un metodo di consultazione non amichevole, è
stato affiancato, in tempi recenti un sistema a finestre reperibile in ambiente Windows.
Tale sistema, denominato, EASY FIND rappresenta certamente un passo in avanti nella
possibilità di consultazione amichevole ma, come vedremo, possiede anche numerosi limiti.
2 I canali di ricerca e la sintassi di base.
I canali di ricerca sono sistemi di ricerca che possono essere applicati alla
consultazione di una banca dati. Essi non sono quindi, come potrebbero essere gli archivi,
indici settoriali di ricerca né sono tantomeno delle ripartizioni degli archivi stessi.
Essi sono sistemi di ricerca, quindi, studiati per limitare al massimo gli inconvenienti
sia dell'effetto silenzio che dell'effetto rumore.
I canali di ricerca del CED sono moltissimi. Il Centro stesso fornisce informazioni
gratuite agli utenti sui canali disponibili. In ogni caso è possibile ottenere
informazioni sui canali tramite l'interrogazione del sistema stesso.
Se desidero, per esempio, ottenere informazioni sui canali disponibili nell'archivio di
penale dovrò digitare:
$PENALE-CAN?
Iniziamo in questo modo a prendere dimestichezza con le stringhe di ricerca.
Ogni stringa di dialogo inizia con il simbolo del dollaro ($) e termina quasi sempre con
il punto e virgola (;).
Se devo aprire l'archivio di penale dovrò quindi digitare:
$PENALE;
Se volessi effettuare una ricerca sul reato di percosse, procederei nel modo seguente,
dovrei quindi con il simbolo dei due punti (:), come segue:
$PT:PERCOSSE;
La classificazione dei canali varia da banca dati a banca dati e più avanti prenderemo
dimestichezza coi vari canali di ricerca.
Il macrocanale si differenzia invece dal canale perché non effettua selezione di
documenti, non è inoltre necessario aprire un archivio perché entri in funzione ed ha
una validità principalmente informativa per l'utente.
Se comunque desiderassi riferire la mia ricerca anche ad un secondo canale, in questo caso
dovrei usare il simbolo dell'uguale (=). Se ad esempio dovessi ricercare un documento sul
reato di percosse relativo all'anno 1998 la stringa assumerebbe la seguente connotazione:
$PT:PERCOSSE*AN=1994;
Potremo dunque avere stringhe monodato, nel caso utilizzi un unico lemma al suo interno,
oppure stringhe pluridato che utilizzano più lemmi. La stringa pluridato può a sua volta
distinguersi in omogenea ed eterogenea a seconda che presenti uno o più canali di
ricerca.
La ricerca precedente potrebbe anche essere effettuata in forma progressiva nel seguente
modo:
$PT:PERCOSSE;
Sul cui risultato:
$AN:1998;
L'operatore logico AND è rappresentato in ITALIGIURE dal simbolo asterisco (*). Se
dovessi ricercare quindi un documento che rechi le parole percosse e ecchimosi la stringa
sarebbe:
$PT:PERCOSSE*ECCHIMOSI;
L'operatore logico OR è invece rappresentato in ITALGIURE dal simbolo più (+) .
Nell'esempio di prima, se dovessi decidere di ricercare i documenti contenenti
alternativamente la parola percosse o la parola ecchimosi la stringa sarebbe:
$PT:PERCOSSE+ECCHIMOSI;
L'operatore NOT, utilizzando le parole degli esempi di cui sopra sarebbe rappresentato
dalla seguente stringa:
$PT:PERCOSSE*(-ECCHIMOSI);
E' opportuno rilevare che nell'esempio di cui sopra si è utilizzato uno pseudocodice, in
quanto è stato utilizzato anche l'operatore logico AND:
Ricerca la parola percosse e (non la parola ecchimosi).
Tale pseudocodice era stato utilizzato con l'operatore AND anche nel caso della ricerca
datata. In quel caso:
Ricerca la parola percosse relativa a documenti del 1998.
3 Le regole sintattiche.
Nell'utilizzo delle stringhe di ricerca è opportuno ricordarsi di quattro regole
fondamentali:
- utilizzare i termini al singolare. La ricerca sarà fatta su FURTO e non su FURTI.
Questo non vale nel caso i termini acquistino diverso o più completo significato nella
loro accezione plurale. Calza a pennello in questo caso l'esempio della parola PERCOSSE,
che rappresenta più precisamente il reato di cui al nostro codice penale;
- nelle aggettivazioni è opportuno l'uso del genere maschile;
- i verbi devono essere utilizzati al tempo infinito;
- è vietato l'uso degli accenti.
4 La tecnica del mascheramento e del troncamento.
Quando esistono dei dubbi sulla formulazione dei segni linguistici si può ricorrere alla
tecnica del mascheramento. In tal modo si può usare la ics (X) per sostituire la grafia
delle lettere sconosciute.
E' anche possibile cambiare il carattere di mascheramento nel seguente modo:
$MASK:Y;
Il cambio del mascheramento varrà fino allo scadere della concessione.
E' consigliabile comunque usare dei segni che non si confondano con le parole comunemente
usate nella lingua italiana.
Supponendo la X come carattere di mascheramento supponiamo di non conoscere l'esatta
dizione di EQCHASELTD. Supponiamo di essere insicuri tra EGCHASELTD e EQCHASELTD. Tale
problema potrà essere superato con l'utilizzo della seguente stringa:
$PT:EXCHASELTD;
La tecnica del cambio di mascheramento può essere usata anche nel contesto dell'operatore
logico OR con una ricerca per data.
Se dovessimo ricercare alcuni documenti dal 1993 al 1998 senza il mascheramento saremmo
obbligati a scrivere:
$AN:1993+1994+1995+1996+1997+1998;
Con il mascheramento si potrà ovviare a questa trafila nel seguente modo:
$AN:199X;
La stessa tecnica può essere usata in relazione ad alcuni termini della lingua italiana
(verbi e sostantivi principalmente) che possono assumere una forma leggermente differente:
l'esempio per antonomasia è rappresentato dal verbo denunciare e dal sostantivo denuncia,
che può essere rappresentato anche dai segni linguistico denunziare o denunzia. In questo
caso:
$PT:DENUNXIA;
$PT:DENUNXIARE;
La tecnica del troncamento si ottiene ponendo il segno del dollaro ($) alla fine della
radice di una parola.
Se ad esempio desiderassi ricercare una sentenza che contenga la parola somministrazione
(eventualmente anche il suo plurale), tutte voci del verbo somministrare, i suoi aggettivi
ed in generale tutte le parole che comincino per la radice "somministr" opterò
per la seguente stringa:
$PT:SOMMINISTR$;
5 Comandi di visualizzazione dei documenti.
Il comando di visualizzazione dei documenti, all'interno del sistema ITALGIURE FIND, è il
seguente:
$PRINT;
Al termine di questo comando la massima vi apparirà nella sua intierezza. E' comunque
possibile suddividere la massima in sezioni, come segue: epigrafe, parti, titoletto e
schema, mero testo della massima.
La sigla per l'epigrafe è rappresentata dalla lettera emme (M), quella per le parti dalla
lettera p (P), quella il titoletto e lo schema dalla lettera esse (S) mentre il mero testo
della massima è raffigurato dalla lettera t (T).
Sarà così possibile, ad esempio, ridimensionare la visualizzazione della massima, a
quella delle sole epigrafe e titoletto con la seguente stringa di comandi:
$PRINT:1M1S;
In tale modo saranno raffigurate solo l'epigrafe ed il titoletto.
Esiste anche una sigla per i riferimenti normativi relativi alla massima esaminata ed è
rappresentata dalla lettera erre (R).
I precedenti sono visualizzati in ITALGIURE FIND in ordine temporale, dal più remoto al
più recente. Se si volesse cambiare tale ordine:
$PRINT:SD=AN;
Il sistema in esame è abilitato a trasmettere una sola videata alla volta. Per voltare
pagina è necessario premere il tasto ENTER. Per vedere, ad esempio, direttamente il
documento numero 4 sarà comunque possibile digitare:
$DOC:+4;
Se invece si volessero semplicemente saltare le pagine di un determinato documento
occorrerà:
$PAGE:+4;
Se si desiderasse invece ritornare alla risposta precedente:
$BACK;
Oppure ad una determinata risposta precedente, la seconda per esempio:
$BACK:2
Non si può però ricorrere a questo tipo di comando per più di due volte all'interno
della medesima ricerca e non è altresì possibile andara a ritroso per più di due
ricerche.
Il comando back può essere molto utile anche per tornare ad un archivio precedente. Se mi
trovo nell'archivio di penale, ad esempio, e desidero tornare all'ultima risposta
visualizzata nell'archivio di civile:
$BACK:CIVILE;
6 La ricerca per dati lessicali.
Si è già accennato che il canale usato per la ricerca di tipo lessicale è PT, che sta
per "parole testuali". Questo canale permette di concludere una ricerca sulla
base di quasi ogni tipo di parola.
Questo canale è basato su un thesaurus, ovvero sul tipo di dizionario già analizzato.
Esso rappresenta il cosiddetto dizionario intelligente in quanto in grado di riconoscere
anche le forme declinate e coniugate. Esso contiene circa 50.000 lemmi o parole.
All'interno di theasurus si è cercato di eliminare le cosiddette "parole vuote"
ovvero le parole poco utili al fine della ricerca di tipo giuridico, cioè:
- gli articoli,
- le preposizioni,
- le congiunzioni di tipo coordinativo,
- i verbi avere, essere, fare e venire,
- alcuni verbi al participio passato (anzidetto, suddetto, ecc.),
- gli aggettivi possessivi,
- i pronomi.
Questa serie di segni linguistici rappresenta quasi la metà delle parole inserite nei
documenti della banca dati. Le altre parole sono state inserite seguendo il sistema dei
lemmi. I lemmi altro non sono che le voci inserite in un qualsiasi vocabolario della
lingua italiana.
ITALGIURE FIND riconosce quindi le forme declinate e coniugate di questi lemmi. Su 50.000
lemmi il sistema sarà quindi in grado di riconoscere 1.200.000 voci coniugate o
declinate.
Ovviamente nel condurre la ricerca per far funzionare il sistema in modo adeguato sarà
necessario rispettare le regole sintattice di cui abbiamo parlato.
Il canale per la ricerca delle parole che non possono essere ricondotte ai lemmi di cui
sopra è invece PNT ("parole non trovate"). Se dovessi, per un qualunque motivo,
compiere una ricerca per il termine SUDDETTO:
$PNT:SUDDETTO;
7 Gli archivi della giurisprudenza.
I due archivi principali in cui si suddivide la raccolta delle massime della Cassazione
sono:
$PENALE;
$CIVILE;
Essi costituiscono gli archivi rispettivamente della giursprudenza penale e civile
presenti nella banca dati del CED.
Essi sono consultabili attraverso l'ausilio di tre canali principali:
- il canale $PT, di cui abbiamo già parlato, per la ricerca di tipo lessicale. Tale
canale è senza ombra di dubbio il più utilizzato;
- il canale $PK, basato su un tipo di consultazione prettamente concettuale che usufruisce
dei cosiddetti semi del linguaggio. I semi del linguaggio altro non sono che i segni
linguistici con valenza semantica concettualmente legati all'oggetto della ricerca dal
punto di vista del significato;
- il canale $RN con cui si possono reperire le sentenze relative ad una determinata norma.
Tale sistema viene ad esempio usato, per le ricerche cartacee, nei codici commentati.
Abbiamo poi un canale di ausilio e semplificazione della ricerca, il canale $SCG, che
permette di usufruire della suddivisione dell'archivio, sia penale che civile, in grandi
voci o argomenti, secondo un sistema simile a quello usato nei repertori cartacei.
Per l'elenco delle grandi voci in materia penale:
$SCGPEN;
Per l'elenco in materia civile, invece, la stringa di comando è:
$SCGCIV;
Una volta che vengono visualizzato gli schemi è possibile scegliere la voce più adatta
alla nostra ricerca.
Se, ad esempio, dovessimo conoscere alcune sentenze relative al diritto condominiale, la
voce interessata sarebbe la 046 (COMUNIONE E CONDOMINIO), per attivare la quale:
$SCGCIV;
E poi:
$SCG046;
Quest'ultimo comando ci permette di visualizzare tutte le sottovoci relative alla grande
voce COMUNIONE E CONDOMINIO.
Sarà così possibile richiamare i documenti della sottovoce con un comando (in
pseudocodice) di questo tipo:
$SC:numerograndegrandevocenumerosottovoce;
A questo punto, sui documenti ritrovati potremo compiere la ricerca attraverso tutti i
canali di ricerca leciti.
8 I canali $PT e $PK.
Riguardo al canale $PK per la ricerca lessicale sarà qui opportuno soltanto ricordare gli
effetti rumore e silenzio, tipici inconvenienti in cui si capita usando questo tipo di
ricerca.
Nel scegliere il termine da ricercare, sarà infatti necessario, non ricercare un segno
lessicale eccessivamente generico, a causa dell'eccessivo numero di documenti che
potrebbero essere ritrovati.
Se si dovesse invece usare un criterio più selettivo nella scelta della stringa di
ricerca si potrebbe incorrere nell'effetto silenzio.
In ogni caso già abbiamo ampiamente parlato degli strumenti atti a diminuire l'influenza
negativa degli effetti di cui sopra.
Abbiamo in precedenza accennato al fatto che tramite il CED è alresì possibile
effettuare una ricerca concettuale dei documenti. E' qui opportuno ricordare che in tale
contesto il significato della parola "concettuale" ha una valenza ristretta nel
senso già chiarito.
Per selezionare quindi i documenti che contengono lo stesso concetto della parola
indicata, o concetti simili o correlati ed anche i concetti opposti, attraverso parole
simili o perifrasi bisognerà utilizzare il canale $PK.
Per effettuare tale tipo di ricerca l'elaboratore utilizzerà il già citato thesaurus.
Attraverso il macrocanale $HTM sarà inoltre possibile sapere se la parola ricercata sia
stata tesurizzata e, in caso contrario, quale sia il termine tesaurizzato da usare in
sostituzione dello stesso.
Un esempio chiarificatore è quello, spesso usato, della parola terremoto. La parola
terremoto, non è una parola tesaurizzata (o PK) per cui potrà essere fatta una ricerca
lessicale ma non concettuale. Attraverso in macrocanale $HTM noi possiamo conoscere
l'elenco dei termini tesaurizzati in vece della parola terremoto, nel seguente modo:
$HTM:TERREMOTO;
IL sistema ci fornirà l'elenco delle parole PK associate al termine terremoto e cioè:
DISASTRO MOVIMENTO NATURA SISMA TERRENO.
A questo punto ci converrà utilizzare la parola sisma per una ricerca di tipo
concettuale:
$PK:SISMA;
In tal modo saranno segnalati sia i documenti contenenti la parola sisma che i sinomimi
come terremoto, movimento tellurico, ecc.
9 Altri operatori logici.
Durante l'anno 2000 sono stati introdotti due nuovi opertaori logici all'interno del
sistema del CED:
- l'operatore di adiacenza (ADJ), che consente di reperire i documenti all'interno dei
quali i dati di ricerca appaiono alla distanza di non più di tre parole;
- l'operatore di prossimità (NEAR), che consente di reperire i documenti all'interno dei
quali i dati di ricerca appaiono ad una distanza massima di quindici parole. E' anche
possibile specificare se tali termini debbano essere inseriti nel documento nella sequenza
logica utilizzata per la ricerca.
Se, ad esempio, dovessimo ricercare un documento che contenga i termini ingiuria e
percosse alla distanza massima di tre parole, nell'ordine indicato:
$ADJ,S:INGIURIA*PERCOSSE;
Potremmo anche togliere rilevanza all'ordine espresso nel seguente modo:
$ADJ:INGIURIA*PERCOSSE;
Se desiderassimo invece che i due termini siano ricompresi in una distanza massima di
quindici parole, i due esempi per il caso in questione saranno:
$NEAR,S:INGIURIA*PERCOSSE;
$NEAR:INGIURIA*PERCOSSE;
Due utili strumenti di coadiuvamento alla ricerca concettuale sono rappresentati dai
canali di relazione TEST e LINK. Tali canali sono stati creati sulla base
dell'elaborazione dei dati immessi dagli utenti durante le ricerche.
Il canale TEST ritrova tutti i sinonimi e qualsiasi termine che sia interscambiabile,
cioè tutti i termini che vengono utilizzati attraverso l'operatore OR.
Se dovessimo cercare, quindi, all'interno dell'archvio penale, tutti i sinonimi della
parola arma:
$PENALE;
$TEST:ARMA;
Il canale LINK, invece, ricerca tutti i termini complementari tra loro che erano stati
ritrovati dagli utenti attraverso l'utilizzo dell'operatore AND.
Se dovessimo quindi cercare, all'interno dell'archivio penale, tutti i termini
complementari alla parola arma:
$PENALE;
$LINK:ARMA;
10 La ricerca normativa.
Un altro canale fondamentale per quello che riguarda la ricerca delle massime è quello
della ricerca normativa, attutata appunto attraverso il canale RN. Tale canale permette di
ricercare il documento attraverso la norma a cui la massima della Cassazione fa
riferimento.
Se, ad esempio, desiderassimo ricevere informazioni riguardo alle massime della Cassazione
concernenti la legge 31 dicembre 1996 numero 676, dal titolo "Delega al Governo in
materia di tutela delle persone e di altri soggetti rispetto al trattamento dei dati
personali", la stringa da digitare sarà:
$RN:LS 1996 12 31 0676;
LS indica la sigla con cui vengono ricercate le leggi dello Stato. Bisogna innanzitutto
cercare di capire se ci riferiamo alle implicazioni penali o civili della legge in
questione ed aprire in precedenza l'archivio penale, in caso ci servano le sentenze della
Cassazione in ambito penale oppure aprire l'archivio civile in caso di rilevanza civile
delle informazioni.
Data la facilità di incorrere in errori di digitazione, nell'ambito di tale ricerca si
consiglia un buon uso del mascheramento di cui abbiamo esaustivamente parlato in
precedenza.
Oltre allo standard per quello che concerne le leggi dello Stato esistono comunque, in
questo ambito, numerosi altri criteri di interrogazione. Gli standard più comuni sono:
Standards normativi:
CC = Codice civile
CF = Legge fallimentare
CM = Codice penale militare
CN = Codice della navigazione
CP = Codice penale
CR = Costituzione
CS = vecchio Codice della strada
PC = procedura civile
PP = Codice di procedura penale del 1930
PV = Codice di procedura penale vigente
SN = nuovo Codice della strada
RT (disp. trans. e fin. della cost.)
RY (costituzione abrog.)
CW (cod. civ. abrog.3
AW (cod. civ. abrog. disp. att. e trans.)
CA (cod. civ. disp. att. e trans.)
CE (preleggi)
PY (cod. proc. civ. abrog.)
CT (cod. proc. civ. disp. att. e trans.)
PT (cod. pen. disp. att. e trans.)
PA (cod. proc. pen. disp. att. e trans.)
PE (cod. proc. pen. reg. esecuz.)
VT (nuovo c.p.p. disp. att. e trans.)
VR (nuovo c.p.p. reg. esecuz.)
CM (cod. pen. milit. pace)
MG (cod. pen. milit. guerra)
MA (cod. pen. milit. disp. att. e trans.)
NI (reg. navig. interna)
NA (reg. navig. marittima)
SY (cod. strada abrog.)
SE (cod. strada reg. Esecuz.)
E' opportuno sottolineare che il numero dell'articolo in riferimento a qualunque codice
deve essere su quattro cifre e che è necessario lasciare uno spazio tra la sigla dello
standard normativo e il numero dell'articolo, in questo modo:
$RN:PC 0004;
11 L'analisi spettrale.
L'analisi spettrale consente l'osservazione dei documenti selezionati senza alterazioni di
sorta. E' quindi possibile, attraverso questo strumento, rendersi conto della bontà della
nostra ricerca per operare gli accorgimenti necessari alla riuscita della stessa.
L'analisi spettrale ci offre una panoramica dei documenti selezionati tenendo come punto
di riferimento il canale prescelto. Sono dunque possibili tante analisi spettrali quanti
sono i canali riconosciuti dal sistema. E quindi possibile, ad esempio, un'analisi
spettrale lessicale per conoscere in quanti e in quali documenti sono presenti una o più
parole. Per esempio, utilizzando la parola arma nell'archivio penale:
$PENALE;
$SPECTR:PT=ARMA;
Molto usata è l'analisi spettrale temporale, con una ricerca, ad esempio su base annua:
$SPECTR:AN;
Oppure per lassi di tempo definiti. A partire dal 1990:
$SPECTR:AN>1990;
O a ritroso, per le annate fino al 1990:
$SPECTR:AN<1990;
Esistono anche esempi di analisi spettrali mirate, in relazione a particolari leggi, per
esempio, facendo uso del canale RN, come segue:
$SPECTR:RN=LS;
Si può ad esempio combinare tale tipo di ricerca con gli articoli del codice penale, ad
esempio:
$SPECTR:RN=CP;
Oppure in relazione a determinati articoli del codice penale, per esempio, dal 470 al 479:
$SPECTR:RN=CP 047X;
Insomma come abbiamo notato le stringhe di ricerca si possono combinare tra loro, con
l'uso di diversi canali. Questo permette di avere uno strumento di riferimento
estremamente duttile in relazione alle differenti esigenze della ricerca.
12 Easy Find.
Il sistema Easy Find realizzato per aiutare gli utenti non troppo esperti altro non è che
un'interfaccia grafica al sistema Italgiure che funziona in ambiente Windows.
Il sistema Easy Find non risulta essere innovativo né tantomeno esaltante. I problemi che
circondano questa interfaccia sono notevoli. E' un sistema sostanzialmente lento e pigro;
esso non è veloce come il sistema a caratteri e certamente neppure così versatile.
A dispetto del nome non è assolutamente semplice da usare e non si tratta neppure di un
sistema intuitivo. Il programma ha una sovrabbondanza di finestre di dialogo che
contengono dati già forniti che rallentano fortemente la consultazione.
Sarebbe stata preferibile la creazione di un'unica finestra contenente tutti i dati ma
questo non è stato fatto.
Trattandosi di un sistema basato su di un compromesso non possiede la versatilità a
finestre dell'ambiente Windows. Esso, infatti, pur permettendo l'uso del mouse rimane
ancorato alla ricerca di tipo testuale su cui si basano le interfaccia a caratteri. Il
punto è che, suo malgrado, tale sistema non possiede l'immediatezza di tale tipo di
interfacce.
Esistono comunque fattori positivi che mi sembra giusto evidenziare. Easy Find infatti
mitiga la difficoltà di interrogazione dei sistemi testuali riuscendo a far avvicinare al
CED anche persone nate e cresciute in ambienti a finestre e permette la navigazione
all'interno del CED attraverso collegamenti di tipo ipertestuale.
Il modo più efficace, visti pregi e difetti, di usare Easy Find sarà quindi quello di
servirsene in modalità "emulazione terminale" in modo da poter impostare la
ricerca sulla base delle stringhe con gli operatori logici dell'algebra booleana.
Una volta ottenuta la risposta sarà facile passare alla modalità Easy Find in modo da
giovarsi del vantaggio della navigazione ipertestuale.
PARTE SECONDA: IL WEB ITALIANO
1 Breve introduzione.
Il web giuridico italiano, sfortunatamente, ad oggi non è organizzato come quello
americano. Le motivazioni sono varie e, credo, non vi saranno sfuggite durante la
trattazione.
Le case editrici giuridiche italiane non hanno visto nel web le potenzialità economiche
che hanno ritrovato in altri strumenti, quali, ad esempio, i cd rom.
Esse si sono concentrate nell'offerta di servizi su supporti a disco, tracurando
colpevolmente le incredibili prospettive della navigazione ipertestuale.
Ad oggi esistono due soli siti ufficiali che offrono la possibilità di ricercare sentenze
in maniera pronta ed efficace. Essi sono quello della Corte Costituzionale e quello della
Corte di Giustizia della Comunità Europea.
Il primo non contiene, in realtà, numerose sentenze della Consulta, ma può essere usato
assieme ad uno strumento molto efficace per la ricerca delle sentenze della Corte
Costituzionale, ovvero il sito Consulta on line.
La Corte di Cassazione offre, dal sito giustizia.it, la consultazione di parte delle
sentenze, ma, come già detto, per una consultazione di tipo esustivo vi rimando al
capitolo precedente.
Alcuni siti di alcuni tribunali, inoltre, pubblicano le proprie sentenze, ma il compito
del ricercatore che decida di inoltrarsi nel web è realmente arduo.
Tutto il resto è merito di privati cittadini, magistrati, avvocati, notai e cultori del
diritto, patiti di informatica che mettono a disposizione strumenti, tempo e denaro in
nome della passione.
Il resto della ricerca, in Italia come negli Stati Uniti, è ancorato alla padronanza con
la quale si è in grado di usare i vari motori di ricerca e di combinare gli strumenti
esistenti.
2 Consulta on line.
Il sito Consulta on line italiana offre la possibilità di effettuare due tipi di ricerca:
- un tipo di ricerca cronologica, riferita a coloro che già conoscono gli estremi della
decisione e che si basa su numero ed anno della stessa;
- un tipo di ricerca testuale che si basa sull'ormai noto concetto delle parole chiave,
diretta a tutti coloro che ricercano delle decisioni riguardo un determinato argomento.
La ricerca si basa sulle decisioni emesse dalla Consulta a partire dal 1991 ma è lecito
aspettarsi che l'archivio della banca dati verrà ampliato fino a comprederne tutte le
decisioni.
Il sito risulta essere ben curato e di facile consultazione; il motore di ricerca è
estremamente semplice da usare ed il metodo particolarmente intuitivo.
3 La Corte di Giustizia dell Comunità Europee.
Il sito della Corte di giustizia delle Comunità Europee risulta ben impostato, di
semplice consultazione e la navigazione, almeno in certe ore del giorno è scorrevole.
Esso contiene un Repertorio di giurisprudenza comunitaria con massime delle sentenze e
delle ordinanze della Corte di giustizia e del Tribunale di primo grado delle Comunità
europee disposte secondo un piano sistematico; un indice alfabetico per materia contenente
problematiche giuridiche trattate nelle pronunce della Corte di giustizia e del Tribunale
di primo grado delle Comunità europee, nonché nelle conclusioni degli avvocati generali,
classificate per ordine alfabetico; alcune note di dottrina alle sentenze ovvero estremi
delle note di dottrina relative alle sentenze della Corte di giustizia e del Tribunale di
primo grado delle Comunità europee.
4 I siti giuridici italiani.
Il primo privato a mettere a disposizione un servizio di consultazione delle sentenze e a
rendersi conto delle potenzialità del web per la ricerca giuridica fu l'avvocato Tiziano
Solignani. Egli creò Jura, il primo sito giuridico italiano, oggi non più attivo.
Alla sua iniziativa ne seguirono molte altre.
Pur non esistendo, in Italia, un vero e proprio motore di ricerca giuridico né una
iniziativa di spessore volta a catalogare tutto il sapere giurisprudenziale vi mostrerò i
siti principali da cui potrete partire per una ricerca giuridica via web. Nel fare ciò
ricordatevi la bassa consistenza del web italiano e la necessità di integrare tale
ricerca coi metodi tradizionali.
Voglio comunque rendere omaggio a coloro i quali si sono prodigati per offrire il loro
sapere alla comunità, senza ritorno finanziario e per la sola passione informatica e
scientifica.
Un sito molto ben curato, gestito dal magistrato Francesco Brugaletta è Diritto &
Diritti in cui potrete ritrovare una notevole rassegna giurisprudenziale, penale e civile.
Anche il sito Altalex offre una discreta raccolta giurisprudenziale con la possibilità di
utilizzare, inoltre, un piccolo motore di ricerca.
Una discreta fonte giurisprudenziale è rappresentata dalla rivista giuridica
dirittoitalia.it che offre giurisprudenza costituzionale, della cassazione civile e
penale, del Consiglio di Stato e della Corte dei Conti. Sfortunatamente non è organizzata
in un vero e proprio motore di ricerca.
Il Circolo dei Giuristi Telematici, fondato dall'avvocato Giorgio Rognetta e da Francesco
Brugaletta, del quale mi onoro di far parte, pubblica una buona rassegna giurisprudenziale
nella sua parte Sententiae.
Tale rassegna è dotata di motore di ricerca.
Italex fondato dal Dott. Gabriele Focosi ospita parecchia giurisprudenza e un motore di
ricerca di indubbia qualità.
Il sito del Dott. Valentino Spataro, IusRing, si propone, inoltre, come link diretto alla
maggior parte dei siti giuridici ed è integrato con IusSeek. Quest'ultimo rappresenta il
primo e lodevole tentativo italiano di creare un motore di ricerca omnicomprensivo del
sapere giuridico italiano in Rete.
Questo potrebbe essere un buon punto di inizio. Sono sicuro di non aver citato tutti i
siti ma in ogni caso vi sarà facile passare da uno all'altro o magari scoprirne di nuovi
e di più utili alla ricerca che state effettuando.
Vi ricordo anche che spesso, in tema di informatica e telecomunicazioni, si gode di una
certà esaustività nella raccolta di sentenze in Rete. Se cercate sentenze su questi
argomenti, insomma, il web giuridico italiano non vi deluderà.
Esistono inoltre parecchi studi legali che offrono giurisprudenza e taluni tribunali sono
presenti in Rete.
Iniziate a cercare dunque, il web italiano non sarà al livello di quello d'oltreoceano ma
può comunque risultare molto utile.
CAPITOLO SESTO
CONSIDERAZIONI CONCLUSIVE: DUE SISTEMI A CONFRONTO
1 I reports. Considerazioni di tipo comparativistico.
Per comprendere la differenza strutturale creatasi nell'uso delle banche dati, dovuta in
parte al differente impatto temporale della rivoluzione informatica prima e telematica
poi, è necessario comprendere appieno le differenze strutturali dei reports stessi;
differenze strutturali che inevitabilmente si ripercuotono nel diverso utilizzo delle
banche dati elettroniche in Italia e negli Stati Uniti, e più in generale, nei sistemi di
common law ed in quelli di civil law.
Nei paesi di common law, come abbiamo ampiamente esaminato a suo tempo, i reports
menzionano in maniera piuttosto accurata i fatti della causa. Spesso invece nelle raccolte
di giurisprudenza italiana non si trova il fatto, sostituito da un omissis. Di solito,
nelle raccolte di giurisprudenza italiane si riferisce esclusivamente la motivazione di
diritto della sentenza.
Bisogna sottolineare, comunque, che spesso il fatto può essere estratto dalla
motivazione, che ancora più spesso la motivazione coincide con il fatto e altre volte
qualche annotatore offre, in calce alla motivazione, qualche ragguaglio sugli accadimenti.
Molto spesso, però, se il ricercatore intende sapere qualche cosa di più particolare
sugli avvenimenti, sarà costretto a procurarsi una copia integrale della sentenza presso
la cancelleria o presso gli archivi. Sempre che l'organo giudiziario si trovi in un posto
facilmente accessibile!
In questo modo si tende alla trasformazione della sentenza in un astratto mezzo dottrinale
di informazione giuridica. La decisione reperibile presso le raccolte di giurisprudenza
dovrebbe invece mantenere il valore di decisione giudiziale in risoluzione di un caso
concreto.
Questa pericolosa tendenza ad isolare il fatto dalla sentenza ha portato alla deprecabile
usanza della creazione delle cosiddette massime giurisprudenziali, le quali non riportano
neppure la motivazione di diritto della sentenza, ma una massima, appunto, della stessa.
Ecco perché la strada, anche nel campo dell'informatica giuridica, si prospetta ancora
lunga.
Il Centro Elaborazione dati della Cassazione, è indubbiamente un mezzo utile, ma ancora
incompleto e soprattutto ancorato alle massime.
Con l'apporto dei nuovi mezzi sarebbe possibile poter offrire al ricercatore l'intera
sentenza, corredata del fatto e delle motivazioni di diritto.
In realtà, all'interno del web italiano, possiamo ritrovare la maggior parte delle
sentenze corredate del fatto e della completa motivazione di diritto. Ma tali raccolte
sono il frutto dell'impegno dei privati che mettono a disposizione di tutti noi la loro
disponibilità accademica.
I repertori italiani sono purtroppo ancora fermi alla logica delle massime e faticano a
discostarsene.
Per questi cennati motivi le nostre raccolte di giurisprudenza, sia quelle telematiche che
quelle cartacee, sono strumenti meno efficaci dei reports di common law allo studio del
diritto interno ma anche ad un approccio di tipo comparato.
Il ricercatore italiano sarà quindi costretto a d un lavoro in due fasi:
- prima di tutto dovrà ricercare all'interno dei massimari se vi sono sentenze che
possano avere attinenza con il problema della ricerca. Poco importa se utilizzerà
strumenti cartacei o telematici, i problemi saranno in ogni caso identici e relativi alla
mancanza di conoscenza dei fatti della causa;
- il ricercatore sarà quindi obbligato a selezionare a fiuto (tentatively) i casi più
interessanti o apparentemente più idonei dei quali dovrà procurarsi la sentenza
integrale.
Il ricercatore italiano si trova quindi in una posizione di enorme svantaggio nei
confronti del ricercatore statunitense. Se teniamo conto che con l'avvento dei mezzi
informatici e telematici le cose sono peggiorate possiamo avere una visione di insieme.
I mezzi telematici americani consentono, come abbiamo visto una consultazione ipertestuale
omnicomprensiva, facile ed immediata. Offrono le sentenze in maniera estremamente completa
e permettono una ricerca di tipo globale.
Il ricercatore italiano che si trovi a dover affrontare una ricerca su larga scala
rimarrà ancorato all'obbligo delle due fasi con la conseguenza di una incredibile perdita
di tempo e di mezzi economici. Tali problemi costituiscono un serio impedimento allo
sviluppo degli studi di tipo giurisprudenziale, sia ai fini interni che ai fini
comparatistici.
2 Importanza delle raccolte.
Uno degli aspetti fondamentali per lo studio del diritto interno in prima battuta, e di
conseguenza anche per lo studio del diritto comparato è un sistema efficacemente
organizzato di raccolte di informazioni sulla vita processuale.
Tali raccolte dovrebbero essere funzionali, nel senso di permettere un'adeguata
informazione sui casi che si ritengono importanti e, si spera, in futuro su tutti i casi.
Abbiamo osservato nell'arco del nostro studio quanto i paesi anglosassoni siano avanti
rispetto a noi nella compilazione di tali raccolte. Erano avanti un tempo, con l'ordinata
raccolta dei reports cartacei e sono avanti tuttora nella informatizzazione di tali
documenti.
Tali raccolte dovrebbero perseguire lo scopo di aiutare il giurista nel costruire concetti
e sistemi non sulla base dell'astrazione troppo spesso fuorviante delle massima, ma
coadiuvandolo nella conoscenza del diritto vivente. Lo studio di tali raccolte e di
conseguenza lo studio della giurisprudenza è alla base del progresso nell'amministrazione
della giustizia.
In ogni caso si tratta di un problema, almeno in Italia, di ardua e costosa risoluzione.
E' infatti necessario, a tal fine, personale competente; gli strumenti informatici possono
e devono aiutare nella compilazione delle raccolte le quali si spera divengano accessibili
anche al grande pubblico.
Le grandi case editrici legali americane hanno pensato da tempo alle risorse del web ed
oggi praticamente tutto lo scibile giurisprudenziale d'oltreoceano è consultabile, come
abbiamo ampiamente documentato, via World Wide Web. Le case editrici italiane, fino ad
oggi, hanno pensato solo ai supporti su disco, mettendo a disposizione le sole massime
più importanti. Ci auguriamo che l'apporto alla consultazione on line inizi ad arrivare,
anche in Italia, da organismi privati, quali sono le case editrici.
Il solo Centro Elaborazione Dati della Cassazione non è più sufficiente e, comunque,
dovrebbe essere rinnovato in modo da permettere la consultazione delle intere sentenze.
Si spera, visto che fummo tra i primi stati di Civil Law a mettere a disposizione degli
operatori del diritto una tale banca dati giuridica, che saremo tra i primi a migliorare
tali servizi.
La possibilità di consultazione, in ogni caso, dovrebbe, nel breve periodo, volgere al
superamento delle sole sentenze della Cassazione. I Tribunali pigramente si stanno
adeguando alla rivoluzione ma il percorso è ancora molto lungo.
I soli ostacoli, in ogni caso, non sono solo quelli economici, ostando principalmente a
tali realizzazioni una sorta di predisposizione innata all'astrazione del popolo italiano
e la scarsa considerazione scientifica che la figura del ricercatore giurisprudenziale
riceve nell'ambito accademico.
3 Alcune regole tecniche.
Esistono alcune regole che vale la pena esaminare per l'analisi delle decisioni
giudiziali, o meglio del singolo caso giudiziario. Tale disamina deve essere effettuata
per un duplice scopo:
- prima di tutto per stabilire la ratio decidendi (o la regola) si cui si basa la stessa
decisione. A quel fine particolare si potrebbe, in senso lato, parlare di
"interpretazione" della sentenza;
- in secondo luogo per osservare i rapporti della decisione con altri casi analoghi o
simili in modo da sottolineare eventuali armonie o disarmonie del sistema, che siano esse
apparenti o reali ed inrelazione a differenti periodi di tempo. Ciò che gli anglosassoni
chiamano restatement e al quale noi affibbiamo l'etichetta di "interpretazione"
della giurisprudenza.
Tali regole non si differenziano tra paesi di common law e di civil law, a prescindere dal
fatto che negli Stati Uniti il principio dello Stare decicis risulta più attenuato e
dunque, come abbiamo visto, più simile al nostro.
Si tratta in ogni caso della ricerca della regola base o ratio decidendi al di là del
fatto di stabilire successivamente quel sia, all'interno dei diversi ordinamenti, il
valore attribuito a tale regola.
Piuttosto tali regole cambiano in funzione del judicial process, ovvero alla particolare
struttura della sentenza determinata dalla nostra legge processuale, dalle prassi e dalle
costruzioni mentali dei giuristi dei vari paesi. Sotto questo aspetto entra di prepotenza
il fattore informatico ed appare invero determinante nel cambiare i costumi giuridici dei
vari Paesi.
La ratio decidendi rimane comunque strettamente connessa alla fattispecie o, meglio, ai
fatti della causa al punto che la ricerca della regola base consiste soprattutto nella
ricerca di tali fatti rilevanti. Da qui l'importanza di poter offrire sentenze complete
agli operatori e non massime di diritto.
L'estrapolazione della ratio decidendi non può avvenire senza mettere da parte gli obiter
dicta, ovvero tutte le proposizioni che non risultano essere necessarie alla risoluzione
del caso. Ed anche in questo caso la distinzione tra obiter dicta e ratio decidendi è da
ricercarsi nei fatti rilevanti.
Assolutamente opportuna, al fine di capire l'esatto contenuto delle varie ragioni della
decisione, è la capacità di "distinguere" ovvero di annotare le differenze
derivanti dall'apparente contrasto tra due decisioni. La tecnica del distinguere serve
quindi anche a cogliere le varie armonie e disarmonie insite nella giurispridenza di
ciascun paese. Anche in questo caso risulterà di fondamentale importanza l'analisi dei
fatti rilevanti.
Questa operazione di comparazione tra i vari casi è di fondamentale importanza
nell'analisi della giurisprudenza in quanto le sentenze non si presentano come isolate ma
devono essere inquadrate nell'insieme con altre sentenze. A questo proposito apparirà
evidente come i sistemi di consultazione telematica, quali quelli ad ipertesto del web
aiutino in questo tipo di analisi; e quanto sia ristretta, di contro, la portata
dell'utilizzo, a questo fine, del nostro CED, ad esempio, che offre solo le massime delle
sentenze. Senza contare l'impossibilità di accostare in una ricerca telematica la
sentenza di un Tribunale (per le quali non esiste una banca dati a rilevanza nazionale)
con quelle della Cassazione stessa.
Tutto questo sottolinea il fatto che per la compilazione e l'ordinazione delle banche dati
giuridiche occorrono giuristi provetti che abbiano anche dimestichezza con l'uso degli
strumenti di elaborazione dei dati.
A questo proposito mi permetto di segnalare una lacuna grave del nostro sistema
universitario, spesso poco attento a questo tipo di problematiche.
Spesso gli studenti incontrano le sentenze solo nella redazione della tesi di laurea e
ancora più spesso limitano tale esperienza alla lettura delle massime, con tutti i limiti
di cui sopra.
Mi auguro di poter respirare presto aria di cambiamento.

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